Archivi categoria: storico

The phantom twin

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Lisa Brown

Isabel e Jane: sorelle diverse nel carattere, ma che condividono molto più della parentela: un braccio e una gamba le uniscono.
Sono infatti gemelle siamesi, vendute dai genitori a un circo viaggiante che si muove nell'America della Depressione.
Il circo è la loro casa, hanno una famiglia fatta di freak, veri o finti: la donna barbuta, la donna serpente, la sirena.
Un mondo a parte, che le protegge, ma che le induce anche a temere gli altri.
Jane però, volitiva e intraprendente, vuole di più: una vita vera, separata dalla sorella.
E la convince, per quanto malvolentieri, a tentare l'operazione.

Un racconto malinconico di diversità e accettazione di se, ben prima che dell'altro.
Dell'aprirsi al mondo, del trovare fiducia nel prossimo senza ingenuità.
Del cercare la propria strada, per quanto tortuosa possa essere da percorrere.
Commovente, intenso, sincero.

The green children of Woolpit

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J. Anderson Coats

Amo molto J. Anderson Coats, ed ero curiosa di vedere come se la sarebbe cavata allontanandosi dal romanzo puramente storico per unirvi tocchi di magia.

La risposta è: benissimo, creando una storia credibile e commovente, spaventosa in alcuni punti, in cui tutti i personaggi sono realistici e commoventi, ma non c’è spazio per un lieto fine zuccheroso, perché tutto ha un prezzo.

Sopratutto se ci si mettono in mezzo le fate.

Non le svolazzanti, scintillanti creaturine a cui siamo abituati a pensare, ma le Fate originali, l’Altra Gente: crudeli, annoiate, spietate, legate ai patti ma infide nello stringerli.

Comunque, racconta la leggenda (attestata da due fonti) che attorno al 1200, nei pressi del villaggio di Woolpit, vennero trovati due bambini: non parlavano nessuna lingua nota, erano vestiti interamente di verde e, sopratutto, erano verdi di pelle.

Chi erano? Bambini perduti o fate che si erano smarrite?

Agnes, la fantasiosa, affettuosa protagonista di questo romanzo, lo sa bene; ma sa anche che non si deve aver a che fare con le Fate.

Eppure, se si vuole riconquistare un’amica ormai lontana, se c’è la promessa di scoprire chi è la tua vera madre, come resistere?

Un viaggio nello spazio e nel tempo, un’immersione in un mondo che non c’è più, con una leggenda (?) che si fonde alla perfezione nella vicenda.

Una gemma, che spero venga tradotta anche in Italia.

Il giocoliere di Nostra Signora

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R. O. Blechman

Cantalberto sogna di cambiare il mondo con la sua arte: è un giocoliere, e pensa che se ci fossero più sorrisi e buonumore diminuirebbero le armi, e le guerre, e le cattiverie della gente.

Ma per quanto si sforzi, nessuno gli bada.

E Cantalberto decide di entrare in monastero, dove la pace la troverà lui, e almeno potrà pregare per questo mondo, per questa gente che non vuole cambiare.

Ma in monastero non trova il suo posto: imbranato in tutto, irrita i confratelli, e trova sollievo solamente nella Madonna.

Finché, per Natale, ognuno prepara per la Vergine qualcosa di meraviglioso, un dono creato con la propria arte. Ma Cantalberto cosa potrà offrire, a parte il suo cuore gentile?

Una leggenda medievale di grande delicatezza, riproposta con tavole minimaliste e, proprio per questo, ancora più geniali nel rendere il racconto nella sua apparente semplicità.

Non c’è bisogno di essere presenti per apprezzare questo gioiellino: i valori che trasmette, e la leggerezza con cui lo fa, sono un dono per tutti.

Buona Natale a tutti. 🙂

 

 

 

The mystery of the jewelled moth

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Katherine Woodfine

Un gioiello maledetto, brillanti debuttanti a caccia di marito, criminali senza scrupoli, pizzi e falpalà: non si può certo dire che la Stagione sia quieta per Lily e Sophie, che volenti o nolenti non riescono proprio a tenersi lontane dai guai.

Per fortuna non mancano intelligenza e l’aiuto di amici vecchi e nuovi – anche se riusciranno a sopravvivere all’ennesimo scontro con un maestro del crimine e, soprattutto, ai ricevimenti in cui si devono intrufolare?

Brillante, vivace, perfetto nei dettagli storici, il secondo capitolo delle avventure di Sophie conferma come si possa fare letteratura d’intrattenimento di qualità, distribuendo sorrisi e invitando allo shopping nell’atmosfera magica dei Magazzini Sinclaire. 🙂

 

 

A drowned maiden’s hair

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Laura Amy Schlitz

Maud finirà male.

Lo ripetono di continuo alla piccola ribelle le insegnanti e la direttrice dell’orfanotrofio che la ospita – generosamente, e dovrebbe esserne grata!, cibo e abiti e un tetto, e perché non è più mite e obbediente, e in ogni caso è troppo bruttina, nessuno la adotterà.

Maud ha carattere, una bella voce, e vuole solo essere amata: nessuno si stupisce più di lei – niente boccoli incantevoli, testarda e determinata, quando Miss Hyacinth e Miss Judith, due anziane signorine, decidono di prendere lei, proprio lei!, e portarla via, lontano, verso una nuova vita.

Una vita strana, però, e segreta: nessuno deve sapere che nell’antica casa vive una bambina, e sono molti i segreti a cui la piccola viene introdotta dall’affascinante Hyacinth.

Perché, Maud deve sapere, ci sono gli affari di famiglia in cui può aiutare – certo, aiutando tante altre persone che soffrono, insieme…

Un romanzo sorprendente, che sullo sfondo della passione per le sedute spiritiche che travolse l’America dei primi anni del ‘900 esplora i limiti fino a cui ci può spingere il desiderio di essere amati – e i limiti che si è disposti a infrangere per parlare con chi abbiamo perso.

Perdita e nuovi affetti, e la necessità di scoprire, oltre le apparenze, chi sono veramente le persone che ci circondano.

Laura Amy Schlitz si conferma una scrittrice di grande sensibilità, talento, e profonda abilità nel penetrare l’anima dei bambini – sopratutto quegli angoli bui in cui si annida il bisogno d’amore.

L’anno in cui imparai a raccontare storie

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Lauren Wolk

Puoi diventare adulta a dodici anni?

Sì, se sei una ragazzina riflessiva e intelligente, e capisci che ci sono ingiustizie che non si possono tollerare.

Succede ad Annabelle, che vive nell’America profonda delle grandi fattorie durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, ha due fratelli minori, una bella famiglia e tanti amici.

E che vede il suo mondo cambiare, distorcersi, oscurarsi con l’arrivo di Betty, riccioli biondi e occhi cattivi: una ragazzina maligna, astuta, che non si tira indietro davanti a nulla per ottenere ciò che vuole – o vendicarsi se contrariata.

Nemmeno accusare un uomo buono.

Una storia di crescita e presa di coscienza, variegata e credibile nei personaggi, e profonda: non regge il confronto con Il buio oltre la siepe, a cui è stato paragonato, ma non per sua colpa.

Bisognerebbe smettere di paragonare buoni – anche ottimi – libri a capolavori assoluti: non si fa che sminuirne il valore, che in questo caso c’è.

Un romanzo di peso, scritto benissimo, in cui non manca un tocco di angosciante suspense.

Cuckoo song

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Frances Hardinge

Quando Triss si sveglia nel suo letto, è tutto confuso.

Sa che c’è stato un incidente. Sa che ci sono cose che ama. Sa che adora suo padre e sua madre. Sa che è fragile di salute.

Ha anche una fame disperata, una sorella minore che è terrorizzata da lei, e l’impressione che tutto sia… leggermente fuori posto.

Ma ha la certezza di chi è – vero?


Inizia così uno dei romanzi più inquietanti, disturbanti e inaspettati che abbia mai letto – e non mi riferisco solo alla categoria “per ragazzi”.

Geniale nell’idea di partenza, imprevedibile nello svolgimento della trama, con personaggi credibili e perfettamente dissezionati in tutti i loro aspetti – anche (soprattutto) quelli meno piacevoli.

Una lettura eccezionale, che ho scoperto disponibile anche in Italia, con l’orrido titolo La ragazza senza ricordi. Voi fate finta che sia Il canto del cuculo, e accattatelo lo stesso. 😉

Splendors and gloom

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Laura Amy Schlitz

Uno splendido spettacolo di marionette: è quello che Clara, unica figlia in vita di un abbiente medico londinese, desidera per il suo dodicesimo compleanno.

Uno spettacolo di marionette e la possibilità di conoscere meglio Lizzie Rose e Parsefall, gli intriganti ragazzini che lavorano per Signor Grisini, il burattinaio.

Non immaginano, i tre bambini, che il loro incontro sarà l’inizio di un’avventura spaventosa, segnata dalla più nera delle magie e dalla crudeltà non più nascosta dell’italiano; e che streghe, incanti e palazzi ricchi di mistero li aspettano, in attesa di essere affrontati.

La nebbiosa Londra vittoriana descritta magnificamente; tre ragazzini credibili, che si completano l’un l’altro; una storia inquietante e originale.

Non saprei cosa desiderare di più, tanto che ho divorato i capitoli di questo brillantissimo romanzo – a che, una volta di più, mi trovo a sperare nella lungimiranza di qualche casa editrice italiana.

The Princess of Clèves

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Madame de La Fayette & Catel & Claire Bouilhac

Un classico è un’opera che, a distanza di anni, decenni, secoli, millenni, parla ancora a chi lo legge.

Parla per sé, parla grazie alle reinterpretazioni , alle trasposizioni, alle citazioni, in un rinfrescarsi sempre nuovo.

Sebbene non sempre queste operazioni riescano, posso invece dire che la resa in fumetto de La Principessa di Clèves, iconico romanzo del Seicento francese, non toglie niente all’originale: anzi, aggiunge la delicatezza di tavole che evocano con efficienza gli abiti della corte francese del ‘500, epoca in cui è ambientato.

Ed è una storia sempre attuale, sebbene adesso meno ci siano matrimoni combinati: ma l’amore scoperto in ritardo, e che nessuno è destinato a raggiungere – per dovere, decoro, affetto -, sempre inseguendo una persona che non si potrà ottenere pienamente, è vicenda universale.

Tanto di cappello, quindi, a questa sensibile reinterpretazione.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

Brave with beauty

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Maxine Rose Schur & 

C’era una volta, molto tempo fa, in un Paese lontano lontano, una regina che amava la bellezza.

Era intelligente e potente, e voleva lasciare un mondo migliore, più ricco in cultura e abbondanza.

Questa regina si chiamava Goharshad, e regnò nell’Afghanistan del XV secolo: sette secoli fa una donna rivoluzionò il suo Paese – e questa è la sua storia, riccamente illustrata e accompagnata da testi leggeri e pieni di poesia.

Ma non tutte le fiabe hanno un lieto fine, soprattutto quando non sono storie ma Storia: morta (giustiziata) la regina che amava il Bello, la sua eredità venne inghiottita dal tempo e dalla miopia feroce degli uomini.

Una vita che va raccontata, e che mi ha permesso di scoprire una figura storica che ignoravo completamente, e che può davvero essere luminoso esempio ancora oggi – e non solo nel suo Paese d’origine.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂