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La principersa

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Silvia Roncaglia

Una principessa entra in un bosco, e non trova più la strada del suo castello.

Cos’è quindi? Una PrinciPERSA.

Vaga e vaga, e un brutto, perfido, puzzolente gigante la cattura: è una PrinciPRESA!

Il gigante vole sposarla, e per costringerla a cedere la mette a pulire il suo untissimo covo: è una PrinciSPAZZA!

Cambia cambia il nome, cambia cambia la Principessa: muta e si adatta, fino a  trovare il suo vero nome – e una identità tutta sua, non di libri, non di fiabe, non data da altri: sua, solo sua.

Una fiaba divertente, che insegna anche, con ironia e gusto della parola, a conoscere sé stessi e a non lasciare che qualcuno ci definisca.

L’isola che non c’è

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Tre ragazzi sognano: una casa sull’albero, una barca sulla spiaggia, una foresta in cui correre sono il loro rifugio; un torrente  e il mare li uniscono, anche se non lo sanno, anche se forse non lo sapranno mai.

Che Silvia Roncaglia fosse una grande narratrice lo sapevo già; che potesse dare vita a un libro così piccolo e così intenso insieme è un’ulteriore scoperta. Delicatissimo e commovente, forse più per adulti che per bambini per l’elissi della narrazione, per il peso di riflessioni e significati che ai piccoli possono sfuggire. Anche se alla fine arriveranno comunque fra le loro mani, come gusci di nocciole su una spiaggia.

Lo specchio racconta: Biancaneve

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Silvia Roncaglia

I danni che può fare la magia: questa storia ne è una prova.

Uno nasce semplice specchio, e il suo proprietario lo fa incantare per lusingare la bella fanciulla di cui è innamorato. E fargli dire sempre, sempre, sempre, l’amara verità. Senza sapere che questo darà il via a un matrimonio reale, tre tentativi di omicidio, truffe, raggiri e vendite di mele avvelenate.

Solo perché un povero Specchio è costretto a dire la verità. In rima, perdipiù!

Un’altra fiaba famosissima raccontata ex novo, un altro delizioso cambio di punto di vista; mi è piaciuta meno del Gatto con gli stivali, ma chi conosce la mia sfacciata adorazione per i felini potrebbe insinuare che sono di parte. Anche se mi precipitassi ad affermare che è comunque una piccola gemma da regalare e regalarsi. 😉

Spero davvero di vedere altre fiabe raccontate da Silvia Roncaglia, magari Cenerentola vista dalla scarpetta, o Barbablù dalla barba. XD

Gli stivali raccontano: Il gatto con gli stivali

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Silvia Roncaglia

Morbida pelle, cuoio robusto, le mani di un abile artigiano: così nascono gli stivali più famosi del Regno delle fiabe (altro che quegli impostori delle Sette Leghe), destinati a calzare le zampe paffute del gatto più astuto che mai abbia miagolato.

Un destro solare e fiducioso, un sinistro lamentoso e brontolone: è dal loro diario che possiamo conoscere la verità vera, come è andata l’ascesa del buon marchese di carabas, e come si siano davvero concluse le due chiacchiere fra il felino del nostro cuore e un certo orco mutaforma…

Come rinunciare all’opportunità, soprattutto se il diario è accompagnato da dei disegni assolutamente fa-vo-lo-si?

 

[In soldoni: è un libro assolutamente delizioso, ricco di ironia e raccontato con la penna affilata di Silvia Roncaglia. Che volete di più dalla vita?]

Perchè mai è diversa questa sera?

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Silvia Roncaglia

C'è chi l'amore lo sente nel cuore, chi nello stomaco: per Sara, quindici anni, due genitori segnati dai campi di concentramento e tanta voglia di vivere, l'amore è decisamente questione di pancia.

Non così per Dylan – emulo del fascinoso Dylan Dog, altrettanto bello e misterioso – che, appena arrivato al Liceo Parini, dimostra interesse solo in lei, nonostante il (o a causa del?) candore e l'ingenuità entusiasta della ragazza.

Ma l'amore – soprattutto un amore di cui si sa così poco – è composto di luci e ombre, e volte queste sono così profonde da lasciare un segno perenne.

 

Il nuovo, delicato romanzo dell'autrice di Caro Johnny Depp esplora ancora una volta l'amore adolescenziale, ma con una nota più cupa, strettamente intrecciata all'amicizia – vera e falsa – e, soprattutto, all'antisemitismo strisciante, di ritorno fra i giovani ormai dimentichi delle ferite subite da chi è venuto prima di loro.

Caro Johnny Depp

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Silvia Roncaglia

Sara ha quattordici anni, vuole fare la sceneggiatrice, colleziona frasi ed è innamorata di Johnny Depp.

Johnny Depp è la sua stella polare, a lui si rivolge in ogni momento della sua difficile vita da adolescente; una vita così concentrata al suo interno, nello spazio fra l’immaginazione e i sogni, da lasciare poco campo alla realtà.

Finchè la realtà stessa non fa irruzione all’improvviso, e in maniera completamente inaspettata.

Delizioso, brillante ritratto di un’adolescente come tante e del suo mondo, interiore e familiare, è un romanzo leggero e ironico, ma che apre la porta a un buon numero di riflessioni sul mito, l’amore, il coraggio di vivere.