Archivi categoria: horror

Tunnel of bones

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Victoria Schwab

The show must go on, e così Cass, dopo aver affrontato l’infestatissima Edimburgo, sbarca con i suoi genitori in una città dalla fama ancora più… fantasmagorica, sebbene lo nasconda meglio.

Parigi è infatti ordinata  e maestosa, priva degli angoli oscuri che sembrano attirare gli spettri,

Ma è anche una città antichissima, che ricorda fatti di sangue infiniti.

E nel suo ventre custodisce le Catacombe…

Un cambio di scenario ma non di passo per questa piacevole serie horror.

Cass e Jacob rimangono credibili e interessanti, i personaggi secondari )a partire dai genitori di Cassidy) ben tratteggiati, e non mancano le scene efficaci.

Gradevoli brividini garantiti. ^^

Cuckoo song

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Frances Hardinge

Quando Triss si sveglia nel suo letto, è tutto confuso.

Sa che c’è stato un incidente. Sa che ci sono cose che ama. Sa che adora suo padre e sua madre. Sa che è fragile di salute.

Ha anche una fame disperata, una sorella minore che è terrorizzata da lei, e l’impressione che tutto sia… leggermente fuori posto.

Ma ha la certezza di chi è – vero?


Inizia così uno dei romanzi più inquietanti, disturbanti e inaspettati che abbia mai letto – e non mi riferisco solo alla categoria “per ragazzi”.

Geniale nell’idea di partenza, imprevedibile nello svolgimento della trama, con personaggi credibili e perfettamente dissezionati in tutti i loro aspetti – anche (soprattutto) quelli meno piacevoli.

Una lettura eccezionale, che ho scoperto disponibile anche in Italia, con l’orrido titolo La ragazza senza ricordi. Voi fate finta che sia Il canto del cuculo, e accattatelo lo stesso. 😉

Dead voices

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Katherine Arden

L’autunno è scivolato nella neve dell’inverno, e Ollie, Brian e Coco hanno davanti un lungo weekend sulle piste da sci, ospiti con il padre di Ollie e la mamma di Coco di una baita appena rimessa a nuovo, spersa fra le montagne.

Quale occasione migliore per allontanarsi ulteriormente dall’inquietante ricordo dell’Altro Mondo, oltre la nebbia, in cui spaventapasseri vivevano intrappolati e una creatura dagli occhi di ghiaccio proponeva sfide mortali?

Peccato che, a quanto pare, i cinque vacanzieri e i proprietari della baita non siano gli unici ospiti.

E che la baita fosse un orfanotrofio dalla storia particolarmente oscura…


Il secondo capitolo di questa godibilissima serie horror per ragazzi è una fredda, fredda avventura: e i brividi non vengono dalla neve copiosa che continua a cadere, implacabile.

Scritto magistralmente, con personaggi sempre credibili sia come singoli che nelle loro interazioni, è meno originale nell’ambientazione di Small places, ma regala comunque grossi scioponi – per dirla con un termine tecnico.

E ho apprezzato che, stavolta, la protagonista fosse Coco: forse il mio personaggio preferito, che ha ricevuto così la sua chance di mettersi in mostra – e, sopratutto, superare le sue paure. Proteggere. Crescere.

Ringrazio di cuore l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Small spaces

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Katherine Arden

Un classe di undicenni in gita verso una fattoria.

I caldi colori dell’autunno nel Vermont.

Spaventapasseri nei campi. Parecchi spaventapasseri.

Cosa potrebbe andare male?

…uh. Tutto.

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Ollie ha undici anni e un lutto che le pesa sul cuore. Da un anno ormai ha preso le distanze da tutto e tutti, trovando rifugio solo nei libri.

Ma quando salva un libro da una donna che, sconvolta, vuole gettarlo nel torrente, anche la lettura le porta inquietudini e paure: è infatti una storia di amore, morte e patti con un essere misterioso, L’Uomo-Che-Sorride, e se tiene incollati alle pagine non porta certo grandi risate.

Inoltre, i luoghi descritti assomigliano stranamente alla prospera fattoria in cui è stata programmata una gita con tutta la classe.

Ma è solo quando l’autobus si ferma in mezzo al nulla, l’autista sibila a tutti di nascondersi “in luoghi piccoli e stretti”, e l’orologio digitale che Ollie ha ereditato dalla mamma (distrutto, distrutto) si anima e le impone di SCAPPARE, che l’inquietudine che ha provato fin da quando ha aperto il volumetto si concretizza.

Inizia così una corsa contro il tempo con il libro e due imprevisti amici come unico aiuto, per salvare se stessi e le vittime dell’Uomo-Che-Sorride. Che sorride da molto, molto tempo.

Una deliziosa, inquietante avventura per ragazzi, che esplora il lato oscuro dell’animo, del lutto, dell’amicizia, della paura, fra alti campi di mais e spaventapasseri ben poco amichevoli.

Una bella sorpresa, e la conferma che Katherine Arden, di cui ho adorato The Bear and the Nightingale, è una scrittrice di vero talento, squisita nello stile e profonda nella resa dei personaggi, di qualsiasi età siano.

City of ghosts

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Victoria Schwab

Cassidy ha sempre vissuto in mezzo ai fantasmi: i suoi genitori ne hanno fatto una professione, scrivono libri di successo in mescolano storia e folklore e sono stati selezionati per condurre un programma sui luoghi più infestati della Terra.

Ma da quando ha rischiato la vita, Cassidy sa che i fantasmi esistono: uno di loro, Jacob, la ha salvata dalle acque gelide in cui era precipitata – ed è diventato il suo migliore amico; e lei sente, e vede, il mondo “oltre”, quello in cui gli spiriti stazionano, intrappolati nella loro personale realtà.

Inquietudine e attrazione la tormentano; ma quando i genitori la informano che partiranno tutti per girare le puntate del programma, e che la prima tappa è Edimburgo – “Una delle città più infestate al mondo!”, gongola la madre – Cass e Jacob sospettano che si troveranno lanciati in un’avventura ben più grande di quelle a cui si sono abituati. E a ragione.

Piacevole romanzo per ragazzi, scritto con garbo e dalla magnifica ambientazione, mi ha lasciato comunque freddina: siamo lontani dalla profondità dei personaggi, dalla dettagliatissima costruzione del mondo e dalle paurose creture che infestano i romanzi di Jonathan Stroud dedicati a Lockwood & CO.

Gradevole, ma passa senza lasciare il segno.

Anya’s ghost

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Vera Brosgol

Anya è intelligente, irritabile, ribelle, sempre a dieta: farebbe di tutto per fondersi con i ragazzi della scuola, per far dimenticare le sue origini russe e l’essere sovrappeso, per integrarsi, per trovare amici.

Emily è amabile, socievole, amante della moda e dei ragazzi, e decisamente morta diverse decine di anni prima.

Una caduta in un pozzo, una falange – così piccola, così inoffensiva – e Anya si ritrova con un’amica fantasma: utile, astuta, ma forse un po’ troppo intrigante, forse un po’ troppo prepotente…

Ottima storia di adolescenti e integrazione, vira con eleganza verso l’horror – non solo quello di una storia di fantasmi, ma quello di un’amicizia malata e prevaricante.

The circle

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Damon Clark & Alyzia Zherno

Nuova città nuova scuola, nuovi compagni: dopo la morte della madre Christian si trasferisce col padre, con l’intento di lasciarsi il dolore alle spalle e riprendere a vivere.

Ma le cose non vanno bene: preso di mira a scuola dai bulli d’ordinanza, si trova attirato in un gruppo di ragazzi ai margini che lo coinvolgono in un rituale spaventoso…

Horror classico che vanta nella veste grafica il suo principale motivo d’interesse, è per il resto privo sia di originalità che di approfondimento: tutti i personaggi sono veramente di carta, senza  motivazioni per le azioni, anche le più orrende, che compiono, e la trama è tremendamente affrettata.

Rimane il dubbio che, nonostante la scarsa originalità della trama, qualcosa di meglio sarebbe potuto nascere se l’autore si fosse preso una trentina di pagine in più, danno carne e sangue ai personaggi.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

The creeping shadow

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Jonathan Stroud

 Lucy e Lockwood, George e Holly: vecchia squadra, nuovi inquietanti incarichi all’orizzonte.

E il sospetto – la certezza? – che ci sia in gioco molto di pi di quanto appare, e forze non sovrannaturali, ma altrettanto pericolose con cui avere a che fare.

L’apparizione improvvisa di una congregazione di pericolosi fantasmi in un villaggio nei pressi di londra, la sparizione di Fonti pericolosissime, i tentativi di depistaggio confermano tutti una cosa: che Lockwood e i suoi alleati, vecchi e nuovi, si stanno avvicinando al cuore del nemico – e che il nemico non ha nessuna intenzione di permetterlo.

Toni sempre più cupi, nonostante la sempre smagliante scrittura, per questo penultimo capitolo della serie soprannaturale di Jonathan Stroud: e se i personaggi crescono e i rapporti fra di loro si approfondiscono, mutano, evolvono, non si riesce ad evitare un senso di disagio al pensiero di cosa il diabolico autore possa avere in mente per loro (e per i lettori) nel volume in uscita quest’autunno.

…ma, d’altronde, a distanza di dieci anni io non mi sono ancora ripresa dalla fine della Trilogia di Bartimeus: prendete i miei presentimenti come i lamenti preventivi di un’acciaccata trentasettenne che non vuole -per piacere, signor Stroud! – che le venga fatto ancora del male. XD

Final girls

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Mira Grant

E se la nuova frontiera della psicoterapia fosse l’horror?

Se immergersi, con l’aiuto di un mix di farmaci e sotto rigoroso monitoraggio medico, in uno scenario accuratamente costruito utilizzando tutti i topoi del genere risanasse traumi, cancellasse fobie, ricucisse conflitti, cambiando attraverso l’esperienza (simulata, ma non per il corpo – e il corpo influenza la mente)  quello che siamo, ma in modo sottile, senza modificare la nostra personalità?

E se nel mezzo di una sessione l’orrore si scatenasse davvero nella clinica, e il sogno indotto diventasse davvero una corsa contro la morte per puro, semplice spavento?

Una novella che è un brillante mix di fantascienza e horror, e che con uno stile coinvolgente e brillante, personaggi credibili e un utilizzo geniale dei topoi del genere costruisce una storia che toglie il fiato, chiusa da un finale sorprendente.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Unfollow vol. 1

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Rob Williams & Michael Dowling

Il giovane, geniale inventore di un programma di messaggistica in 140 caratteri giace morente sulla sua isola privata.

In giro per il mondo, 140 persone di  ogni religione, razza, condizione sociale, carattere e inclinazione ricevono una notizia che cambierà il loro modo di vivere: il patrimonio multimiliardario del moribondo verrà suddiviso fra di loro – o meglio, fra quanti di loro saranno ancora in vita al decesso del “benefattore”.

Quanti, già oltremodo ricchi, resisteranno alla prospettiva di una ricchezza ancora più straordinaria, e quanti inizieranno una spietata caccia ai loro compagni?

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Sebbene l’idea non fosse originalissima, ma piuttosto una variante (l’ennesima) di Battle Royale o The Hunger Games, come i romanzi appena citati dimostrano lascia un margine notevole all’esplorazione della natura del singolo e delle interazioni fra gli individui e i gruppi – alleanze, contrasti, ribellioni.

Non basta, purtroppo, mettere in campo qualche elemento fantastico e una manciata di personaggi stravaganti al limite del demenziale per costruire delle buone premesse, né come horror né come prodotto in genere.

Dialoghi piuttosto goffi, una sceneggiatura poco efficace e tavole mediocri contribuiscono ad affossare  del tutto un prodotto che poteva comunque rivelarsi interessante.

Ringrazio l’editore per averi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.