Archivi categoria: dai dodici anni

Baby sitter blues

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Marie-Aude Murail

Emilien ha bisogno di soldi – quello che gli passa la mamma è chiaramente non al passo con l’inflazione, e a quindici anni si hanno delle spese!

Perché non darsi al babysitting? E se anche non si sa niente di bambini, che diavolo!, cosa potrà succedere?

Iniziano così le avventure quotidiane di un adolescente come tanti, intelligente e pieno di risorse, e insieme ingenuo, che sbaglia e impara; piccole avventure, sia chiaro, ma che compongono un ritratto sentito e divertito di un ragazzino che sta diventando adulto, e che impara a orientarsi nel mondo e negli affetti.

Un libricino, certo, lontano dalla profondità e dall’impegno di altre opere di Marie-Aude Murail, ma che nella semplicità delle vicende racchiude in sé il talento e la sensibilità con cui ha descritto vicende più grandi e drammatiche – e la stessa ironia.

The creeping shadow

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Jonathan Stroud

 Lucy e Lockwood, George e Holly: vecchia squadra, nuovi inquietanti incarichi all’orizzonte.

E il sospetto – la certezza? – che ci sia in gioco molto di pi di quanto appare, e forze non sovrannaturali, ma altrettanto pericolose con cui avere a che fare.

L’apparizione improvvisa di una congregazione di pericolosi fantasmi in un villaggio nei pressi di londra, la sparizione di Fonti pericolosissime, i tentativi di depistaggio confermano tutti una cosa: che Lockwood e i suoi alleati, vecchi e nuovi, si stanno avvicinando al cuore del nemico – e che il nemico non ha nessuna intenzione di permetterlo.

Toni sempre più cupi, nonostante la sempre smagliante scrittura, per questo penultimo capitolo della serie soprannaturale di Jonathan Stroud: e se i personaggi crescono e i rapporti fra di loro si approfondiscono, mutano, evolvono, non si riesce ad evitare un senso di disagio al pensiero di cosa il diabolico autore possa avere in mente per loro (e per i lettori) nel volume in uscita quest’autunno.

…ma, d’altronde, a distanza di dieci anni io non mi sono ancora ripresa dalla fine della Trilogia di Bartimeus: prendete i miei presentimenti come i lamenti preventivi di un’acciaccata trentasettenne che non vuole -per piacere, signor Stroud! – che le venga fatto ancora del male. XD

I kill giants

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Joe Kelly & JM Ken Niimura

Barbara conosce i giganti.

Sa tutto di loro e della loro malvagità, dei loro piani per scatenare l’inferno sulla terra e distruggere la razza umana.

Ne conosce tipi e punti deboli, preferenze e abitudini: e sa di essere l’unica  a poterli combattere.

Come combatte ogni giorno con i mostri della vita quotidiana: quello innominabile che si annida al piano di sopra della sua villetta, quelli che circolano per la scuola e la deridono.

Sola. Finché…

I kill giants ha vinto tutto quello che si poteva vincere nel suo campo.

Per me, ha vinto ancora poco.

Una storia profondissima e struggente sulla vita, la morte, l’accettazione, la paura, l’amicizia. Sul coraggio di vivere, perché altrimenti si è già morti. Sulla necessità di combattere contro i propri mostri, ma sopratutto di conoscerli – e riconoscerli, perché la paura che ne abbiamo può mascherarli.

Un capolavoro.

I supereroi detestano i carciofi

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Sébastien Perez & Benjiamin Lacombe

Ingredienti:

  • Pop art, che richiami l’America degli anni ‘60
  • L’arte inquietante e visionaria di Benjamin Lacombe
  • Supereroi
  • Testi brillanti e compositi

Mischiare con cura incorporando grande cura grafica e un formato adeguato, infornare con una buona traduzione e servire il piccolo capolavoro che ne risulta.

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Questo volume è una delizia, un divertissement perfetto per chiunque sia cresciuto (o stia crescendo) a pane e supereroi; l’equivalente su carta di quella divertente gemma che è Gli Incredibili della Pixar, si basa sulla stessa idea: prendere i cliché dei supereroi classici e mischiarli, producendo qualcosa di nuovo che strizza l’occhio al passato, e proprio per questo funziona così bene.

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Se si aggiungono i meravigliosi richiami alla pop art (che dai fumetti ha tratto tanto, tantissimo materiale e che tanto ne ha offerto come ispirazione grafica) e il mestiere eccezionale di un artista come Lacombe, il risultato (ossia, un libro che è un piacere da possedere) è assicurato.

Il fantasma sei tu

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Beatrice Masini

Ci sono molti tipi di fantasmi, e non tutti sono soprannaturali: possono essere le compagne di scuola che non ti notano se non per umiliarti; i genitori che pensano che vada tutto bene, e non vedono il tuo desiderio di urlare; gli amici che non ti vedono per come sei davvero, ma per come vorrebbero che fossi.

Invisibili per scelta, invisibili per necessità, invisibili per l’impossibilità di essere altro.

Lo sa bene Emilia, quindici anni e nessuna amica, che da sempre si sente diversa, e che nella quiete di una tranquilla villetta inglese, ospite di due anziani gentili e non invadenti inizia a ritrovare sé stessa: nella meraviglia di un’estate a Londra, in parole in una lingua non sua, nella compagnia comprensiva e stuzzicante di James, l’intelligente nipote dei suoi ospiti.

Un viaggio nel cuore di una ragazza e insieme in una Londra estiva, diversa da quella più turistica, nella lingua suggestiva e ricca di Beatrice Masini, sempre a suo agio nei panni di chi è fuori dagli schemi.

Deliziose le illustrazioni che accompagnano il testo.

Of cats and men

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Sam Kalda

Brevi, intensi ritratti di grandi uomini – artisti, statisti, scienziati – che erano cat’s men: uomini che amavano i gatti, e che per tutta la vita si sono accompagnati a piccole divinità feline, smentendo il luogo comune che vuole il cane come il miglior amico dell’uomo.

Testi deliziosi, meravigliose le illustrazioni che li accompagnano, e qualche sorpresa fra i gattofili presenti: Churchill, Marlon Brando, il rude Bukowsky affiancano gattofili più noti, come T.S. Eliot, Mark Twain e Freddie Mercury.

Rimprovero all’autore una sola cosa: non aver incluso in questa augusta galleria H.P. Lovercraft, autore di alcuni dei brani più belli sulle nostre tigri domestiche (?).

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Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Demon sitter

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Royce Buckingham

Nat ha sedici anni e vive in una grande villa nei sobborghi di Seattle.

Sentirebbe forse la solitudine, orfano e senza amici, dopo la morte dell’uomo che l’ha accolto con sé, ma il pericolo è scongiurato dal fatto che la casa è popolata di demoni più o meno amabili (in genere meno, come è giusto che sia per i demoni…), e che lui ne sia il Custode, incaricato di contenerli e accudirli.

Finché il desiderio di normalità non prende il sopravvento, Nat chiede all’efficiente, graziosa bibliotecaria Sandy di uscire, il demone più pericoloso del branco evade e un uomo che si è dato al Caos rientra in città…

Una trama semplice e ricca di azione sostiene una vicenda divertente, che ha nell’amicizia e nella forza che dà il tema principale; la scrittura è semplice – un po’ troppo, per i miei gusti – ma si sorride comunque per le rapide ore che occupa la lettura.

Artemis Fowl

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Eoin Colfer

Chi è Artemis Fowl?

Di certo si sa cosa è: un genio del crimine, discendente di una dinastia di brillanti malfattori che vuole riabilitare; una mente diabolica; uno stratega impeccabile.

E un dodicenne.

Un dodicenne che ha elaborato il piano più ardito mai concepito con un unico, preciso scopo: sottrarre il favoleggiato ma non per questo meno reale) oro delle Fate.

Anche se questo dovesse scatenare una guerra fra il mondo fantastico e il mondo umano?

Che domande, CERTO!

Inizia così una divertente, rutilante avventura, in un mondo preciso e dettagliato che mischia il fantasy puro con brillanti soluzioni tecnologiche, e con una folla di personaggi di ogni razza che non possono non restare impressi.

E che Artemis stia correndo il rischio di riscoprire la sua… umanità?

Delizioso, e perfetto per passare qualche ora spensierata.

Rodzina

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Karen Cushman

Rodzina è grande, grossa, incupita, con capelli biondi e la faccia di suo padre.

Nessuno la prenderà per la sua bellezza o il suo carattere amabile, e lei è ben decisa a non farsi vendere come schiava: perché sa bene che è questo che fanno con gli orfani nei viaggi verso Ovest per “trovare delle famiglie che li accolgano”, li vendono al miglior offerente per lavorare la terra o tenere la casa, e mai più ritorneranno indietro.

Ma Rodzina non voleva lasciare Chicago: tutti i suoi ricordi sono là, nella città in cui sono sepolti suo padre, sua madre e i due fratelli minori, che la amavano per quello che era. Grande e grossa, un po’ goffa, brillante e testarda, determinata.

Piena di cuore.

perché scoprirà, durante il lungo viaggio verso la California, che i pregiudizi possono essere i nemici peggiori, e che non ci si può impedire di amare o di essere anati, seppur controvoglia.

Karen Cushman abbandona l’Inghilterra medievale ed elisabettiana per farci salire a bordo di uno dei treni degli orfani, che dalla metà dell’Ottocento agli anni ’20 del Novecento portarono migliaia di ragazzini verso Ovest, nel tentativo di dar loro una vita migliore delle strade di una grande città.

Sradicati, traumatizzati, spesso separati da fratelli o sorelle, molti di loro finirono davvero a fare i servi non pagati nelle famiglie che li avevano accolti; molti altri trovarono affetto e condivisione, ma ricordarono per sempre il lungo, duro viaggio verso Ovest.

Come sempre efficace e documentato, sorretto da una protagonista lontana dalla perfezione ma che si fa amare e da personaggi minori che rimangono scolpiti nel cuore.

Solo Flora

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Stefania Bertola

 Flora ha quindici anni, una madre biologa marina, un’amica del cuore e un fidanzato che ama. Non c’è nessuno più normale di lei, e questo verrà confermato quando, rifiutandosi di seguire la madre per un anno in Australia, si trasferisce a San Mirtillo, un’ora di treno da Federico, e una delle ventisei comunità Different riconosciute in Italia.

In che senso Different, vi chiederete? Nel senso che vi abitano, legalmente riconosciuti e parificati nelle scuole, tutte le creature magiche del territorio: fate e streghe, vampiri e leprecauni, gnomi e stregoni popolano il vivace (e vitale, anche nelle abitazioni…) paesello, e guardano con disprezzo e stupore la Normal che si è trasferita a casa della zia. Una zia, inutile dirlo, di cui non si parla molto in casa…

Inizia così una commedia esilarante, fatta di stregoni misteriosi e baci rubati, complotti per sabotare il concerto di fine anno, dubbi amorosi e streghe gelose, che prendendo in giro tutti gli stereotipi dei paranormal romance più diffusi dimostra con garbo come, in fondo, nell’amore non ci siano Different.

Un romanzo delizioso, curatissimo in tutti gli ironici particolari, che si legge in un soffio, confermando il talento comico di Stefania Bertola.