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The little red wolf

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Amélie Fléchais

C’era una volta, nel fondo di una foresta scura, un piccolo lupo che viveva con la sua famiglia.

Amava indossare una mantellina rossa e giocare nel bosco – ma la sua famiglia gli aveva raccomandato prudenza, perché il Cacciatore e sua figlia si aggiravano nella foresta, ed erano crudeli e pericolosi.

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Poi, un giorno, Mamma Lupa incarica il lupacchiotto di portare un bel coniglio fresco alla nonna; e il lupacchiotto si mette in viaggio…

Partendo da Cappuccetto Rosso, Amélie Fléchais costruisce una favola oscura e meravigliosa, che nel colpo di scena finale esplora il dolore e il senso di colpa.

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Un gioiello, nei testi e nelle spettacolari, illustrazioni.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

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The man who knew everything

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Marilee Peters

Esperto di matematica, musica, fisica, scienze naturali, medicina, geroglifici, crittografia…

Non c’è stato campo dello scibile umano in cui il gesuita Athanasius Kircher non si sia cimentato, spinto da una feroce sete di sapere e da una curiosità nei confronti del mondo insaziabile.

Nato in una povera famiglia tedesca, prende i voti durante il Seicento, un secolo di grandi scoperte e grandi persecuzioni di scienziati da parte di quella Chiesa che pure gli ha permesso di studiare; e mentre colleziona, osserva, scrive, insegue nozioni, si cala in vulcani, crea collezioni e musei, intrattiene corrispondenza con centinaia di scienziati riesce sempre a tenersi dal lato buono della dottrina.

Ha sbagliato? In molte  cose sì; qualche altra l’ha inventata di sana pianta, per stupire ed accrescere la sua fama.

Ma niente viene tolto al fascino di una figura brillante ai limiti della genialità, e del segno che ha lasciato nei secoli.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

The last Namsara

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Kirsten Ciccarelli

Draghi che sono fonte di storie, storie che nutrono il fuoco dei draghi, attirandoli come mosche al miele. E per questo le antiche storie sono proibite: dànno potere ai nemici che si vogliono sterminare, creature infide colpevoli di tradimento.

Questo sa Asha. Questo, e che lei è l’Iskari, colpevole di malvagità, creatura del buio, e che solo una caccia dietro l’altra, una testa di drago via l’altra può espiare il suo peccato.

Almeno fino a che il matrimonio con il principale generale delle truppe del re suo padre non le toglierà anche la gioia della lotta.

Ma forse le cose non stanno come le sono state raccontate, e le antiche, proibite storie nascondono altre verità…

La premessa del romanzo è intrigante: basata sul potere delle storie, forgiata nella mitologia.

Dopodichè, a pagina trenta, entra in scena lo schiavo fascinoso che non ha paura della protagonista nonostante la sua fama, le chiede un ballo (…), suona il liuto, e ti rendi conto che è uno dei tanti romance sotto mentite spoglie.

E io sono stanca di prendere in mano fantasy, o distopici, o fantascienza, o thriller, e trovarmi messa alle strette da un romanzo d’ammmmore. -.-

Del resto, poco altro raccomanda il romanzo: lo stile è corretto ma piuttosto piatto, con puntatine di infodumping non troppo fastidiose ma presenti; i personaggi non hanno ombre: sono figurine di carta, appena sbozzati e totalmente stereotipati; la costruzione del mondo vorrebbe essere complessa ma anch’essa risulta poco più di un fondale dipinto; e ho l’impressione che, se mi fossi disturbata ad arrivare fino in fondo, avrei scoperto che i colpacci di scena che vengono vagamente promessi nel primo quarto del romanzo erano esattamente quelli che mi immaginavo.

Mi terrò il (vago, peraltro) dubbio.

E aspetterò il ritorno di Lada: se voglio principesse che spacchino fondoschiena, so che sposso sempre contare su di lei. XD

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

Cast no shadow

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Nick Tapalanski & Anissa Espinosa

Un ragazzo senza ombra, malinconico e isolato nonostante quella prorompente forza della natura che è la sua migliore amica, trova una fidanzata.
Una ragazza sensibile, dolce, divertente, un po’ d’altri tempi: perfetta, se non fosse che è un fantasma, legata alla dimora in cui abitava in vita, teatro di un tremendo omicidio.
Una delicatissima storia d’amore e amicizia (adoro Layla, l’inarrestabile migliore amica – che lui lo voglia o no – di Greg, il protagonista), di solitudine e crescita, illustrata con abilità e fantasia dal talento dii Anissa Espinosa.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Snow & Rose

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Emily Winfield Martin

C’era una volta due sorelle che abitavano in un bosco.

I loro nomi erano Bianca Neve e Rosa Rossa, e dalla loro casetta nel folto della foresta si preparavano a vivere molte incredibili avventure…

Questa versione meno nota della fiaba di Biancaneve è ben nota ai brillanti lettori di Fables, e viene piacevolmente rielaborata, con un tocco moderno e sensibile, da Emily Winfield Martin.

Le due sorelle e la madre si trasferiscono nel bosco dopo la misteriosa scomparsa dell’amatissimo padre e marito, lottando ognuna per venire a capo del dolore che le travolge.

E nella foresta moltissimi strani personaggi fanno la loro comparsa, e molti altri scompaiono senza lasciare traccia – spetta alle due bambine fare luce sui misteri della loro nuova casa, ricostruendo nel frattempo la loro vita.

Una fiaba piacevole e piacevolmente, se non eccezionalmente, illustrata.

Sebbene lo stile piano e le vicende non presentino particolari caratteri di originalità, intrattengono per qualche ora, e sono ideali per la lettura ad alta voce.

Particolarmente riusciti i caratteri delle due sorelle e il rapporto fra di loro e con la madre, e la delicata descrizione dell’elaborazione del lutto e dell’evoluzione dei rispettivi caratteri.

In poche parole, un libro non eccezionale, ma gradevole da leggere e da farsi leggere.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

Pashmina

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Nidhi Chanani

Priyanka vorrebbe essere chiamata Pri, ma sua madre non vuole saperne.

Come non vuole raccontarle dell’India, da cui è partita prima che nascesse, ma ai cui costumi continua a esser fedele; e come non vuole raccontare a Priyanka di suo padre.

Pri non vuole essere indiana, vorrebbe integrarsi completamente a scuola; ma la febbre di conoscenza cresce, e il desiderio di scoprire la verità sul passato di sua madre e di un Paese che sembra uscito dalle fiabe la divora.

Finché non indossa lo scialle della madre, e viene trasportata in un’India di sogno. troppo bella per esser vera…

Una piacevole storia d’adolescenza e di ricerca della  propria identità, in cui però rimane tutto estremamente superficiale; i personaggi sono davvero solo di carta, la vicenda è forse troppo semplice (o semplicistica) e tutti gli spunti che si sarebbero potuti sviluppare (le difficoltà di un rapporto madre-figlia, il passato doloroso, la diversità culturale, la ricerca di indipendenza e identità non solo della protagonista, ma anche delle donne intorno a lei) rimangono appena sbozzati.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Rapunzel

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Bethan Woolvin

Rapunzel è prigioniera di una strega in una torre.

La sua sola speranza è che arrivi un principe a salvarla.

O anche no.

Come nel precedente, delizioso Little Red, anche qui Bethan Woolvin rilegge una fiaba  classica con ironia e un tocco di malizia, creando una protagonista intraprendente e forte.

Stupende, sempre, le illustrazioni che accompagnano il testo.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

What we see in the stars

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Kelsey Oseid

Un nuovo modo di osservare il cielo notturno: pianeti e costellazioni, galassie e stelle si piegano davanti al lettore in tutto il loro fascino, sia scientifico, con spiegazioni precise e chiarissime, sia mitologico e letterario, ricostruendo l’importanza e l’attrazione che la notte ha sempre esercitato sull’umanità.

Suggestive illustrazioni accompagnano i testi, aggiungendo fascino al già grande fascino di uno splendido volume.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione, e spero che qualche  illuminato decida di portare in Italia questo piccolo capolavoro. ^^

Poetry for kids: Robert Frost

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Robert Frost

Robert Frost è poeta amatissimo in America, ma desolatamente sconosciuto in Italia: “desolatamente” perché ha scritto con umorismo e sensibilità, delicatezza e partecipazione della natura e dell’uomo, producendo testi meravigliosi.

Questo volumetto ne raccoglie trentacinque, scelti per introdurre il poeta a bambini fra gli otto e i quattordici anni: brani bellissimi, spiegati con chiarezza e illustrati con gusto, ma prima di tutto presentati per esser letti e apprezzati.

Un’iniziativa bellissima, che sarebbe bello veder emulata in Italia.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Murder, magic, and what we wore

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Kelly Jones

Nella Londra del 1818 rimangono ben poche scelte per una signorina di buona famiglia colpita dalla doppia disgrazia della morte all’estero del proprio padre e dalla scoperta di un’inaspettata rovina economica.

Lo sa bene miss Annis Whitwort, che si torva da un giorno all’altro a confrontarsi col dolore della perdita del genitore, la convinzione che  sia stato ucciso (perché lei sa da anni che il padre era una spia!) e la prospettiva di doversi impiegare come governante o dama di compagnia per far fronte ai debiti che spuntano come funghi.

Ma miss Annis non è una sedicenne qualunque, e non ha imparato a navigare le acque insidiose della società londinese per niente: scoprire di poter cucire incantesimi e decidere di aprire un negozio di modista davvero speciale (ovviamente, non con il suo aspetto!) mentre si propone al governo come spia sono un tutt’uno.

Inizia così la doppia vita di una signorina della buona società, il cui unico talento sono i vestiti, ma la cui determinazione risulta essere ben superiore a una certa volubilità di carattere.

Romanzo piacevole, regala ore di intrattenimento e puro divertimento, sebbene la sua superficialità e certe soluzioni un poco ingenue mi abbiano impedito di godermelo completamente.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^