Archivi categoria: fumetti

The phantom twin

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Lisa Brown

Isabel e Jane: sorelle diverse nel carattere, ma che condividono molto più della parentela: un braccio e una gamba le uniscono.
Sono infatti gemelle siamesi, vendute dai genitori a un circo viaggiante che si muove nell'America della Depressione.
Il circo è la loro casa, hanno una famiglia fatta di freak, veri o finti: la donna barbuta, la donna serpente, la sirena.
Un mondo a parte, che le protegge, ma che le induce anche a temere gli altri.
Jane però, volitiva e intraprendente, vuole di più: una vita vera, separata dalla sorella.
E la convince, per quanto malvolentieri, a tentare l'operazione.

Un racconto malinconico di diversità e accettazione di se, ben prima che dell'altro.
Dell'aprirsi al mondo, del trovare fiducia nel prossimo senza ingenuità.
Del cercare la propria strada, per quanto tortuosa possa essere da percorrere.
Commovente, intenso, sincero.

Brina the Cat vol. 1

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Giorgio Salati & Christian Cornia

Amatissima, coccolatissima, la tricolore Brina parte in vacanza con i sui Umani: ed è subito un susseguirsi di scoperte fra prati e alberi e profumi sconosciuti.

La libertà guadagnata infilando la porta, negli spazi tutti da scoprire della montagna, e nell’esempio di una banda di altri gatti, senza legami, senza padroni, fedeli solo a se stessi e a un modo di vivere che Brina trova affascinante e ricco di vita vera.

Ma i suoi Umani la cercano disperati, e ci sono ragioni del cuore che una gattina onesta e affettuosa non può trascurare: è nel contrasto fra il desiderio di libertà e l’affetto della sua famiglia che Brina diventerà una micia adulta e consapevole.

Un fumetto dai disegni incantevoli, che affronta con garbo la difficoltà di riconoscere e scegliere la propria strada.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

Il giocoliere di Nostra Signora

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R. O. Blechman

Cantalberto sogna di cambiare il mondo con la sua arte: è un giocoliere, e pensa che se ci fossero più sorrisi e buonumore diminuirebbero le armi, e le guerre, e le cattiverie della gente.

Ma per quanto si sforzi, nessuno gli bada.

E Cantalberto decide di entrare in monastero, dove la pace la troverà lui, e almeno potrà pregare per questo mondo, per questa gente che non vuole cambiare.

Ma in monastero non trova il suo posto: imbranato in tutto, irrita i confratelli, e trova sollievo solamente nella Madonna.

Finché, per Natale, ognuno prepara per la Vergine qualcosa di meraviglioso, un dono creato con la propria arte. Ma Cantalberto cosa potrà offrire, a parte il suo cuore gentile?

Una leggenda medievale di grande delicatezza, riproposta con tavole minimaliste e, proprio per questo, ancora più geniali nel rendere il racconto nella sua apparente semplicità.

Non c’è bisogno di essere presenti per apprezzare questo gioiellino: i valori che trasmette, e la leggerezza con cui lo fa, sono un dono per tutti.

Buona Natale a tutti. 🙂

 

 

 

The Princess of Clèves

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Madame de La Fayette & Catel & Claire Bouilhac

Un classico è un’opera che, a distanza di anni, decenni, secoli, millenni, parla ancora a chi lo legge.

Parla per sé, parla grazie alle reinterpretazioni , alle trasposizioni, alle citazioni, in un rinfrescarsi sempre nuovo.

Sebbene non sempre queste operazioni riescano, posso invece dire che la resa in fumetto de La Principessa di Clèves, iconico romanzo del Seicento francese, non toglie niente all’originale: anzi, aggiunge la delicatezza di tavole che evocano con efficienza gli abiti della corte francese del ‘500, epoca in cui è ambientato.

Ed è una storia sempre attuale, sebbene adesso meno ci siano matrimoni combinati: ma l’amore scoperto in ritardo, e che nessuno è destinato a raggiungere – per dovere, decoro, affetto -, sempre inseguendo una persona che non si potrà ottenere pienamente, è vicenda universale.

Tanto di cappello, quindi, a questa sensibile reinterpretazione.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

The collected Toppi vol. 2: North America

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Sergio Toppi

Leggere Sergio Toppi è entrare in un altro mondo: un mondo in cui matita e inchiostro riescono a farti sentire odori e suoni, trasportandoti al di là della pagina.

Ogni vignetta è un capolavoro, ogni tavola un’unione di capolavori; e, per una volta, il testo risulta all’altezza dello splendore grafico.

Questo volume raccoglie le storie di Toppi ambientate in Nord America, un compendio di una grossa tranche del suo lavoro.

La scoperta di un continente, il fascino remoto della frontiera, una popolazione mutevole e composita vengono riassunti e presentati, in tutta la loro gloriosa complessità, da un maestro.

Imperdibile, come tutte le opere di questo maestro della narrazione a fumetti.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

The Singing Rock & Other Brand-New Fairy Tales

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Nathaniel Lachenmeier & Simini Blocker

Un genio fastidioso e un ranocchio determinato, una strega che non ama la musica, un mago troppo furbo per il suo bene, un artista che riscopre la vera arte: sono i protagonisti di quattro brillanti fiabe dagli echi classici ma profondamente moderne nelle tematiche e nell’ironia di dialoghi e storia, rese ancora  più appetibili dalle bellissime tavole.

Sono infatti tavole a fumetti, da godersi in ogni garbata vignetta, alla ricerca di particolari nascosti che aggiungano ancora più gusto al racconto.

Delizioso, da scoprire e regalare.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

Love: A discovery in comics

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Margreet de Heer

All’avvicinarsi del settimo anno di matrimonio, Margreet inizia a paventare la classica crisi con il marito – un uomo perfetto per lei, incontrato quando entrambi disperavano di trovare l’anima gemella.

E inizia a riflettere sull’amore, in tutte le sue sfumature.

Parte diario intimo di una vita amorosa, parte esplorazione dei significati dell’amore in ogni sfaccettatura, Love è un viaggio ironico e sincero nel sentimento più citato di tutti, e in quello che ognuno (e il mondo intero) si aspettano che sia – o che debba essere.

Divertente, sincero e, nel suo piccolo, appassionante.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura d i questa recensione. 🙂

The Dreaming vol. 1: Pathways and Emanations

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The Sandman, la serie anni ’90 creata da Neil Gaiman, è una delle mie preferite di sempre.

Sono venticinque anni che la leggo e la rileggo, scoprendo sempre nuove sfumature, nuovi significati, nuovi incantevoli dettagli nelle tavole.

Il problema è che, nella stragrande maggioranza dei casi, ho trovato tutti i derivati scadenti – problema relativo, si dirà: basta evitarli. Eppure ne sento il richiamo, che mi ha portato a infrangere la mia regola aurea (niente derivati, appunto) e a richiedere il primo volume di questa nuova serie, ambientata nello stesso universo con personaggi sia vecchi che nuovi, che si muovono sotto l’egida del nuovo Sogno.

Metto le mani avanti: non sono scappata via urlando dopo le prime tavole, ma nemmeno ho trovato niente che stuzzicasse il mio interesse; un fumetto blando, di vago interesse per i lettori per la presenza di personaggi secondari molto amati (a partire da Lucien passando per Caino e Abele arrivando a Eva), ma che davvero mi ha dato poco.

Potrei dire: “Un’occasione sprecata”, se in un certo senso non me lo fossi aspettato.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

The Tale of Genji: Dreams at dawn

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Waki Yamato

Uno classico della letteratura giapponese (anzi, il classico per antonomasia della letteratura giapponese), un classico del fumetto: è questo che è l’opera di Waki Yamato, che  riprende in forma di manga la Storia di Genji, il Principe Splendente, scritto da Murasaki Shikibu verso il 1000 e testimonianza narrativa dell’estetica e della vita di corte del Giappone dell’epoca Heian (794-1185).

Le vicende amorose di Genji, figlio dell’Imperatore e di una concubina, permettono di analizzare la sottigliezza letteraria e la raffinatezza di vita che la corte giapponese aveva raggiunto; ma la distanza nel tempo – e, per un occidentale, nella cultura – dell’opera rappresenta oggi un ostabolo alla lettura di quello che rimane una delle pietre miliari della letteratura mondiale.

Waki Yamato lo ha trasposto in tavole a partire dal 1979, creando un nuovo classico nel suo genere, e avvicinando le generazioni più giovani all’opera (che io mi immagino tipo I promessi sposi da noi, schifata da tutti gli studenti XD).

La ricchezza estetica, l’amore per il dettaglio, la suggestione dei dialoghi rendono questo manga una piccola gemma, oltre che un’ottima introduzione al romanzo stesso.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.