Archivi categoria: fantastico

Mutande spaziali

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Claire Freedman & Ben Cort

Ben pochi sanno che gli alieni (tutti, senza eccezioni) sono entusiasti estimatori di mutande.

Mutande e mutandine, mutandoni e slippini, con pizzi e senza, con ruches e a pallini: per le galassie si muovono alla ricerca di sempre nuovi modelli da esplorare e con cui giocare – sempre senza farsi scoprire dai legittimi proprietari!

Un’idea divertentissima e illustrazioni adorabili non rendono, purtroppo, quanto potrebbero in italiano, a causa di un adattamento scadente che priva completamente del ritmo le filastrocche, rendendo farraginosa la lettura ad alta voce.

Peccato.

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La piccola strega

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Benjamin Lacombe & Sebastien Perez

Una bambina, sua nonna e un segreto: generazioni di donne dai capelli rossi e dai poteri speciali, amate e temute, chiamate streghe per mancanza di altri termini, girano il mondo compiendo atti meravigliosi e terribili.

Una storia semplice ma affascinante (bellissimo l’albero genealogico delle streghe, e chi vi compare 😉 ), in cui la parte del leone la fanno, come sempre, le spettacolari illustrazioni di Benjamin Lacombe.

Non fra i migliori, forse, ma perfetto per chi ama la sua arte e per una bambina speciale, che in fondo in fondo sa di essere una streghetta, piena di misteri e magia. 🙂

Lydie

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Jordi Lafebre & Zidrou

In una città francese esiste una stradina, un vicolo cieco: è un universo a parte, un microcosmo in cui tutti si conoscono e sia aiutano, formando una comunità così stratta da distinguere fra i Mustachios (i Baffuti, dal poster di un neonato con i baffi che caratterizza la strada) e… bè, tutti gli altri.

E in questa stradina arriva un giorno una nuova abitante: Lydie, figlia della dolce Camille, ragazza madre un po’ lenta ma benvoluta da tutti. Lydie che è morta alla nascita, ma è tornata dopo due mesi a consolare sua madre – e che solo lei vede.

Inizia così una gara di cuore per sostenere l’inganno negli anni, e evitare a Camille ogni sofferenza.

Ma… se non fosse solo una fantasia?

Lydie è una graphic novel di delicatezza estrema: attraverso una vicenda di dolore costruisce un vero e proprio mondo di affetto e solidarietà, creato da una bambina che non esiste (o sì?) e dal buon cuore di chi vuole proteggere un’innocente.

Bellissime anche le tavole, dallo stile piacevolmente datato, che riportano nella ricchezza dei dettagli un mondo che non è più.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura  di questa recensione. ❤

Cantoparlante

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Bruno Tognolini

E in giorno ci si sveglia per andare a scuola… ed è di nuovo lunedì.

Ma non era lunedì ieri? si chiedono Anna e Zeno, amici per la pelle. E com’è che, a parte l’indecifrabile nonna Nenia, nessuno degli adulti sembra essersi accorto che è sparito un giorno della settimana?

E le altalene del parco… perché volteggiano senza spinta? E soprattutto: dove vanno quando scompaiono a metà arco?

Ai due bambini non resta che saltare su e, armati solo del loro amore per le parole, di tre improbabili amici, e degli incomprensibili ma musicali consigli di nonna Nenia esplorare il mondo di Cantoparlante alla ricerca delle parole rapite – fra cui, ovviamente, il preziosissimo Martedì.

Un’avventura per bambini che è una dichiarazione d’amore per le parole e gli infiniti modi di plasmarle, giocandoci, e (ri)scoprendone di continuo.

Perché cosa ci può essere di più bello del salvare una parola persa all’uso comune, dimenticata nel tempo?

Come tutti i libri di Tognolini, consigliato a grandi e piccini. ❤

Starlings

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                                                                                                                                                                          n35909363

Jo Walton

Venti racconti (o frammenti, o giochi, o esercizi, come li chiama l’autrice) brevi o brevissimi, un testo teatrale e una manciata di brevi poesie.

Gli ingredienti per un piccolo capolavoro, bocconcini di meraviglia da gustare uno per uno, con calma, all’occasione: e in poche pagine di scrittura limpida e magnifica si dischiudono mondi alternativi perfettamente resi, che siano fantasy o fantascienza; declinazioni inaspettate ai luoghi comuni più triti del fantastico; delicate riflessioni sulla malattia, il dolore, la vecchiaia; e due raccontini natalizi di meravigliosa ironia e incredibile tenerezza insieme.

Non avevo mai letto prima Jo Walton, nonostante la sua fama davvero la preceda; ma se questi frammenti, che considera quasi la palestra della sua scrittura, sono una sorta di piccola collezione di scarti, per quanto amati, non tarderò molto ad affrontarla in volumi più corposi, anche solo per ritrovare la magia delle sue parole.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

The girl in the tower

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Katherine Arden

Un cavallo veloce corre per le innevate campagne di Russia: lo monta un giovane dagli occhi verdi, senza paura, con un demone di gelo che veglia su di lui. O meglio, su di lei.

Un altro cavallo torna a Mosca: lo monta un giovane monaco, che porta notizie grandi e terribili al suo principe,  e vola sulla neve sperando di prevenire la guerra e mettere fine al fuoco.

Una banda di banditi brucia villaggi e rapisce bambine. E chiama vendetta.

Un ragazzo che ragazzo non è, un monaco, un principe: e, dall’altro lato della barricata, forze che vogliono la distruzione della Russia, e domare ogni forza contraria: sopratutto se è il coraggio e il desiderio di libertà di una giovane donna insofferente alle costrizioni del ruolo stabilito per lei dalla società.

Dopo The Bear and the Nightingale Katherine Arden ritorna nella Russia medievale, in bilico fra antiche tradizioni e nuova religione, e lo fa in grande, proponendo ancora una volta una vicenda che, sfruttando tutti gli elementi della fiaba e del mito, è in realtà una commovente, appassionante riflessione sul coraggio di ribellarsi e di sacrificarsi insieme, sull’amore nelle sue sfumature, sulla necessità di preservare il passato guardando al futuro.

E prepara un finale che si preannuncia di grande impatto, per una delle trilogie più belle mai lette.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

La torta in cielo

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Gianni Rodari

E un giorno, sul cielo sopra Roma, compare un Oggetto Volante Non Identificato.

Si scatena il panico: sono arrivati gli alieni!

Vogliono conquistarci!

Allarme, allarme!

Mentre gli adulti preparano l’artiglieria, pronti a difendersi dai pericolosi invasori (si presume), Davide e Rosa – piccoli, tenaci, intelligenti – scoprono invece che in cielo è arrivata una colossale, dolcissima sorpresa: una torta gigantesca, e della migliore qualità.

Si scatena allora una corsa contro il tempo per mangiare tutto il possibile, prima che gli adulti distruggano tutto quel ben di Dio.

Con l’ironia e l’intelligenza che gli sono soliti, Gianni Rodari costruisce ancora una volta una fiaba sulla saggezza dei bambini e la follia degli adulti, che costruiscono armi invece di produrre dolciumi – e vedono in ogni stranezza una minaccia.

Un altro capolavoro da godere, grandi e piccoli – magari con un bel pezzo di cioccolata in mano. 😉

 

This savage song

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Victoria Schwab

Kate vive in un mondo infestato da mostri.

Ombre che prendono forma e vita dai peccati degli uomini.

Affamate di carne e sangue. E, in un caso, di peccati.

Augustus è un mostro che non vuole esserlo, intrappolato fra il disgusto per il suo bisogno di nutrirsi dell’anima di chi ha peccato e la paura di perdere il controllo se non lo fa.

Ma quando il mondo inizia a mostrare  crepe, crepe vere, e la pace con i mostri scricchiola, saranno due ragazzi – il mostro che vuole essere umano e la ragazza che non teme i mostri – a dar vita a un’improbabile, fragile alleanza. Forse la sola speranza di sopravvivenza per la città in cui vivono.

Brillantissima scrittura e credile costruzione del mondo sono solo due dei meriti di un romanzo che, dopo un primo venti per cento in cui mi lasciava freddina, mi sono trovata a sfogliare alla velocità della luce.

Complessi i protagonisti, credibile il loro (non facile (rapporto); e l’idea di un mostro che può nutrirsi solo di anime che abbiano peccato di omicidio, e che ha la musica come arma e insieme toccante e inquietante.

Aspetto con impazienza il secondo e ultimo volume della serie. ^^

The wild storm vol. 1

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Warren Ellis

Questo il parere del Maritozzo sull’ultima fatica di Warren Ellis. ^^

Sono un lettore appassionato di Warren Ellis, su cui però negli anni mi sono formato questa opinione: aldilà dell’indubbia professionalità, è uno scrittore che ha moltissimo da dire su alcune tematiche (in primis il futurismo nelle sue più varie declinazioni), ma che risulta poco flessibile quando non gioca sul suo terreno.

In questo caso, è l’operazione in sé a essere inevitabilmente rischiosa: affrontare in maniera aggiornata e credibile un universo narrativo che porta addosso l’odore incancellabile degli anni ’90. E questo, per i lettori di comics della mia generazione, è tutto meno che positivo: gli anni ’90 sono stati sì l’epoca della liberazione degli autori verso le clausole vessatorie delle case editrici maggiori, ma anche quelle in cui si è barattata la credibilità delle storie e lo sviluppo dei personaggi con tanta violenza ipercinetica, fucili mitragliatori più grossi di Terminator, capigliature improbabili e, non scordiamocelo, tasche-tasche-tasche-tantissime-inutili-tasche! (Ogni riferimento a Liefeld è naturalmente casuale…).

Ma torniamo a noi. Warren Ellis sa scrivere? Cacchio, sì, molto bene. Ha le idee chiare su cosa vuole raccontare? Check anche su questa casella, e anzi le appendici mettono bene in chiaro che la sceneggiatura è stata preceduta da un buon lavoro di riflessione sugli elementi-chiavi dell’universo narrativo da ri-raccontare. E allora cos’è che francamente non mi ha convinto? Mah, forse il fatto che da un lato si basi su presupposti inesorabilmente fragili, dall’altro che la trama si caratterizzi fin dall’inizio come un preludio a The Authority. E non perché Warren Ellis voglia essere auto-celebrativo, ma proprio perché The Authority era in un certo senso l’unico modo di redimere quel genere di personaggi e situazioni.

L’aspetto grafico è invece di primissima qualità ed è evidente la sintonia sceneggiatore/disegnatore, soprattutto nell’ottica del tecnofoticismo.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Pashmina

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25712017

Nidhi Chanani

Priyanka vorrebbe essere chiamata Pri, ma sua madre non vuole saperne.

Come non vuole raccontarle dell’India, da cui è partita prima che nascesse, ma ai cui costumi continua a esser fedele; e come non vuole raccontare a Priyanka di suo padre.

Pri non vuole essere indiana, vorrebbe integrarsi completamente a scuola; ma la febbre di conoscenza cresce, e il desiderio di scoprire la verità sul passato di sua madre e di un Paese che sembra uscito dalle fiabe la divora.

Finché non indossa lo scialle della madre, e viene trasportata in un’India di sogno. troppo bella per esser vera…

Una piacevole storia d’adolescenza e di ricerca della  propria identità, in cui però rimane tutto estremamente superficiale; i personaggi sono davvero solo di carta, la vicenda è forse troppo semplice (o semplicistica) e tutti gli spunti che si sarebbero potuti sviluppare (le difficoltà di un rapporto madre-figlia, il passato doloroso, la diversità culturale, la ricerca di indipendenza e identità non solo della protagonista, ma anche delle donne intorno a lei) rimangono appena sbozzati.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^