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The lost path

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Amélie Fléchais

Una foresta incantata. Un sentiero che si perde. Creature spaventose che si annidano fra gli alberi, nascondono fra le foglie, emergono dal terreno. E tre bambini in esplorazione che si perdono.

Nonostante abbia adorato gli altri volumi di Amélie Fléchais che ho letto, The lost path non mi è piaciuto, se non per le bellissime illustrazioni che accompagnano l’inquietante fiaba iniziale.

Le tavole sono interessanti, ma la storia è confusa e poco incisiva,  e l’assenza di colore toglie buona parte del fascino ai disegni dell’autrice.

Temo che il fumetto non sia il suo medium di elezione, contrariamente al libro illustrato.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

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Maria Sibylla Merian

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 Sarah B. Pomeroy & Jeyaraney Kathirithamby

“Artista, scienziata, avventuriera”: è così che l’autrice definisce questa donna eccezionale ed eccezionalmente poco conosciuta.

Vissuta a cavallo fra 1600 e 1700, Maria Sibylla Merian univa un grandissimo talento artistico a un’altrettanto grande interesse nei confronti della natura: animali e piante la affascinavano, sopratutto i piccoli, multiformi, infiniti insetti.

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E, per mettere a frutto entrambe le sue doti, si imbarca con la figlia dall’Olanda verso l’America del Sud, alla ricerca di nuovi, meravigliosi insetti da scoprire e documentare.

Un viaggio notevole, una ricchezza di scoperte e illustrazioni impressionante, che furono utilizzate dopo la sua morte da moltissimi scienziati, fra cui Linneo, per la classificazione delle specie.

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Il volume si avvale delle illustrazioni della pittrice, che ne fanno un’opera d’arte in sé; ma il testo è inoltre chiaro e piacevole, e la vicenda di questa donna straordinaria, da sola, varrebbe l’acquisto.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

I am Vincent van Gogh

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Gabriel Martin Roig & Fatima Garcia

 

Chi era Vincent van Gogh?

Un pazzo? Un genio? Un uomo solo e triste? Un uomo gentile e generoso?

Tutto questo, e molto di più: lo mostra con efficacia questa biografia, che spiega con semplicità ed efficacia i punti focali della vita e dell’arte di van Gogh e del mondo (sopratutto artistico) in cui si muoveva ai ragazzi.

Interessanti e puntuali gli approfondimenti, e ben inserite le opere dell’artista.

Ho trovato solo poco adatte le illustrazioni: molto pulite, molto corrette, molto rigide; avrei preferito qualcosa di più innovativo e fuori dagli schemi, in tema con l’artista che racconta: un innovatore, e un uomo pieno di luce e di buoi.

Per i più grandi (diciamo dai quattordici anni in su), non posso inoltre che raccomandare il bellissimo, bellissimo Loving Vincent, commovente biografia realizzata integrando le opere e la pittura di van Gogh nella vicenda. Un piccolo capolavoro.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

The loud silence of Francine Green

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Karen Cushman

Per me è strano dare “appena” tre stelle a un libro di Karen Cushman, ma sia il tema che, sopratutto, i personaggi mi hanno lasciata abbastanza fredda.

Per quanto l’autrice sia brava nel rendere l’atmosfera di ansiosa paura e di caccia alle streghe dell’America maccartista, e l’opprimente ambiente delle scuole cattoliche del tempo, non ho sentito vera emozione per nessuno dei personaggi.

Francine, in particolare, mi ha lasciato indifferente, seppur abbia apprezzato il suo tardivo riconoscere gli altri – compresi i genitori – oltre le apparenze; Sophie mi stava fondamentalmente antipatica: più che una paladina dei diritti civili mi sembrava una provocatrice con poco cervello, totalmente concentrata su sé stessa nonostante tutti i suoi discorsi sul prossimo.

Tenerissimo e realistico invece il personaggio di Artie, il fratellino di cinque anni di Francine.

Creativo e fantasioso, portatore di disastri come tutti i bambini, con la sua crescente paura dei “communisti” e della bomba è il vero barometro del tempo.

Meritevole comunque di una lettura, The loud silence of Francine Green è comunque lontano dagli altri bellissimi romanzi dell’autrice, e sopratutto dalle sue protagoniste: presuntuose, sciocche, prepotenti, acide, chiuse, ma ricche di una vita che a Francine e Sophie manca.

Io sono nessuno

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Jenny Valentine

Chi è Cassiel Roadnight?

Chap non ha il tempo – né la voglia – di chiederselo: sa solamente che, quando lo scambiano per lui nella casa di prima  accoglienza per ragazzi di strada in cui si è rifugiato per qualche notte, è l’occasione per ottenere quello che ha sempre desiderato: una famiglia, il calore di una casa, qualcuno di cui occuparsi e che si occupi di lui.

La vita perfetta di un ragazzo identico a lui, sparito nel nulla due anni prima.

La vita apparentemente perfetta: perché non tarda a capire che Cassiel non era il ragazzo amabile e limpido che sembra, e che il cottage in cui la madre e la sorella vivono, mantenute dal fratello maggiore, è piccolo ma pieno di dolore e di segreti.

E che tocca a lui svelarli, se vuole che ci sia giustizia e vita per tutti.

Un romanzo discreto nella costruzione del mistero, che trova però la sua parte più sentita e interessante nello studio della personalità di Chap* ( Damiel il suo vero nome) e delle radici della sua solitudine, del dolore e del senso di profonda lontananza dagli altri, e insieme del desiderio potentissimo di appartenere a qualcuno: non per sfruttare una famiglia, ma per prendersene cura, nel tentativo di fare la cosa giusta anche quando sa di farne una profondamente sbagliata – rubare la vita di un altro.

Cast no shadow

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Nick Tapalanski & Anissa Espinosa

Un ragazzo senza ombra, malinconico e isolato nonostante quella prorompente forza della natura che è la sua migliore amica, trova una fidanzata.
Una ragazza sensibile, dolce, divertente, un po’ d’altri tempi: perfetta, se non fosse che è un fantasma, legata alla dimora in cui abitava in vita, teatro di un tremendo omicidio.
Una delicatissima storia d’amore e amicizia (adoro Layla, l’inarrestabile migliore amica – che lui lo voglia o no – di Greg, il protagonista), di solitudine e crescita, illustrata con abilità e fantasia dal talento dii Anissa Espinosa.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Grayling’s song

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Karen Cushman

Quando Hanna Strong; fattucchiera e guaritrice, inizia a trasformarsi in un albero dopo che la sua casa è stata bruciata da un incendio magico e il suo grimorio rubato, solo la figlia Grayling può salvarla.

Ma per salvarla deve raccogliere il suo coraggio e lasciare la vita tranquilla e sicura nella valle, incamminandosi per il mondo alla ricerca di streghe e stregoni che ancora non abbiano subito la stessa sorte di Hanna, armata solo di qualche pozione, la sua conoscenza delle erbe e le canzoni che le vengono dal cuore.

Presto si uniscono a lei un topo mutaforma, una strega del tempo, un’incantatrice, un’apprendista lamentosa e un mago che legge il formaggio: scalcinata combriccola che nasconde molto più di quello che dà a vedere.

Un tocco di magia differenzia questo nuovo delizioso romanzo di Karen Cushman dai purissimi romanzi storici precedenti. Ma non cambia l’attenta ricostruzione di una realtà contadina, né la delicata attenzione a una storia di crescita e maturazione.

Un altro piccolo gioiello.

Vincent il matto

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Luiz Antonio Aguiar

Camille Roulin è solo un ragazzino quando nella sonnolenta cittadina provenzale di Arles arriva da Parigi un pittore dai capelli rossi e i modi strani, alla ricerca dei colori del Sud: il suo nome è Vincent van Gogh, e mentre i suoi modi stravaganti gli guadagnano subito l’antipatia e la derisione degli arretrati abitanti del paese, la sua sincerità, la sua dedizione a un nuovo modo di dipingere e la sua ingenuità conquistano immediatamente il padre di Camille, che ne diventa amico e lo coinvolge sempre di più nella vita della propria famiglia.

Inizia così l’ultimo anno di van Gogh, e la scoperta della grande arte moderna da parte di una famiglia umile ma piena di cuore, che impara a vedere il mondo attraverso gli occhi pieni di colori del timido uomo con i capelli rossi.

Bellissima, sentita biografia dell’artista visto da un ragazzino, è un modo meraviglioso e semplice di introdurre i bambini ai drammi dell’animo e alla spettacolare produzione di un uomo che ha aiutato a gettare le basi della pittura contemporanea.

Anya’s ghost

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Vera Brosgol

Anya è intelligente, irritabile, ribelle, sempre a dieta: farebbe di tutto per fondersi con i ragazzi della scuola, per far dimenticare le sue origini russe e l’essere sovrappeso, per integrarsi, per trovare amici.

Emily è amabile, socievole, amante della moda e dei ragazzi, e decisamente morta diverse decine di anni prima.

Una caduta in un pozzo, una falange – così piccola, così inoffensiva – e Anya si ritrova con un’amica fantasma: utile, astuta, ma forse un po’ troppo intrigante, forse un po’ troppo prepotente…

Ottima storia di adolescenti e integrazione, vira con eleganza verso l’horror – non solo quello di una storia di fantasmi, ma quello di un’amicizia malata e prevaricante.

A little princess

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Frances Hodgson Burnett

 Io ho odiato Sarah Crewe per trent’anni.

L’affliggente, deprimente cartone animato, la bambina gioconda nelle avversità, con sempre una buona parola di sopportazione; la sigla insopportabile; e sopratutto, portava il mio nome, questa marmocchia agghiacciante che aveva chiamato una povera bambola innocente Priscilla.

Doveva saltarmi il ticchio di leggere il romanzo per riconciliarmi con la  mia omonima, e scoprirne il mondo molto più fantasioso e meno lamentoso di quello del cartone; una fantasia sbrigliata (quasi) quanto quella della mia amatissima Anna Shirley, e un’eroina che nell’affrontare le difficoltà non dimentica mai se stessa.

Ottima sempre la scrittura, e davvero ben caratterizzati tutti i personaggi; un altro recupero fortunato (e fortunoso) rispetto ai traumi della mia infanzia.