Archivi categoria: fantasy

Diary of an ogre

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Valeria Davila & Monica Aguerrebehere

Gli orchi sono in pericolo: troppe novità minacciano il modo tradizionale di vivere e minacciare, la loro stessa cultura!

Per fortuna c’è chi è disposto a prendere la situazione i mano, e partire dai giovani.

Una scuola in cui imparare a essere un vero Orco è la soluzione.

Questo è il diario dell’Orco coraggioso che ha deciso di mettersi in gioco, per l’onore suo e della sua (puzzolente) stirpe.

Un altro diario ironico  e divertentissimo, dalle illustrazioni meravigliose, che gioca con le fiabe classico innovandole.

Spettacolare!

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

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The girl with the dragon heart

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Stephanie Burgis

All’ombra profumata della cioccolateria più rinomata del Paese, Aventurine il drago continua il suo apprendistato, protetta da una nuova famiglia: l’inflessibile Marina, che domina la cucina; l’amabile Horst; e Silke, la regina delle storie, la ragazza che è sua amica.

Ma Silke desidera qualcosa di più del calore di questa inusuale famiglia: vuole provare quel che vale, a Sé stessa e agli altri, e qualcosa di più: scoprire la verità di quel che è successo anni prima, nella foresta che ha inghiottito i suoi genitori.

L’arrivo di una delegazione di Fate e l’inaspettata convocazione della principessa Katrin le daranno l’opportunità che cerca – anche se, decisamente, non tutto va come previsto…

Un’altra avventura ricca di ironia e cuore, regalata da un’autrice che, con leggerezza, non teme di presentare figure femminili coraggiose e affrontare temi importanti.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

My lady Jane

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Cynthia Hand & Brodi Ashton & Jodi Meadows

Lady Jane Grey regnò sull’Inghilterra.

Se pochi ricordano il suo operato (e anche il suo nome, diciamocelo) è perché nei nove giorni del suo regno non ebbe, oggettivamente, il tempo di fare qualcosa di significativo.

E poi Mary, che sarebbe passata alla Storia (lei sì) come “la Sanguinaria”, le fece perdere la testa. Letteralmente.

Ma se le cose non fossero andate proprio così?

Se in una realtà in cui ci sono cittadini che possono trasformarsi in animali (e sì, Enrico VIII era uno di loro, inutile negarlo!), ma non sono esattamente accettati; in cui Jane, che vive per i libri, viene fatta sposare dal cugino Edward, attuale re, per garantire la successione al trono; in cui Gifford (chiamatelo G.), il promesso sposo, nasconde un segreto grande  come un cavallo (e non è un modo di dire); e in cui gli intrighi all’ombra del trono sono molti e variegati;

se ci fosse questa realtà, e aggiungessimo uno stile brillante e una serie di sciocchissime battute totalmente esilaranti, come sarebbero andate, allora, le cose?

Non resta che scoprirlo con questa commedia romantica, leggera come zucchero filato, che non può che portare qualche ora di buon umore. ^^

The transfigured hart

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Jane Yolen

Richard vive nei libri.

Silenzioso, curioso, timido, ama la pagina scritta, indifferente o infastidito dai coetanei con cui non ha potuto giocare a lungo, malato.

Heather ama il mondo, in tutte le sue espressioni.

Animali, luce, alberi, persone, acqua che scorre, la musica della natura sono il suo pane quotidiano.

M quando si incontrano si sentono immediatamente uniti dalla meraviglia: quella di un animale bianco, luminoso, bellissimo, che solo loro hanno visto – un cervo albino, come crede prosaicamente Heather, o un unicorno, come suggerisce Richard?

Nel periodo liminare che scivola dall’infanzia all’adolescenza, i due bambini/ragazzi cambiano, nella scoperta di sé e dell’altro, e nella necessità di proteggere la vera magia: quella in cui credono, reale o meno.

Una storia delicata e senza tempo, che conferma (se ce ne fosse bisogno) la ricchezza di temi e stile di una delle grandi narratrici del nostro tempo.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Il Giardino dei Musi Eterni

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Bruno Tognolini

Ginger, gatta Maine Coon a pelo semilungo;

Orson, bianco cane da pastore;

Mama Kurma, saggia antica tartaruga che vede più che con gli occhi;

Trilly, rotonda porcellina d’India dall’imbattibile buonumore…

Sono solo quattro degli ospiti del Giardino dei Musi Eterni, sereno cimitero per animali alle porte di una cittadina, vegliato dal losco Custode e frequentato dalla dolce Nonnina, l’unica Umana che riesca a vedere e parlare con gli Anìman.

Gli Anìman: anime animali, che hanno scelto di non dissolversi nell’eterno ma di godere una vita eterna, appunto, ricca di nuovi amici ed esperienze – correre nel vento, fondersi con le nuvole, scivolare nei sogni – al di là di differenze passate di razza e inclinazioni.

Ma qualcosa minaccia il Giardino: il Custode è sempre più intento a frenetiche, oscure ricerche, e dei Fratelli sono spariti da un giorno all’altro…

Con il solito ricco, evocativo stile, Bruno Tognolini ritorna in libreria con un romanzo pieno di tenerezza: un terzo fiaba di animali, un terzo romanzo giallo, un terzo riflessione sull’amore, l’amicizia e l’Aldilà, meravigliosamente godibile da adulti e bambini – meglio se con il proprio peloso, squamoso o pennuto a portata di coccole. 😉

The wren hunt

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Mary Watson

The Wren hunt si è rivelato uno strano miscuglio; da una parte elementi tipici di uno YA (un amore improvviso e contrastato, un accenno di triangolo), dall’altra un’ambientazione particolare: forme ancestrali di magia si mantengono nell’Irlanda dei nostri giorni, nutrite e nascoste ai più da clan rivali, gli Auguri e i Giudici, in lotta da secoli.

Complesso, affascinante, coerente il sistema di mitologia che fornisce carne e sangue alla vicenda, mentre proprio la protagonista, Wren , e il suo interesse amoroso risultano desolatamente stereotipati.

Senza infamia, ma senza particolare lode anche lo stile, che tenta un qualche lirismo ma senza troppo successo.

Una lettura che fa passare il tempo, ma poco di più.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria a scrivere questa recensione.

The Toymakers

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Robert Dinsdale

Premessa: per decidere se The Toy Makers mi fosse piaciuto (e decidere che sì, mi era piaciuto, e parecchio pure) ho dovuto riflettere un paio di giorni.
Cosa inusuale, per una che di solito stabilisce se un romanzo è nelle sue corde alle prime trenta pagine ( e difficilmente sbaglia – è rarissimo che qualcosa che non mi è piaciuto alla prima si risollevi).
In buona parte credo che sia dovuto allo scarto tra le aspettative iniziali e il prodotto effettivo.
Insomma: mi capita fra le mani un romanzo ambientato fra il 1907 e il 1953, in un negozio di giocattoli a Londra.
Giocattoli meravigliosi, con più di un tocco di magia, e un negozio altrettanto magico: apre con la prima brina e chiude allo spuntare dei bucaneve.
Ogni anno, da vent’anni, generazioni di bambini affollano i suoi labirintici interni, scoprendo castelli di nubi, animali di pezza che volano davvero, scatole più grandi all’interno che all’esterno, soldatini che combattono battaglie complesse e sempre nuove.
E in questo negozio arriva Cathy, quindici anni e incinta, in fuga da una famiglia che vorrebbe farla rinunciare al bambino che porta in grembo; per decoro, decenza, vergogna.
Cosa ci può essere di più coccoloso di un romanzo ambientato in un negozio magico di giocattoli magici?
Ben poco, pensa una, ricordando con piacere The night circus.
E legge, incauta e impreparata.
Perché arrivano violenze sugli ebrei, e i campi di lavoro in Russia, e i traumi della prima guerra mondiale; i difficili rapporti fra fratelli; invidia e gelosia che infiltrano come veleno le generazioni; dolore e lontananza e tradimento; la degradante perdita della magia; e una sorprendente riflessione sul libero arbitrio.
Il tutto sullo sfondo di un mondo a parte, toccato solo dai maggiori eventi di due decenni, fino alla sua disgregazione, quando la realtà diventa troppo per la magia.
Ecco, questo è quello che mi sono trovata, stranita, per le mani: un’opera complessa e intelligente, che ribalta le aspettative del lettore, scavando a fondo e offrendo una molteplicità di piani di lettura.
Notevole, davvero.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

The empty grave

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Jonathan Stroud

Il momento della resa dei conti è arrivato, e se i cinque ragazzi che si contrappongono all’agenzia che combatte gli spettri più potente del Regno Unito sembrano in netta minoranza, è solo se non si conosce la Lockwood & Co. e i suoi determinati associati.

Inizia quindi una battaglia senza regole per capire e provare quale è realmente l’origine del Fenomeno, e mettere un freno a decenni di terrore.

Capitolo finale della serie, The empty grave non è il migliore, ma mantiene un ritmo serrato e risolve tutti i nodi narrativi messi in campo nei quattro romanzi iniziali, senza lasciare pendenze, ma anche con poche sorprese, sia dal punto di vista della trama che di quello narrativo.

Rispetto alla saga di Bartimeus, sembra che Stroud abbia osato meno, preferendo mantenersi su un terreno più sicuro dal punto di vista narrativo.

Rimane comunque intrattenimento di qualità, scritto benissimo, con un mondo costruito in maniera solida e coerente e personaggi a cui è impossibile non affezionarsi.

Our dark duet

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Victoria Schwab

Sei mesi sono passati da quando Kate ha abbandonato Verity e il suo nome; sei mesi da quando August ha abbracciato un altro ruolo, accettando di combattere.

Sei mesi in cui le ombre si sono fatte più fitte, i mostri più forti.

Sei mesi in cui nuovi mostri sono nati, e sono in caccia.

E con uno di essi ritorna Kate, con l’unico obbiettivo di distruggerlo.

Ma sono i mostri dentro di noi i primi nemici; e se è possibile cambiare, espiare i propri peccati, diventare quello che altri pensano che possiamo e dobbiamo essere, quanto è giusto farlo?

Un finale pieno di azione ed emozione, che lascia spunti di riflessione inaspettati in quello che si presenta come un urban fantasy per ragazzi.

Per fortuna, nonostante tutto, e nonostante i costi, “per come la vedo io, la luce sta vincendo”.

Ottima come sempre la scrittura, ben sviluppati Kate e August; lasciano a desiderare i comprimari minori o, perlomeno, quelli non presenti nel primo volume: poco più che macchiette, privi di una personalità propria.

Ma è un difetto minore: si viene trascinati dalla complessità di Kate e dalla lotta interiore di August, dai dilemmi che li attanagliano: e c’è spazio per poco altro,  a parte l’emozione.

Preloved

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Shirley Marr

E se il tuo ragazzo ideale fosse brillante, intelligente, spiritoso, e morto da trent’anni?

La madre di Amy – fedele alle proprie origini cinesi e alle superstizioni ancestrali di quel popolo – le ha raccomandato per tutta la vita di fare attenzione, o avrebbe portato a casa con sé un fantasma.

Comunque, se anche Amy ci avesse creduto, nessuna di queste raccomandazioni riguardava un pendente da poco prezzo cascato sulla testa di Rachel, la sua umorale, sconsiderata, desideratissima migliore amica, e recuperato da Amy.

Quindi, che fare, quando un sedicenne degli anni Ottanta inizia a infestarti, seguendoti ovunque, e dichiarando chiaro e tondo che Rachel è la reincarnazione del suo unico grande amore, e che devi aiutarlo a scoprire cosa è successo quel giorno d’estate di trent’anni fa?

E soprattutto, cosa fare se ti rendi conto che l’unica cosa che vorresti è che lui guardasse te, non lei, e potesse rimanere?

Preloved si è rivelato un romanzo piccolo nelle dimensioni, ma pieno di sentimento; a partire da uno spunto originale e divertente, l’autrice ha costruito una storia di crescita personale e scoperta di sé credibile e tenera, prendendo per mano Amy e facendole fare un viaggio alla scoperta dei sentimenti – amore, amicizia, affetto in famiglia, e di quanto sia importante ricordare il passato, ma non farsene soffocare. Una piccola, piccola gemma, che meriterebbe ben altra risonanza di quella che ha finora ottenuto; purtroppo l’esser stato scritto e pubblicato nella lontana Australia rende difficile procurarselo, e lo ha finora condannato a una fortuna molto minore di atri romanzi meno meritevoli.

Se potete, leggetelo. ^^