Archivi categoria: fantastico

Pashmina

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Nidhi Chanani

Priyanka vorrebbe essere chiamata Pri, ma sua madre non vuole saperne.

Come non vuole raccontarle dell’India, da cui è partita prima che nascesse, ma ai cui costumi continua a esser fedele; e come non vuole raccontare a Priyanka di suo padre.

Pri non vuole essere indiana, vorrebbe integrarsi completamente a scuola; ma la febbre di conoscenza cresce, e il desiderio di scoprire la verità sul passato di sua madre e di un Paese che sembra uscito dalle fiabe la divora.

Finché non indossa lo scialle della madre, e viene trasportata in un’India di sogno. troppo bella per esser vera…

Una piacevole storia d’adolescenza e di ricerca della  propria identità, in cui però rimane tutto estremamente superficiale; i personaggi sono davvero solo di carta, la vicenda è forse troppo semplice (o semplicistica) e tutti gli spunti che si sarebbero potuti sviluppare (le difficoltà di un rapporto madre-figlia, il passato doloroso, la diversità culturale, la ricerca di indipendenza e identità non solo della protagonista, ma anche delle donne intorno a lei) rimangono appena sbozzati.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

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How to make friends with a ghost

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Rebecca Green

Tutti hanno paura dei fantasmi, ma solo perché ben pochi sanno che possono essere compagni affettuosi e giocherelloni, e amici fedeli – per la vita e oltre.

Per fortuna questo piccolo, ma completo manuale sfata molti miti, e dà ogni indicazione necessaria a costruire e mantenere nel tempo una meravigliosa amicizia: perché i veri amici si prendono cura l’uno dell’altro. Sempre, e per sempre.

Un’idea originale viene sostenuta da testi divertenti e illustrazioni semplici e piacevoli, per un messaggio di amicizia che tocca il cuore. Bellissimo.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

The creeping shadow

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Jonathan Stroud

 Lucy e Lockwood, George e Holly: vecchia squadra, nuovi inquietanti incarichi all’orizzonte.

E il sospetto – la certezza? – che ci sia in gioco molto di pi di quanto appare, e forze non sovrannaturali, ma altrettanto pericolose con cui avere a che fare.

L’apparizione improvvisa di una congregazione di pericolosi fantasmi in un villaggio nei pressi di londra, la sparizione di Fonti pericolosissime, i tentativi di depistaggio confermano tutti una cosa: che Lockwood e i suoi alleati, vecchi e nuovi, si stanno avvicinando al cuore del nemico – e che il nemico non ha nessuna intenzione di permetterlo.

Toni sempre più cupi, nonostante la sempre smagliante scrittura, per questo penultimo capitolo della serie soprannaturale di Jonathan Stroud: e se i personaggi crescono e i rapporti fra di loro si approfondiscono, mutano, evolvono, non si riesce ad evitare un senso di disagio al pensiero di cosa il diabolico autore possa avere in mente per loro (e per i lettori) nel volume in uscita quest’autunno.

…ma, d’altronde, a distanza di dieci anni io non mi sono ancora ripresa dalla fine della Trilogia di Bartimeus: prendete i miei presentimenti come i lamenti preventivi di un’acciaccata trentasettenne che non vuole -per piacere, signor Stroud! – che le venga fatto ancora del male. XD

Il fantasma sei tu

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Beatrice Masini

Ci sono molti tipi di fantasmi, e non tutti sono soprannaturali: possono essere le compagne di scuola che non ti notano se non per umiliarti; i genitori che pensano che vada tutto bene, e non vedono il tuo desiderio di urlare; gli amici che non ti vedono per come sei davvero, ma per come vorrebbero che fossi.

Invisibili per scelta, invisibili per necessità, invisibili per l’impossibilità di essere altro.

Lo sa bene Emilia, quindici anni e nessuna amica, che da sempre si sente diversa, e che nella quiete di una tranquilla villetta inglese, ospite di due anziani gentili e non invadenti inizia a ritrovare sé stessa: nella meraviglia di un’estate a Londra, in parole in una lingua non sua, nella compagnia comprensiva e stuzzicante di James, l’intelligente nipote dei suoi ospiti.

Un viaggio nel cuore di una ragazza e insieme in una Londra estiva, diversa da quella più turistica, nella lingua suggestiva e ricca di Beatrice Masini, sempre a suo agio nei panni di chi è fuori dagli schemi.

Deliziose le illustrazioni che accompagnano il testo.

Il segreto del Bosco Vecchio

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Dino Buzzati

Amavo Buzzati da anni, ma ancora di più lo amo dopo aver passato qualche ora nel Bosco Vecchio: un bosco antico, popolato da strane e misteriose creature, in cui i venti parlano e gli uccelli si riuniscono per processare un possibile omicida; in cui gli alberi hanno spiriti che si manifestano in forma umana, e possono stringere patti per proteggersi; in cui la Natura è comunque Natura, e non risparmia nel suo ciclo la dolorosa verità della decadenza e della morte.

Ma è anche un luogo di cambiamento e crescita spirituale, che porta alla maturità i bambini e ai sentimenti chi ha vissuto nell’aridità tutta la vita, sia esso uomo o vento, in un ciclo continuo di mutamento e maturazione.

Un romanzo di ricchezza e bellezza eccezionali, reso bene da una lettura sentita e partecipe.

And I darken

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Kiersten White

Lada è spietata. Crudele. E brutta.

Tutto quello che una principessa del XV  secolo non dovrebbe essere, anche fra le distese di monti e pini della Valacchia, il paese dominato da suo padre, Vlad Dracul II.

Radu è delicato. Timoroso. E bellissimo.

Tutto quello che un principe del XV  secolo non dovrebbe essere, sopratutto fra le distese di monti e pini della Valacchia, il paese dominato da suo padre, Vlad Dracul II.

Quando il padre li lascia nelle mani di Murad, il sultano turco di cui è vassallo, come ostaggi, i due fratelli si rendono conto di dover crescere insieme e per conto proprio, e affinare i propri talenti se vogliono sopravvivere nella scintillante, insanguinata corte ottomana; e che nonostante siano diversi come il giorno e la notte, alla fine il sangue conta: il proprio e quello degli altri.

Questo libro è stata una magnifica, inaspettata sorpresa: completamente differente dai divertenti paranormal che mi avevano fatto conoscere l’autrice, ricrea con efficacia non solo due realtà storiche affascinanti e complesse (seppure con qualche libertà, che Kiersten White stessa ammette), ma mette in capo personaggi complessi legati fra loro da rapporti credibili e inaspettati: Lada e Radu, che non riescono a capirsi e a incontrarsi, e si proteggono a vicenda quasi loro malgrado; Lada, Radu e Mehmed; Lada, Radu e la distante figura del padre.

Paura, le molteplici vie del potere, la scoperta del proprio corpo e del desiderio, di femminilità e omosessualità, i confini tra amore, amicizia, lealtà, religione e patria. non c’è niente di netto in questo romanzo, tutto muta a seconda dello sviluppo dei personaggi: e proprio Lada, che rifiuta è cambiamento, è quella che rimanendo aggrappata al passato non riesce a vedere un futuro.

Nato come rielaborazione fantastica della figura di Vlad Tepes l’Impalatore, con una ragazza al posto della figura storica, è un’esplorazione affascinante di animi turbati, che devono venire a patti con quello che hanno fatto – e con quello che sono disposti a fare.

Non vedo l’ora di proseguire la serie, e spero davvero che qualcuno in Italia si accaparri i diritti e renda merito, oltre all’idea, alla bellissima scrittura, ricca senza essere fastidiosa, e con frasi davvero memorabili.

Ringrazio  l’editore  per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

If I had a gryphon

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Vikki Vansickle & Cale Atkinson

Sam ha ricevuto in regalo un criceto: ma che creatura noiosa che è, dorme e mangia e corre sulla ruota!
Ben altre sarebbero le avventure che potrebbe vivere con uno degli animali fantastici nel suo libro: unicorni, grifoni, sirene sfilano davanti ai suoi occhi, ma tutti hanno qualche problema.
Gli unicorni sono timidi, le sirene passano il tempo a cantare e pettinarsi i capelli, un drago ha un fiato piuttosto… caliente.
Forse è meglio un animaletto del tutto comune, come il criceto di Sam.

…perché è solo criceto, vero? 😉

Un libro assolutamente incantevole: il testo è ricco di inventiva e ben ritmato, ed è accompagnato da illustrazioni spettacolari che presentano la magnifica carrellata di animali mitologici di Sam.
E una sorpresa finale. ^^

Ringrazio l’editore per  avermi concesso la (meravigliosa) copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

The wonderful wizard of Oz

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Eric Shanower & Skottie Young

Conoscevo Eric Shanower come l’autore dell’eccezionale L’età del bronzo, complesso e raffinato racconto della guerra di Troia come si potrebbe essere svolta da un credibile punto storico; ho quindi preso al volo l’opportunità di leggere la sua versione de Il mago di Oz, un romanzo che avevo letto da ragazzina e riscoperto ancora da grande con lo stesso piacere per una narrazione fresca e divertente.

E l’adattamento di Shanower, unito alle incantevoli, divertenti tavole di Skottie Young (che non conoscevo e ho imparato ad adorare <3) non ha tradito le mie aspettative: fedele al romanzo e insieme semplice e fresco, è da una parte una magnifica introduzione al’originale per chi non conosca ancora Dorothy, il Leone codardo, lo Spaventapasseri e il Taglialegna di latta, dall’altra un modo per gustare in altra versione una storia sempreverde. Dopo parecchie delusioni, mi sento riconciliata con i retelling dei classici a fumetti – almeno per il momento. 😉

Di impossibile non c’è niente

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Andrea Vitali & Fabiana Bocchi

Una fiaba che richiami il mistero e il fascino del Natale, con il tocco d’ironia che i lettori dei romanzi di Andrea Vitali ben conoscono, e l’aiuto di belle illustrazioni: le premesse erano ottime, tanto che quasi mi dispiace dichiarare, almeno a mio parere, l’esperimento fallito.

Perché la casa di riposo per leggende non più necessarie (Babbo Natale, la Befana, la Cicogna, il Topino dei denti e così via) è un’idea deliziosa, che però viene soffocata dai riferimenti a personaggi mitologici e leggendari che i bambini – a cui, ricordiamolo, è indirizzata la storia – non possono cogliere; la scrittura, pur piacevole, risulta in qualche maniera artificiale nel voler mantenere il tono brillante marchio di fabbrica dell’autore.

Belle le illustrazioni, simpatica l’idea, scarsina l’esecuzione; non tutte le ciambelle riescono col buco, specialmente a scrittori per adulti che vogliono a tutti i costi cimentarsi nella narrativa per ragazzi – o peggio, per bambini.

The Sandman: Overture

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Neil Gaiman

E il cerchio si chiude, a distanza di quasi trent’anni.

O forse si apre, con Sogno degli Eterni che, alla fine di questo volume, viene preso prigioniero da un mago, spossato dopo una battaglia: possiamo tornare a Preludi e notturni, o scivolare avanti nella serie, ricucendo indizi, accenni, personaggi minori, a volte persi in una sola tavola.

Tutto si compie, molte curiosità vengono soddisfatte, si incontrano strani genitori, si godono in alcune delle tavole più assolutamente spettacolari di sempre diverse decine di aspetti di Sogno: e che sia pianta, nuvola di gas, felino, bi- o tri- o quadri- dimensionale, rimane sempre se stesso. XD

Faccio adesso un passo indietro: Sandman è uno dei fumetti che amo di più da sempre, e scoprire Overture qualche mese fa mi ha fatto rabbrividire, a mezzo per l’attesa, a mezzo per il timore di quello che sarebbe potuto saltare fuori: perché con i suoi difetti, io considero la serie completa così, senza aggiunte.

Ne sono stata soddisfatta? In buona parte sì: non sento che abbia aggiunto niente di fondamentale all’universo narrativo creato da Gaiman, ma è comunque un volume molto bello, graficamente divino, con un lettering spettacoloso e dialoghi splendidi; non necessario, forse, ma sicuramente godibilissimo, e con un twist finale che mi ha dato un’incredibile soddisfazione.

E adesso, scusatemi: tutto finisce, ma molto inizia: è il caso che riprenda in mano Preludi e notturni, c’è un Eterno che aspetta di fuggire.

Ringrazio (commossa) l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. *___*