Archivi categoria: fantasy

The last Namsara

Standard

32667458

Kirsten Ciccarelli

Draghi che sono fonte di storie, storie che nutrono il fuoco dei draghi, attirandoli come mosche al miele. E per questo le antiche storie sono proibite: dànno potere ai nemici che si vogliono sterminare, creature infide colpevoli di tradimento.

Questo sa Asha. Questo, e che lei è l’Iskari, colpevole di malvagità, creatura del buio, e che solo una caccia dietro l’altra, una testa di drago via l’altra può espiare il suo peccato.

Almeno fino a che il matrimonio con il principale generale delle truppe del re suo padre non le toglierà anche la gioia della lotta.

Ma forse le cose non stanno come le sono state raccontate, e le antiche, proibite storie nascondono altre verità…

La premessa del romanzo è intrigante: basata sul potere delle storie, forgiata nella mitologia.

Dopodichè, a pagina trenta, entra in scena lo schiavo fascinoso che non ha paura della protagonista nonostante la sua fama, le chiede un ballo (…), suona il liuto, e ti rendi conto che è uno dei tanti romance sotto mentite spoglie.

E io sono stanca di prendere in mano fantasy, o distopici, o fantascienza, o thriller, e trovarmi messa alle strette da un romanzo d’ammmmore. -.-

Del resto, poco altro raccomanda il romanzo: lo stile è corretto ma piuttosto piatto, con puntatine di infodumping non troppo fastidiose ma presenti; i personaggi non hanno ombre: sono figurine di carta, appena sbozzati e totalmente stereotipati; la costruzione del mondo vorrebbe essere complessa ma anch’essa risulta poco più di un fondale dipinto; e ho l’impressione che, se mi fossi disturbata ad arrivare fino in fondo, avrei scoperto che i colpacci di scena che vengono vagamente promessi nel primo quarto del romanzo erano esattamente quelli che mi immaginavo.

Mi terrò il (vago, peraltro) dubbio.

E aspetterò il ritorno di Lada: se voglio principesse che spacchino fondoschiena, so che sposso sempre contare su di lei. XD

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

Annunci

Cast no shadow

Standard

25689013

Nick Tapalanski & Anissa Espinosa

Un ragazzo senza ombra, malinconico e isolato nonostante quella prorompente forza della natura che è la sua migliore amica, trova una fidanzata.
Una ragazza sensibile, dolce, divertente, un po’ d’altri tempi: perfetta, se non fosse che è un fantasma, legata alla dimora in cui abitava in vita, teatro di un tremendo omicidio.
Una delicatissima storia d’amore e amicizia (adoro Layla, l’inarrestabile migliore amica – che lui lo voglia o no – di Greg, il protagonista), di solitudine e crescita, illustrata con abilità e fantasia dal talento dii Anissa Espinosa.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Murder, magic, and what we wore

Standard

23113602

Kelly Jones

Nella Londra del 1818 rimangono ben poche scelte per una signorina di buona famiglia colpita dalla doppia disgrazia della morte all’estero del proprio padre e dalla scoperta di un’inaspettata rovina economica.

Lo sa bene miss Annis Whitwort, che si torva da un giorno all’altro a confrontarsi col dolore della perdita del genitore, la convinzione che  sia stato ucciso (perché lei sa da anni che il padre era una spia!) e la prospettiva di doversi impiegare come governante o dama di compagnia per far fronte ai debiti che spuntano come funghi.

Ma miss Annis non è una sedicenne qualunque, e non ha imparato a navigare le acque insidiose della società londinese per niente: scoprire di poter cucire incantesimi e decidere di aprire un negozio di modista davvero speciale (ovviamente, non con il suo aspetto!) mentre si propone al governo come spia sono un tutt’uno.

Inizia così la doppia vita di una signorina della buona società, il cui unico talento sono i vestiti, ma la cui determinazione risulta essere ben superiore a una certa volubilità di carattere.

Romanzo piacevole, regala ore di intrattenimento e puro divertimento, sebbene la sua superficialità e certe soluzioni un poco ingenue mi abbiano impedito di godermelo completamente.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Grayling’s song

Standard

26312968

Karen Cushman

Quando Hanna Strong; fattucchiera e guaritrice, inizia a trasformarsi in un albero dopo che la sua casa è stata bruciata da un incendio magico e il suo grimorio rubato, solo la figlia Grayling può salvarla.

Ma per salvarla deve raccogliere il suo coraggio e lasciare la vita tranquilla e sicura nella valle, incamminandosi per il mondo alla ricerca di streghe e stregoni che ancora non abbiano subito la stessa sorte di Hanna, armata solo di qualche pozione, la sua conoscenza delle erbe e le canzoni che le vengono dal cuore.

Presto si uniscono a lei un topo mutaforma, una strega del tempo, un’incantatrice, un’apprendista lamentosa e un mago che legge il formaggio: scalcinata combriccola che nasconde molto più di quello che dà a vedere.

Un tocco di magia differenzia questo nuovo delizioso romanzo di Karen Cushman dai purissimi romanzi storici precedenti. Ma non cambia l’attenta ricostruzione di una realtà contadina, né la delicata attenzione a una storia di crescita e maturazione.

Un altro piccolo gioiello.

The best of Subterranean

Standard

34593154

Io diffido delle antologie multiautore: di solito si trova un misto di pezzi buoni e di pezzi disastrosi, vaganti in un brodo di racconti neutri, privi di sapore riconoscibile.

Perché allora richiedere – e affrontare – 758 pagine e trenta racconti?

Perché alcuni degli autori mi attraggono come il Nord attrae l’ago della bussola.

Io leggo K. J. Parker, e John Scalzi, e Catherynne Valente (anche se con le riserve che sono state confermate da questa lettura) e non capisco più nulla.

E perché la curiosità di scoprire nuove voci è sempre forte – e, in questo caso, premiata. ^^

La mia previsione si è rivelata sbagliata: alcuni racconti incolori, alcuni – pochi – da occhi al cielo, ma una percentuale davvero alta di gemme di rara bellezza, quasi tutte disponibili gratuitamente in Rete. Che, quindi, segnalo. ^^

The last log of the Lachrymosa di Alastair Reynolds è il raccont, dalle tinte nemmeno tanto vagamente horror, di una missione su un pianeta alieno – una missione che va decisamente, decisamente male;

The seventeenth kind di Michael Marshall Smith è il rutilante resoconto di una vendita televisiva dai risvolti – e dai contatti col “pubblico” – decisamente imprevisti;

lo spegnersi della razza umana è raccontato nello stupendo Dispersed by the Sun, Melting in the Wind by Rachel Swirsky;

un automa, un bambino e un geniale inventore affetto da demenza sono i protagonisti dello steampunk Tanglefoot di Cherie Priest, che nasconde una delicata rappresentazione della malattia;

Hide and Horns è la città in cui arriva il riluttante eroe western di Joe Lansdale, protagonista di un’avventura ai confini dell’horror, ma con un tocco di surreale umorismo;

Younger women di Karen Joy Fowler racconta il rapporto contrastato tra una madre e una figlia adolescente, e come il vampiro di turno, da vero parassita, riesca a sfruttarne le crepe;

Last breath di Joe Hill porta il lettore in visita a un museo molto speciale – che non tutti apprezzano, purtroppo;

White Lines on a Green Field di Catherynne M. Valente conferma il mio giudizio – e i miei dubbi – sull’autrice: il talento per una scrittura evocativa, l’abilità nel rimaneggiare miti e leggende di ogni parte del mondo, e il sospetto che usi questi suoi talenti per impacchettare splendidamente quelle che sono scatole vuote. Rimane un racconto straniante e interessante;

The Least of the Deathly Arts di Kat Howard è un’inusuale storia d’amore e poesia, fra la Morte e la giovane studiosa che si è dedicata anima e corpo al suo studio;

Water Can’t be Nervous di Jonathan Carroll è un’altra inusuale storia, ma di un amore (più amori, nei secoli) che finiscono, perché l’eternità porta inevitabilmente noia; e di come un dio faccia ammenda della sua incostanza con le sue amanti, realizzando un sogno:

The Crane Method di Ian R. MacLeod ci porta nella pericolosa giungla della vita accademica degli studiosi di storia medievale inglese – e se pensate che sia un argomento noioso, sapete meno di Jon Snow;

The Tomb of the Pontifex Dvorn di Robert Silverberg conferma il meraviglioso talento di questo scrittore; un’altra storia di passioni accademiche si trasforma nella cronaca di un sogno d’infanzia realizzato;

A Small Price to Pay for Birdsong di K.J. Parker è il racconto più bello di tutta la raccolta: una storia di musica, passione, talento e degli abissi dell’animo umano;

The Truth of Fact, the Truth of Feeling di Ted Chiang è una profonda, affascinante riflessione sulla verità e la menzogna; la verità e la menzogna dei ricordi individuali, la verità e la menzogna delle parole, orali o scritte. E il fatto che, forse, non esiste una sola, univoca verità.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Mightier than the sword

Standard

34437155

K. J. Parker

Un’imperatrice dalla volontà di ferro; un’imperatore morente; prede di barbari che attaccano i monasteri dell’Impero, radendoli al suolo.

Un nipote nell’esercito, che come legato ha il dovere di porre fine a questa faccenda.

O almeno così lo informa la zia imperatrice, prima di spedirlo a nord.

Inizia così un pellegrinaggio fra i monasteri, un rosario di incontri con amici perduti e parenti impresentabili, con un contorno di una storia d’amore inopportuna, un tradimento, una ribellione e l’ascesa di un nuovo imperatore.

Il tutto racchiuso in un prezioso manoscritto, che in poche pagine rivela nuovamente il talento e l’ironia di K. J. Parker, distillando in una deliziosa novella quelli che avrebbero potuto essere due o tre romanzi.

Adorabile.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Everafter vol. 1

Standard

31616111

Dopo il glorioso, emozionante finale di Fables le cose sono profondamente cambiate nel mondo degli umani: le fiabe si sono ritirate, è vero, ma nuove ne nascono ogni giorno, e ogni giorno fioriscono streghe e stregoni: umani che sviluppano poteri magici delle specie più varie, innocui o meno innocui, gestibili o meno.

Una nuova realtà richiede nuovi strumenti per essere gestita – sopratutto se la fine del mondo conosciuto è una delle possibilità che si presentano quotidianamente o quasi in seguito ai suddetti mutamenti:  e allora intervengono gli Shadow Players, un gruppo di fiabe antiche e nuove e di umani, che si sono incaricati di prevenire, documentare,  eliminare le minacce magiche. A qualsiasi costo.

Una rutilante avventura, in cui magia e tecnologia si intrecciano a combattimenti e una sana dose di spionaggio che strizza consapevolmente l’occhio alla spia delle spie, James Bond.

Sebbene manchi della carica emotiva e della profondità delle serie principale, e abbia trovato francamente esagerata la nonchalanche con cui vengono amministrate morti orribili, sono 160 pagine di divertimento senza pensieri.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

The dispatcher

Standard

33023684

John Scalzi

C’è un mondo in cui è impossibile morire ammazzati.

Ogni vittima di omicidio – con l’eccezione, forse, di una su un milione – si materializza, fresca come una rosa e nuda come un verme, nella propria casa.

Non si sa perché questo succeda. Si sa solo che succede, e che si aprono moltissime possibilità – oltre alla necessità di una figura professionale che provveda omicidi programmati per salvare la vita a vittime di incidenti stradali, o di operazioni chirurgiche ad alto rischio.

Tony Valdez è uno di loro, ma quando un suo collega scompare e la polizia chiede il suo aiuto, porta alla luce tutto un mondo sotterranei fatto di grigi commerci – e insospettati atti di pietà.

Come sempre per John Scalzi l’idea è affascinante e la scrittura brillante; questa novella dà comunque un’impressione di incompiuto, come se fosse un romanzo (noir) in bozzolo, ma non avesse avuto lo spazio di sviluppare appieno le sue potenzialità.

Una lettura comunque rapida e piacevole.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Skullsworn

Standard

29939037

Brian Staveley

Nonostante la premessa non fosse fra le più originali (ultimamente è un tripudio di giovani assassine di talento affiliate a scuole, ordini religiosi, supermercati et similia) il romanzo prometteva di rivelarsi un buon intrattenimento.
Invece, nonostante uno stile passabile, mi sono trovata metà annoiata metà irritata: devoti di un Dio della Morte che uccidono random, senza motivi, ma non sono psicopatici (o almeno non vengono rappresentati come tali; la promessa dell’insta-love per lo gnokkone di turno; dialoghi che tentano di essere brillanti ma risultano forzati; personaggi piatti e prevedibili.
Se un romanzo che promette omicidi come se piovessero ti fa da sonnifero, c’è qualcosa che davvero non va.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

Demon sitter

Standard

17268052

Royce Buckingham

Nat ha sedici anni e vive in una grande villa nei sobborghi di Seattle.

Sentirebbe forse la solitudine, orfano e senza amici, dopo la morte dell’uomo che l’ha accolto con sé, ma il pericolo è scongiurato dal fatto che la casa è popolata di demoni più o meno amabili (in genere meno, come è giusto che sia per i demoni…), e che lui ne sia il Custode, incaricato di contenerli e accudirli.

Finché il desiderio di normalità non prende il sopravvento, Nat chiede all’efficiente, graziosa bibliotecaria Sandy di uscire, il demone più pericoloso del branco evade e un uomo che si è dato al Caos rientra in città…

Una trama semplice e ricca di azione sostiene una vicenda divertente, che ha nell’amicizia e nella forza che dà il tema principale; la scrittura è semplice – un po’ troppo, per i miei gusti – ma si sorride comunque per le rapide ore che occupa la lettura.