Archivi categoria: contemporary

Calvin

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Martine Leavitt

Calvin ha diciassette anni, e ha sempre sentito una connessione con il personaggio di Calvin and Hobbes.

Il giorno in cui è nato Bill Watterson ha pubblicato l’ultima striscia; suo nonno gli ha messo nella culla una tigre di pezza chiamata Hobbes, amata follemente fino a che non è stata uccisa dalla lavatrice; la sua migliore amica/nemica/vicina di casa si chiama Susie.

Ma quando Hobbes la tigre comincia a comparirgli davanti e gli viene diagnosticata una schizofrenia, il bisogno di incontrare Bill Watterson per chiedergli un’ultima striscia in cui si veda Calvin cresciuto – e sano – diventa impellente.

Inizia così un pellegrinaggio attraverso la distesa ghiacciata del lago Eyre, accompagnato solo da Hobbes e da Susie – che possono essere o non essere reali -, mentre i confini tra realtà e allucinazione sfumano sempre di più, fra la neve.

Delicato e ironico proprio come il fumetto a cui si ispira, Calvin è un romanzo intelligente che tratta senza pietismi un tema importante come la malattia mentale.

The Wendy Project

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Melissa Jane Osborne & Veronica Fish

Una notte di primavera la macchina guidata da Wendy, sedici anni, vola nel lago.

Ne riemergono lei e il fratello John, mentre il piccolo Michael è sparito.

Ma Wendy lo sa, lo ha visto: un ragazzo vestito di verde lo ha portato via in volo, verso la seconda stella a destra.

Nessuno le dà retta, non i suoi genitori, non la psicologa che le chiede di parlare per immagini, affidandole un quaderno.

E nel fondersi di fantasia e realtà, verità e allucinazione, Wendy dovrà trovare la forza di andare avanti.

Delicata storia sul lutto e il senso di colpa tracciata attraverso tavole dai colori acquerellati riprende e sfrutta con originalità la figura di Peter Pan e i suoi comprimari, ricordandone il ruolo originale: colui che accompagna i bambini dopo la morte, perché non abbiano paura.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

The sacred lies of Minnow Bly

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Stephanie Oakes

Chi è Minnow Bly?

La violenta adolescente che ha ridotto in fin di vita un ragazzo?

La vittima straniata e straniante di un culto religioso che le ha tolto dodici anni di vita?

La ragazza a cui hanno strappato le mani, o l’assassina del santone a cui tutti si affidavano?

Minnow tace. Tace durante il ricovero in ospedale; tace durante il processo; tace in riformatorio.

Finché l’amicizia con la sua travolgente compagna di cella e la proposta di uno psichiatra dell’FBI – “Parlami, e darò parere favorevole alla tua liberazione” – iniziano a sgretolare prima il complesso muro di credenze che l’ha imprigionata per anni, e quindi la sua solitudine.

Anche se la verità è avvolta in menzogne, e Minnow non ha alcuna intenzione di liberarla…

Affascinante analisi di una ragazza traumatizzata ma forte, che lotta per liberare sé stessa e chi ama; che d’istinto è ribelle, se ribellione vuol dire usare il cuore e il cervello; che sogna e lotta per una vita vera e libera.

Un romanzo sensibile e inquietante sui meccanismi della fede e del potere, sulla forza del gruppo e il coraggio dei singoli, e sulla volontà di cambiamento.

Baby sitter blues

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Marie-Aude Murail

Emilien ha bisogno di soldi – quello che gli passa la mamma è chiaramente non al passo con l’inflazione, e a quindici anni si hanno delle spese!

Perché non darsi al babysitting? E se anche non si sa niente di bambini, che diavolo!, cosa potrà succedere?

Iniziano così le avventure quotidiane di un adolescente come tanti, intelligente e pieno di risorse, e insieme ingenuo, che sbaglia e impara; piccole avventure, sia chiaro, ma che compongono un ritratto sentito e divertito di un ragazzino che sta diventando adulto, e che impara a orientarsi nel mondo e negli affetti.

Un libricino, certo, lontano dalla profondità e dall’impegno di altre opere di Marie-Aude Murail, ma che nella semplicità delle vicende racchiude in sé il talento e la sensibilità con cui ha descritto vicende più grandi e drammatiche – e la stessa ironia.

Real friends

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Shannon Hale

Shannon Hale dichiara nella postfazione che non avrebbe mai pensato di scrivere un memoir: posso solo esser grata che l’abbia fatto, scavando nei ricordi dell’infanzia normale di una bambina speciale.

Piena di inventiva, amante delle parole, goffa, timida, soggetta a crisi d’ansia che contiene contando ossessivamente, disperatamente sola a casa e a scuola, Shannon affronta nel  corso delle elementari un percorso di consapevolezza nei confronti di sé stessa e del rapporto con gli altri.

Desiderosa di fare amicizie si scontra con le oscure, incomprensibili dinamiche della popolarità e dei gruppi, con la sopraffazione e la maldicenza fra ragazzine, con il bullismo e l’esclusione: anni dopo compone un ritratto stranamente doloroso della crudeltà dell’infanzia, in cui molti si possono ritrovare – i bambini particolari, sempre ai margini, assorbiti  e respinti a seconda della marea sociale, in un moto ondivago che li rende sempre più ansiosi, sempre meno sicuri di sé.

Infine, la crescita: che in parte si rivela scoprire i dolori e le ansie che altri nascondono, anche chi ci ha fatto male.

Accompagnato da illustrazioni brillanti e ricche di immaginazione, è il racconto semplice e sentito di una solitudine, che aiuta chi ci è passato – e chi ci sta passando – a capire che non è solo, e che i veri amici ci sono: vanno scoperti.

Il fantasma sei tu

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Beatrice Masini

Ci sono molti tipi di fantasmi, e non tutti sono soprannaturali: possono essere le compagne di scuola che non ti notano se non per umiliarti; i genitori che pensano che vada tutto bene, e non vedono il tuo desiderio di urlare; gli amici che non ti vedono per come sei davvero, ma per come vorrebbero che fossi.

Invisibili per scelta, invisibili per necessità, invisibili per l’impossibilità di essere altro.

Lo sa bene Emilia, quindici anni e nessuna amica, che da sempre si sente diversa, e che nella quiete di una tranquilla villetta inglese, ospite di due anziani gentili e non invadenti inizia a ritrovare sé stessa: nella meraviglia di un’estate a Londra, in parole in una lingua non sua, nella compagnia comprensiva e stuzzicante di James, l’intelligente nipote dei suoi ospiti.

Un viaggio nel cuore di una ragazza e insieme in una Londra estiva, diversa da quella più turistica, nella lingua suggestiva e ricca di Beatrice Masini, sempre a suo agio nei panni di chi è fuori dagli schemi.

Deliziose le illustrazioni che accompagnano il testo.

Diario del cattivo papà 1&2

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Guy Delisle

Un papà fumettista, distratto e anticonvenzionale, una mamma assente, risucchiata da un lavoro totalizzante, e i loro due bambini: sono i personaggi che popolano le tavole (e la vita quotidiana) di Guy Delisle, il papà in questione, che registra con stralunata ironia scherzi atroci, distrazioni, piccoli inganni, storie dell’orrore in una carrellata di scene tragicomiche che ritraggono la vita di una famiglia forse-normale.

Delizioso, da gustare pagina per pagina, e da annotare negli scherzi peggiori. XD

 

The summer I became a nerd

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Leah Rae Miller

Maddie è bionda, popolare, simpatica, e una cheerleader fidanzata con il campione di football della scuola.

Insomma, è tutto quello che si deve essere per integrarsi perfettamente, per non spiccare, per non essere derisa.

E’ anche, segretamente, appassionatamente nerd: fumetti e film sono la sua vita, le fanno battere il cuore e le tolgono il respiro dall’emozione.

Ma questo suo lato oscuro viene tenuto been nascosto, per evitare che l’ignominia e la derisione la perseguitino, come è capitato un agghiacciante giorno alle elementari.

Ma un’estate afosa, un nerd carino e divertente e un negozio rifornitissimo di fumetti la costringeranno a scegliere chi vuole essere: quella che è, o quella che crede che gli altri vogliono che sia?

Un romanzo fresco e divertente, ricco di citazioni e ammiccamenti, scritto in maniera brillante;  e sebbene Maddie possa sembrare surreale (e sia parecchio irritante) nelle sue fissazioni, il tema dell’affermazione dell’identità e della necessità di limpidezza nei rapporti umani è ben trattato, senza moralismi.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Un bullo… 100 libri!

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Guido Sgardoli

La vita è una passeggiata nel sole per Luca, quasi-dieci-anni: ottimi voti a scuola, una splendida bici da cross, un gatto che fa le fusa, un migliore amico e ragazze che lo guardano di sottecchi.

Finché, per motivi ignoti, attira la sgradita attenzione di Gabriele, noto Lele Tritaossa – o il Troll, nella mente terrorizzata di Luca – e inizia la persecuzione.

La scuola è un tormento, a casa non si può dire  nulla (anche se la Sherlock-mamma qualcosa sospetta…), e ogni tentativo di sfuggire al mostro risulta vano.

Per fortuna Andrea ha uno scaffale con quelli che saranno mille libri – e li ha letti tutti! – ed è pieno di suggerimenti su come sconfiggere gli Antagonisti…

Divertentissimo diario di una persecuzione, racconta con ironia e brio il bullismo, senza sminuire la gravità della situazione ma rimarcando da una parte la necessità di far intervenire gli adulti, dal’altra l’inventiva e il coraggio di due ragazzini di fronte al pericolo.

This is where it ends

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Marjeke Nijkamp

Inizia l’anno nella scuola superiore di Opportunity, cittadina dell’America profonda.

Gli studenti, riuniti nell’aula magna, vengono accolti dal canonico discorso di incoraggiamento della preside.

E quando tentato di uscire per andare a lezione, si rendono conto di essere prigionieri: le porte sono sbarrate, e uno di loro è entrato nella sala, e sta sparando.

Quattro sono i punti di vista che coprono l’orrore della mattinata a Opportunity, quattro gli sguardi che ricostruiscono Tyler, prima che prendesse le armi: sua sorella, che vorrebbe solo ballare; la migliore amica dei lei, Sylv, che è terrorizzata dal ragazzo; Tomàs, il fratello di Sylv, che lo teme ma vuole proteggere la sorella; e Claire, che ha avuto una storia con Tyler e crede in lui.

Ma queste quattro voci non portano da nessuna parte: tutte identiche, non costituiscono il coro che dovrebbe evocare l’orrore degli avvenimenti, far emergere Tyler come una figura sfaccettata  e complessa, analizzarne il degrado, sbalzare l’immagine della cittadina nel quotidiano e nell’emergenza.

L’autrice ha tentato un tema troppo complesso per le sue possibilità: ne viene fuori un romanzo piatto, noioso, in cui niente rende merito all’importanza del tema.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.