Archivi categoria: fiabe

Time for bed, Miyuki

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Roxane Marie Galliez & Seng Soun Ratanavanh

Il sole sta calando, è ora di andare a letto e sognare.

Ma Miyuki ha ancora molto da fare: radunare il suo branco di lumache, cantare canzoni, annaffiare il suo gigantesco giardino.

Finché le palpebre calano, e la storia del nonno la culla, la culla nel sonno.

Un capolavoro: una storia piena di delicata immaginazione accompagna (o viene accompagnata? Non so decidere) da illustrazioni in stile giapponese di una bellezza mozzafiato, che ben rendono la dimensione fiabesca della vita di Miyuki e del tenere rapporto con il pazientissimo nonno.

Spero davvero che questa perla arrivi anche da noi: è una gioia per gli occhi e per il cuore.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

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Power to the princess

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Vita Murrow

Quindici storie dallo spunto antico ma dai temi nuovi.

Non ci sono principesse da salvare in questa raccolta, ma ragazze piene di iniziativa, pronte a rimboccarsi le maniche e costruire la propria vita.

Con un però: avrei apprezzato maggiormente fiabe completamente nuove; non hanno molto senso le citazioni di quelle classiche, mantenute giusto nei personaggi.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

Le filastrocche

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Richard Scarry

Porcellini, coniglietti, cani e gatti sfilano di corsa, al  troppo a passeggio, con ombrelli e al sole al ritmo delle fiabe in rima di Richard Scarry, che con talento e tocco leggero rilegge i grandi classici condendoli con un certo non so chè.

Un classico a sua volta, da tenere a portata di mano per spuntini letterari all’insegna del buonumore.

Una casetta troppo stretta

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Julia Donaldson & Axel Scheffler

“Com’è piccola la mia casetta!”, sospira una vecchina.

E il vecchio saggio le suggerisce di ospitare qualcun altro: si aggiungono così una gallina, una capretta, un maiale e una vacca. Tutti stretti stretti nella casetta!

Che consiglio strano che ha dato il vecchio saggio – ma forse, come scopre la vecchina, tanto strano non è…

Con rime e illustrazioni Julia Donaldson rinfresca una deliziosa piccola fiaba Yiddish, che insegna a godere di quel che si ha perché… lo spazio può sempre diminuire!

Incantevole, e incantevolmente divertente. ^^

The enchanted chest

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Jean-Francois Chabas & David Sala

Un bel giorno, un povero pescatore estrae dalle profondità del mare un bellissimo baule.

Raffinato ed elegante, è anche robusto. Molto robusto. Così robusto che è impossibile aprirlo.

Non solo per il pescatore, che se lo gode ben poco – ma anche per i servitori del Re, noto per la sua avarizia, che vuole assolutamente sapere che tesori custodisca il baule.

Stregoni, alchimisti, fabbri, forzuti si susseguono, fallendo.

Finché…

Illustrata con eccezionale raffinatezza, questa meravigliosa fiaba è una gemma di ironia e saggezza insieme.

Da tenere custodita con cura – ma in una bella libreria aperta a tutti, non in un baule chiuso a chiave. 😉

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

Il Piccolo Principe

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Antoine De Saint-Exupéry

A volte è la fama stessa di un libro che me ne tiene lontana – di solito perché è noto per essere tenero o educativo, e tenerezza ed educatività* mi danno l’orticaria.

Poi, per un motivo o per l’altro, ci inciampo; e se alle volte le mie resistenze si rivelano fondate, altre volte la delicatezza della storia, lo scintillio della scrittura, la forza  dei personaggi abbattono le mie difese come il soffio del lupo la casa di paglia del primo Porcellino.

Il Piccolo Principe rientra nel secondo caso; mi  ha tenuto compagnia durante un viaggio in auto, e sebbene non abbia potuto apprezzare le delicate illustrazioni, la lettura competente e ironica mi hanno fatto saltare salvanti agli occhi la Rosa (il mio personaggio preferito!), la Volpe, il Serpente, il Principino stesso, strappandomi nessuna lacrima ma, meglio, tanti sorrisi.

*Sì, è un neologismo coniato per l’occasione. Mi sento molto Dante. XD

The lost path

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Amélie Fléchais

Una foresta incantata. Un sentiero che si perde. Creature spaventose che si annidano fra gli alberi, nascondono fra le foglie, emergono dal terreno. E tre bambini in esplorazione che si perdono.

Nonostante abbia adorato gli altri volumi di Amélie Fléchais che ho letto, The lost path non mi è piaciuto, se non per le bellissime illustrazioni che accompagnano l’inquietante fiaba iniziale.

Le tavole sono interessanti, ma la storia è confusa e poco incisiva,  e l’assenza di colore toglie buona parte del fascino ai disegni dell’autrice.

Temo che il fumetto non sia il suo medium di elezione, contrariamente al libro illustrato.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

The great race

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Christopher Corr

Un tempo lontano, i giorni e i mesi e gli anni scorrevano in Cina senza essere contati.

Finché l’Imperatore decise di segnare il tempo, e indisse una grande corsa per decidere quali dei nobili animali che popolavano il suo Paese avrebbero avuto un anno intitolato.

Il gatto voleva partecipare, ma…

Gli anni ebbero un nome, e tra il gatto e il topo iniziò un’inimicizia che dura fino a oggi.

Una leggenda antica resa con illustrazioni coloratissime e brio nella narrazione, ideale per celebrare il nuovo anno cinese e introdurre i bambini a una tradizione così differente dalla nostra..

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

Nick the Knight, Dragon Slayer

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Aron Dijkstra

Nick ha deciso: è ora di sconfiggere un drago! E chi meglio del terribile, invitto Breakhorn, che da anni infesta la montagna?

Peccato che la faccenda si faccia sempre più faticosa, e che il drago non sembri molto interessato allo scontro…

Deliziosa storia di cavalieri, draghi, armature e partite a scacchi – perché ci sono molti modo per sconfiggere un nemico (o è un amico?).

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ❤

The little red wolf

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Amélie Fléchais

C’era una volta, nel fondo di una foresta scura, un piccolo lupo che viveva con la sua famiglia.

Amava indossare una mantellina rossa e giocare nel bosco – ma la sua famiglia gli aveva raccomandato prudenza, perché il Cacciatore e sua figlia si aggiravano nella foresta, ed erano crudeli e pericolosi.

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Poi, un giorno, Mamma Lupa incarica il lupacchiotto di portare un bel coniglio fresco alla nonna; e il lupacchiotto si mette in viaggio…

Partendo da Cappuccetto Rosso, Amélie Fléchais costruisce una favola oscura e meravigliosa, che nel colpo di scena finale esplora il dolore e il senso di colpa.

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Un gioiello, nei testi e nelle spettacolari, illustrazioni.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^