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The creeping shadow

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Jonathan Stroud

 Lucy e Lockwood, George e Holly: vecchia squadra, nuovi inquietanti incarichi all’orizzonte.

E il sospetto – la certezza? – che ci sia in gioco molto di pi di quanto appare, e forze non sovrannaturali, ma altrettanto pericolose con cui avere a che fare.

L’apparizione improvvisa di una congregazione di pericolosi fantasmi in un villaggio nei pressi di londra, la sparizione di Fonti pericolosissime, i tentativi di depistaggio confermano tutti una cosa: che Lockwood e i suoi alleati, vecchi e nuovi, si stanno avvicinando al cuore del nemico – e che il nemico non ha nessuna intenzione di permetterlo.

Toni sempre più cupi, nonostante la sempre smagliante scrittura, per questo penultimo capitolo della serie soprannaturale di Jonathan Stroud: e se i personaggi crescono e i rapporti fra di loro si approfondiscono, mutano, evolvono, non si riesce ad evitare un senso di disagio al pensiero di cosa il diabolico autore possa avere in mente per loro (e per i lettori) nel volume in uscita quest’autunno.

…ma, d’altronde, a distanza di dieci anni io non mi sono ancora ripresa dalla fine della Trilogia di Bartimeus: prendete i miei presentimenti come i lamenti preventivi di un’acciaccata trentasettenne che non vuole -per piacere, signor Stroud! – che le venga fatto ancora del male. XD

The hollow boy

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Jonathan Stroud

È sempre un piacere affidarsi alle cure della Lockwood & Co., e passare del tempo con i suoi eccezionali agenti: Anthony Lockwood, Esq., Lucy Carlyle e George Cubbins sono una garanzia contro i Visitatori, e vantano la risoluzione di casi estremamente complessi.

Se avete un’infestazione di qualche tipo non esitate a chiamarli!

Certo, non tutto va sempre liscio come l’olio (eufemismo per dire che di solito se la cavano per il rotto della cuffia), ma la loro professionalità (e una notevole dose di fortuna e riflessi rapidissimi XD)  li fa scintillare, sostanzialmente illesi, sotto i riflettori.

Anche se adesso l’arrivo di una nuova collega e due casi particolarmente complessi li metteranno a dura prova, dal momento che si troveranno ad affrontare le entità più difficili da vedere chiaramente: loro stessi e i loro sentimenti.

Brillante nella scrittura, sempre curatissimo nella costruzione del mondo, e con un paio di casi veramente intriganti a impegnare i nostri, The hollow boy è forse il miglior romanzo i una serie già eccellente: le luci e le ombre dei tre ragazzi si approfondiscono, dando vita a caratterizzazioni a tutto tondo e a relazioni complesse fra loro e con chi li circonda, costruendo credibilmente sia trama che personaggi.

Stroud si conferma una scrittore d’eccezione, solido nella struttura e leggero nello stile, e capace di gestire le sue  storie e sia sul breve (il singolo romanzo) che sul lungo periodo  (la serie nel suo complesso), migliorandosi costantemente.

The dagger in the desk

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Jonathan Stroud

Non riposano mai gli agenti della Lockwood&Co.: a Londra c’è sempre un fantasma di cui occuparsi, anche se in questo caso quello che infesta una scuola recentemente riammodernata sembra particolarmente aggressivo: o, perlomeno, particolarmente disposto a lanciare coltelli alla fine delle lezioni, spaventando studenti e insegnanti.
Lucy, Lockwood e George scopriranno una malignità vecchia di decenni, e che l’avarizia è, forse, il peggiore dei mali.

Un raccontino brevissimo, ma efficace come sempre nella costruzione della vicenda e nella caratterizzazione dei personaggi; dispiace un po’, a chi ha letto i romanzi, il fatto che buona parte delle pagine sia dedicata alla presentazione del mondo e di come funzionano le cose: so che è necessario, ma conoscendo già tutto non ho potuto fare a meno dii rimpiangere spazio ai miei occhi “sprecato”, pur rendendomi conto che per un lettore occasionale era strettamente necessario.
Suggestive, invece, le illustrazioni che accompagnano i vari tipi di fantasmi alla fine del racconto. ^^

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

The whispering skull

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Jonathan Stroud

Son passati sei mesi dalle movimentate avventure che hanno portato gli agenti della Lockwood & Co. a bazzicare la Scala Urlante e l’ancor più accogliente Camera Rossa; l’agenzia inizia a farsi un nome, e sebbene i loro metodi continuino ad essere piuttosto… esplosivi, le commissioni non mancano: il Problema non si è certo risolto, e l’Inghilterra continua a essere infestata da Spettri  di ogni genere e grado che solo i ragazzi possono vedere e combattere, se opportunamente addestrati.

Ma a volte un incarico può rivelarsi più pericoloso di altri, e non è detto che siano sempre i Visitatori il pericolo maggiore.

Jonathan Stroud fa centro di nuovo: l’ambientazione è sempre dettagliata e credibilissima, e i personaggi costruiti magnificamente,  a partire dai tre protagonisti sino alla comparsa di poche pagine.

La tensione si sente, e il talento per l’horror che avevo già segnalato  nel primo volume della serie viene confermato (anche se, qui lo dicco, per me la Camera Rossa rimane il massimo); e l’autore non si tira indietro dall’analizzare temi profondi come l’amicizia, la fiducia, e i pericoli dell’avidità in ogni senso, mascherandoli sotto l’apparenza di un innocuo (si fa per dire) romanzo per ragazzi.

A brevissimo dovrebbe uscire in traduzione italiana The screaming staircase; non posso che sperare che l’editore pubblichi anche The whispering skull a spron battuto, e dia l’opportunità di conoscerlo al pubblico più ampio possibile.

The whispering skull è uscito ieri in America; ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

The screaming staircase

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Jonathan Stroud

 

Sono passati cinquant’anni da quando il Problema si è manifestato nelle Isole Britanniche: un’infestazione di fantasmi di ogni genere, molesti e pericolosi, rende la vita difficile agli abitanti. Da allora molti progressi sono stati fatti: le città ridisegnate per tenerli il più possibile alla larga con canalette d’acqua corrente, strutture in ferro e argento e fumi di lavanda, e agenzie specializzate nella disifnestazione che utilizzano, però, solo ragazzini: gli unici a poter vedere e sentire i Visitatori, un talento che si perde con l’età.

Anthony Lockwood, quindicenne, dirige una di queste agenzie: non ci sono adulti a dirigere il suo lavoro o quello di Lucy e George, i suoi dotati impiegati.

Anche se, c’è da dire, qualche piccolo effetto collaterale si rileva nei loro interventi…

Nonostante i miei dubbi (e il lutto per Bartimeus e Nathaniel) Stroud non delude: personaggi ben caratterizzati (e non parlo solo dei tre protagonisti, che pure rifulgono di luce propria), un world building eccellente, dettagliato e credibilissimo (una nuova Londra, anche se non vittoriana come quella nella trilogia di Bartimeus), e una storia perfettamente costruita con tocchi giallo e  horror che danno un piacevole senso di novità.
Il talento per l’horror che aveva già mostrato in La valle degli eroi non era infatti un risultato fortuito: alcune scene sono veramente inquietanti, e credo che l’immagine della Camera Rossa rimarrà con me a lungo.
Aspetto trepidante i prossimi casi della premiata ditta Lockwood & Co. – anche se non sono del tutto sicura che mi affiderei a loro la disinfestazione di casa mia: troppi libri e fumetti (materiale ALTAMENTE infiammabile XD) a cui tengo.

Due chicche per voi: il primo capitolo di The screaming staircase, e un’intervista all’autore sulla nuova serie. ^^

The screaming staircase è uscito ieri in America (e qualche settimana fa in UK e Germania – speriamo che arrivi sui nostri scaffali al più presto 🙂 ); ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

Voglio, voglio, fortissimamente voglio / 3

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Due scrittori che amo alle prese con la loro prossima opera.

Philip Pullman sta terminando (si prevede la pubblicazione in settembre) il retelling commentato e approfondito di cinquanta fiabe dei fratelli Grimm, dalle più note a quelle meno conosciute, opera che l’ha impegnato per i passati due anni e che celebrerà per la Penguin Classics il bicentenario delle Fiabe del focolare.

Nel frattempo l’adorato Jonathan Stroud è alle prese con una serie nuova di zecca, che vedrà in scena tre giovani impiegati della Psychic Detection Agency che combattono un’invasione di fantasmi che affligge Londra.

Inutile dire che non vedo l’ora!

La porta di Tolomeo

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Jonathan Stroud

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John Mandrake è ormai un pezzo grosso del Governo dei maghi: privo di scrupoli, completamente inserito nei meccanismi spietati che governano la società magica a Londra, mantiene però ostinatamente Bartimeus sulla questo piano di esistenza, indebolendolo. Ma ancorandosi così al ragazzino che è stato, e di cui nel profondo sente la mancanza.

Ultimo bellissimo capitole della trilogia, presenta uno dei finali più commoventi che ricordi; e due protagonisti eccezionali, trattati con un’abilità stupefacente. Il percorso della corruzione di Nathaniel, e il rimpianto per quel che è diventato, provano in toto l’abilità di Stroud come narratore.

Non vedo l’ora di mettere le zampette su Solomon’s ring. ^^

L’Occhio del golem

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Jonathan Stroud

Bartimeus non è felice di rivedere Nat, adesso noto come John Mandrake, quando viene nuovamente evocato: il ragazzo non ha guadagnato in stile né in senso dell'umorismo, ma continua a cacciarsi nei guai peggiori che un jinn, sia pure con la sua millenaria esperienza, riesca a immaginare.

Si ricostitusce così la coppia di improbabili avventurieri, che la scrittura vivace e divertente dell'autore staglia però contro uno sfondo sempre più cupo; come oscura sembra la via che uno dei due sceglie di seguire, corrompendosi.

Una delle voci più interessanti nel panorama sia del fantasy che della letteratura per ragazzi.