Archivi categoria: fantastico

The creeping shadow

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Jonathan Stroud

 Lucy e Lockwood, George e Holly: vecchia squadra, nuovi inquietanti incarichi all’orizzonte.

E il sospetto – la certezza? – che ci sia in gioco molto di pi di quanto appare, e forze non sovrannaturali, ma altrettanto pericolose con cui avere a che fare.

L’apparizione improvvisa di una congregazione di pericolosi fantasmi in un villaggio nei pressi di londra, la sparizione di Fonti pericolosissime, i tentativi di depistaggio confermano tutti una cosa: che Lockwood e i suoi alleati, vecchi e nuovi, si stanno avvicinando al cuore del nemico – e che il nemico non ha nessuna intenzione di permetterlo.

Toni sempre più cupi, nonostante la sempre smagliante scrittura, per questo penultimo capitolo della serie soprannaturale di Jonathan Stroud: e se i personaggi crescono e i rapporti fra di loro si approfondiscono, mutano, evolvono, non si riesce ad evitare un senso di disagio al pensiero di cosa il diabolico autore possa avere in mente per loro (e per i lettori) nel volume in uscita quest’autunno.

…ma, d’altronde, a distanza di dieci anni io non mi sono ancora ripresa dalla fine della Trilogia di Bartimeus: prendete i miei presentimenti come i lamenti preventivi di un’acciaccata trentasettenne che non vuole -per piacere, signor Stroud! – che le venga fatto ancora del male. XD

Il fantasma sei tu

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Beatrice Masini

Ci sono molti tipi di fantasmi, e non tutti sono soprannaturali: possono essere le compagne di scuola che non ti notano se non per umiliarti; i genitori che pensano che vada tutto bene, e non vedono il tuo desiderio di urlare; gli amici che non ti vedono per come sei davvero, ma per come vorrebbero che fossi.

Invisibili per scelta, invisibili per necessità, invisibili per l’impossibilità di essere altro.

Lo sa bene Emilia, quindici anni e nessuna amica, che da sempre si sente diversa, e che nella quiete di una tranquilla villetta inglese, ospite di due anziani gentili e non invadenti inizia a ritrovare sé stessa: nella meraviglia di un’estate a Londra, in parole in una lingua non sua, nella compagnia comprensiva e stuzzicante di James, l’intelligente nipote dei suoi ospiti.

Un viaggio nel cuore di una ragazza e insieme in una Londra estiva, diversa da quella più turistica, nella lingua suggestiva e ricca di Beatrice Masini, sempre a suo agio nei panni di chi è fuori dagli schemi.

Deliziose le illustrazioni che accompagnano il testo.

Il segreto del Bosco Vecchio

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Dino Buzzati

Amavo Buzzati da anni, ma ancora di più lo amo dopo aver passato qualche ora nel Bosco Vecchio: un bosco antico, popolato da strane e misteriose creature, in cui i venti parlano e gli uccelli si riuniscono per processare un possibile omicida; in cui gli alberi hanno spiriti che si manifestano in forma umana, e possono stringere patti per proteggersi; in cui la Natura è comunque Natura, e non risparmia nel suo ciclo la dolorosa verità della decadenza e della morte.

Ma è anche un luogo di cambiamento e crescita spirituale, che porta alla maturità i bambini e ai sentimenti chi ha vissuto nell’aridità tutta la vita, sia esso uomo o vento, in un ciclo continuo di mutamento e maturazione.

Un romanzo di ricchezza e bellezza eccezionali, reso bene da una lettura sentita e partecipe.

And I darken

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Kiersten White

Lada è spietata. Crudele. E brutta.

Tutto quello che una principessa del XV  secolo non dovrebbe essere, anche fra le distese di monti e pini della Valacchia, il paese dominato da suo padre, Vlad Dracul II.

Radu è delicato. Timoroso. E bellissimo.

Tutto quello che un principe del XV  secolo non dovrebbe essere, sopratutto fra le distese di monti e pini della Valacchia, il paese dominato da suo padre, Vlad Dracul II.

Quando il padre li lascia nelle mani di Murad, il sultano turco di cui è vassallo, come ostaggi, i due fratelli si rendono conto di dover crescere insieme e per conto proprio, e affinare i propri talenti se vogliono sopravvivere nella scintillante, insanguinata corte ottomana; e che nonostante siano diversi come il giorno e la notte, alla fine il sangue conta: il proprio e quello degli altri.

Questo libro è stata una magnifica, inaspettata sorpresa: completamente differente dai divertenti paranormal che mi avevano fatto conoscere l’autrice, ricrea con efficacia non solo due realtà storiche affascinanti e complesse (seppure con qualche libertà, che Kiersten White stessa ammette), ma mette in capo personaggi complessi legati fra loro da rapporti credibili e inaspettati: Lada e Radu, che non riescono a capirsi e a incontrarsi, e si proteggono a vicenda quasi loro malgrado; Lada, Radu e Mehmed; Lada, Radu e la distante figura del padre.

Paura, le molteplici vie del potere, la scoperta del proprio corpo e del desiderio, di femminilità e omosessualità, i confini tra amore, amicizia, lealtà, religione e patria. non c’è niente di netto in questo romanzo, tutto muta a seconda dello sviluppo dei personaggi: e proprio Lada, che rifiuta è cambiamento, è quella che rimanendo aggrappata al passato non riesce a vedere un futuro.

Nato come rielaborazione fantastica della figura di Vlad Tepes l’Impalatore, con una ragazza al posto della figura storica, è un’esplorazione affascinante di animi turbati, che devono venire a patti con quello che hanno fatto – e con quello che sono disposti a fare.

Non vedo l’ora di proseguire la serie, e spero davvero che qualcuno in Italia si accaparri i diritti e renda merito, oltre all’idea, alla bellissima scrittura, ricca senza essere fastidiosa, e con frasi davvero memorabili.

Ringrazio  l’editore  per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

If I had a gryphon

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Vikki Vansickle & Cale Atkinson

Sam ha ricevuto in regalo un criceto: ma che creatura noiosa che è, dorme e mangia e corre sulla ruota!
Ben altre sarebbero le avventure che potrebbe vivere con uno degli animali fantastici nel suo libro: unicorni, grifoni, sirene sfilano davanti ai suoi occhi, ma tutti hanno qualche problema.
Gli unicorni sono timidi, le sirene passano il tempo a cantare e pettinarsi i capelli, un drago ha un fiato piuttosto… caliente.
Forse è meglio un animaletto del tutto comune, come il criceto di Sam.

…perché è solo criceto, vero? 😉

Un libro assolutamente incantevole: il testo è ricco di inventiva e ben ritmato, ed è accompagnato da illustrazioni spettacolari che presentano la magnifica carrellata di animali mitologici di Sam.
E una sorpresa finale. ^^

Ringrazio l’editore per  avermi concesso la (meravigliosa) copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

The wonderful wizard of Oz

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Eric Shanower & Skottie Young

Conoscevo Eric Shanower come l’autore dell’eccezionale L’età del bronzo, complesso e raffinato racconto della guerra di Troia come si potrebbe essere svolta da un credibile punto storico; ho quindi preso al volo l’opportunità di leggere la sua versione de Il mago di Oz, un romanzo che avevo letto da ragazzina e riscoperto ancora da grande con lo stesso piacere per una narrazione fresca e divertente.

E l’adattamento di Shanower, unito alle incantevoli, divertenti tavole di Skottie Young (che non conoscevo e ho imparato ad adorare <3) non ha tradito le mie aspettative: fedele al romanzo e insieme semplice e fresco, è da una parte una magnifica introduzione al’originale per chi non conosca ancora Dorothy, il Leone codardo, lo Spaventapasseri e il Taglialegna di latta, dall’altra un modo per gustare in altra versione una storia sempreverde. Dopo parecchie delusioni, mi sento riconciliata con i retelling dei classici a fumetti – almeno per il momento. 😉

Di impossibile non c’è niente

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Andrea Vitali & Fabiana Bocchi

Una fiaba che richiami il mistero e il fascino del Natale, con il tocco d’ironia che i lettori dei romanzi di Andrea Vitali ben conoscono, e l’aiuto di belle illustrazioni: le premesse erano ottime, tanto che quasi mi dispiace dichiarare, almeno a mio parere, l’esperimento fallito.

Perché la casa di riposo per leggende non più necessarie (Babbo Natale, la Befana, la Cicogna, il Topino dei denti e così via) è un’idea deliziosa, che però viene soffocata dai riferimenti a personaggi mitologici e leggendari che i bambini – a cui, ricordiamolo, è indirizzata la storia – non possono cogliere; la scrittura, pur piacevole, risulta in qualche maniera artificiale nel voler mantenere il tono brillante marchio di fabbrica dell’autore.

Belle le illustrazioni, simpatica l’idea, scarsina l’esecuzione; non tutte le ciambelle riescono col buco, specialmente a scrittori per adulti che vogliono a tutti i costi cimentarsi nella narrativa per ragazzi – o peggio, per bambini.

The Sandman: Overture

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Neil Gaiman

E il cerchio si chiude, a distanza di quasi trent’anni.

O forse si apre, con Sogno degli Eterni che, alla fine di questo volume, viene preso prigioniero da un mago, spossato dopo una battaglia: possiamo tornare a Preludi e notturni, o scivolare avanti nella serie, ricucendo indizi, accenni, personaggi minori, a volte persi in una sola tavola.

Tutto si compie, molte curiosità vengono soddisfatte, si incontrano strani genitori, si godono in alcune delle tavole più assolutamente spettacolari di sempre diverse decine di aspetti di Sogno: e che sia pianta, nuvola di gas, felino, bi- o tri- o quadri- dimensionale, rimane sempre se stesso. XD

Faccio adesso un passo indietro: Sandman è uno dei fumetti che amo di più da sempre, e scoprire Overture qualche mese fa mi ha fatto rabbrividire, a mezzo per l’attesa, a mezzo per il timore di quello che sarebbe potuto saltare fuori: perché con i suoi difetti, io considero la serie completa così, senza aggiunte.

Ne sono stata soddisfatta? In buona parte sì: non sento che abbia aggiunto niente di fondamentale all’universo narrativo creato da Gaiman, ma è comunque un volume molto bello, graficamente divino, con un lettering spettacoloso e dialoghi splendidi; non necessario, forse, ma sicuramente godibilissimo, e con un twist finale che mi ha dato un’incredibile soddisfazione.

E adesso, scusatemi: tutto finisce, ma molto inizia: è il caso che riprenda in mano Preludi e notturni, c’è un Eterno che aspetta di fuggire.

Ringrazio (commossa) l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. *___*

Lafcadio Hearn’s “The Faceless Ghost” and other macabre tales from Japan

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Sean Michael Wilson & Michiru Morikawa

Cosa potevo suggerirvi da leggere nel Giorno dei morti se non una bella raccolta di storie di fantasmi? 😉 Fantasmi giapponesi, spiriti senza riposo, creature che camminano di notte, bellissime donne che non sono quello che sembrano popolano la fantasia di ogni popolo, come scoprì il giornalista Lafcadio Hearn durante molte sere a lume di lampada, ascoltando i racconti della moglie giapponese.

Sono sei (delle decine raccolte durante i suoi anni in Giappone) le storie deliziosamente rese in fumetto dagli autori: tavole raffinate e inquietanti, dialoghi quando possibile adattati dall’originale, e una sensazione di costante disagio accompagnano storie che magari non spaventano, ma ti portano a leggerle ben prima che cali il buio.

Lafcadio Hearn’s “The Faceless Ghost” and Other Macabre Tales from Japan uscirà dopodomani in America; ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Lair of dreams

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Libba Bray

Lair of dreams era per me uno dei romanzi più attesi dell’anno – amo la scrittura raffinata e ironica di Libba Bray, e la sua New York degli anni ’20 si è rivelata per me molto più scintillante dell’autentica, odierna New York.

Il panorama si espande, e il melting pot culturale di una città (e di una nazione) costruita dagli immigrati viene reso con efficacia, nel momento in cui la maggior parte dell’azione si sposta nelle strade vibranti di Chinatown, e irlandesi, italiani, sudamericani di ogni nazionalità, cinesi, tedeschi fanno capolino non come protagonisti, ma costruendo il tessuto vivo di una città multietnica.

Vivace e curata come sempre la scrittura, regge un romanzo che fa scivolare in parte l’attenzione mettendo sotto i riflettori una nuova, inquietante (e affascinante, per me) minaccia – una malattia del sonno che drena le energie di chi ne cade vittima – e due protagonisti, Henry e Ling, che grazie al potere di camminare nei sogni propri e altrui sostengono il grosso del romanzo.

E questa è la prima critica che i trovo a fare: avrei comunque voluto vedere più in scena Evie, ormai lanciatissima stella della radio, Sam, Jericho, Tetha e Mabel: le loro storie si dipanano, ma molto più lentamente di quanto avrei voluto, sopratutto considerando la mole del romanzo.

E questo è l’altro punto dolente: sempre più spesso mi trovo a rimpiangere che un romanzo non sia di cento-centocinquanta pagine più corto; e questo è anche il caso di Lair of dreams, che si perde eccessivamente in descrizioni (affascinanti e ben scritte, per carità), in scene terrificanti (ma ripetitive), nei-sogni da svegli di Ling e Henry, uccidendo un ritmo che, se calibrato meglio, sarebbe stato da togliere il fiato.

Questo non toglie che sia ottima letteratura di intrattenimento, e fra il meglio sul mercato per quello che riguarda i romanzi storici; e che non veda l’ora di mettere le mie avide manine sul prossimo capitolo. ^^

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^