Archivi categoria: YA friendly

A Hell of an innocent

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Zidrou

Ventisette anni, sessantasette coltellate: sono i numeri che separano Greg dall’afosa, opprimente cittadina dell’outback australiano in cui è cresciuto, e in cui è stata uccisa Lee, sua moglie.

Nascosto nelle vaste praterie, dedito all’allevamento di pecore, con l’unica compagnia del suo fedele cane e dell’immagine provocante di Lee, Greg viene riportato al mondo dei vivi dalla confessione di suo fratello Ike: morente, giura di aver ucciso lui la cognata, facendo ritrovare insieme l’arma del delitto.

Ma il senso di colpa, la gelosia, e ventisette anni di lontananza permetteranno a Greg di riappropriarsi di una vita che non è più la sua? E, sopratutto: la verità, è davvero, finalmente, esposta alla luce del sole?

Un discreto noir, apprezzabile sopratutto per l’ambientazione inusuale, che però scava poco nella psicologia dei personaggi, limitandosi solo a suggerire  motivazioni e retroscena.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

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Miyazakiworld

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Susan Joliffe Napier

Ogni volta che rivedo un film di Hayao Miyazaki o Isao Takahata è una prima visione: la freschezza delle immagini, la lussureggiante qualità degli sfondi, la complessità dei personaggi, la varietà di ambientazioni e vicende me li rendono sempre nuovi.

Ho i miei preferiti, ovviamente (Porco Rosso, Totoro, Only Yesterday fra tutti) ma non ce ne è uno che non abbia visto e rivisto – ossessivamente, direbbe qualcuno.

Lo stesso è capitato all’autrice di questo bellissimo volume, che però, forte di decenni di conoscenza della cultura e della società giapponese, ha analizzato la vita e l’opera (anzi, le opere) del Maestro alla luce non solo delle fonti di ispirazione, dichiarate o meno, ma dell’influenza che hanno avuto nel Sol Levante prima e in tutto il mondo in seguito.

Ne risulta un saggio solido, denso, inusuale, lontano da quel poco, spesso all’acqua di rose, che ho letto negli anni.

Interessante e appassionante, da leggere magari premettendo a ogni capitolo una rispolverata del film trattato.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

Macerie prime

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Zerocalcare

Zerocalcare è diventato adulto, è diventato famoso, guadagna bene.

E con la fama, l’esposizione sui social, il benessere sono arrivate nuove sfide: sfide che lo portano lontano, a confrontarsi con le proprie ansie, con quello che è sempre stato, con quello che vuole diventare: con il cambiamento.

Con gli amici di sempre, intrappolati in un’esistenza immutata e immutabile (Secco e Deprecabile), o che lottano per cambiare una vita precaria, insoddisfacente, dolorosa, che azzoppa i desideri di indipendenza di un’intera generazione con la mancanza di prospettive, denaro, lavoro (Katia, Sarah).

Il peso del passato, la lotta per il futuro, la paura di non riconoscersi, il non riconoscere gli amici di sempre, il baratro fra chi vivacchia, non per desiderio, e chi ha successo: è un volume amaro e talvolta spietato nel rendere un periodo di cambiamento necessario e  dubbi che lo accompagnano, sia per il protagonista che per chi lo circonda.

Primo di un dittico, spero che sia solo la pars destruens di un percorso che lasci qualche speranza: perché altrimenti l’amarezza sarebbe davvero troppa.

A bite-sized history of France

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Stéphane Hénaut & Jeni Mitchell

Una storia di Francia come non si era mai letta: in capitoli brevi quanto un pranzo a tramezzini, si dispiegano davanti al lettore prodotti tipici, prelibatezze culinarie, vini e formaggi, dolci e stufati. E rivoluzioni, conquiste, avvelenamenti, guerre di successione e religione, re, amanti e regine, capitani di ventura e pasticceri.

La maniera perfetta di rendere appetibile (letteralmente!) le vicende di uno dei grandi Stati europei, stimolando insieme appetito e curiosità.

Delizioso.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

Evelina e le fate

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Simona Baldelli

Inizia tutto il giorno in cui arrivano gli sfollati.

Vengono dalla città, hanno pacchi e bambini,  e portano sempre le scarpe, non solo per le occasioni: Evelina, cinque anni, non capisce perché.

Né glielo sanno spiegare la Nera, serie e gentile, o la Scepa, scatenata e sciocca: le fate che da sempre proteggono la bambina e la sua famiglia, silenziose ma presenti, nelle aspre campagne marchigiane da cui il padre trae il loro sostentamento.

Come non le sanno spiegare il mistero della bambina nascosta in una botola, una “principessa”; o delle bombe che iniziano a illuminare il cielo in quei mesi in cui si aspettano gli alleati, fra tedeschi  e partigiani, in una vita regolata prima di tutto dai ritmi della natura.

Raccontato con maestria dal punto di vista di Evelina, gentile e vivace, è questo un romanzo sorprendente e commovente: gli ultimi mesi di guerra vengono vissuti attraverso lo sguardo candido di una bambina che non tutto capisce, ma istintivamente compassionevole fa il bene, camminando leggera fra questo mondo e quello, misterioso, della magia quotidiana.

Un bellissimo modo per far conoscere ai ragazzi più grandi la multiforme realtà degli ultimi giorni di guerra, con i suoi orrori e i suoi atti di umanità, attraverso una vicenda piena di empatia, raccontata con un linguaggio insieme delicato e crudo, che fa un uso corposo ed efficace del dialetto.

A little history of archaeology

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Brian Fagan

Io sono un’appassionata collezionista di storie, vicende, fatti curiosi, incidenti; e proprio perché di archeologia so poco, un libricino come questo arriva più che gradito.

Capitoli brevi – forse troppo – illustrano lo sviluppo di una disciplina molto più complessa di quello che si aspettano i profani, a partire dal ritrovamento di Pompei nel 1700 per arrivare ai giorni nostri.

E sfilano città perdute e ritrovate, manufatti, popoli ricchi di mistero – e studiosi che erano veri e propri avventurieri.
Indiana Jones sarebbe stato orgoglioso di loro. ❤

Mi sento però in dovere di aggiungere una nota: proprio perché sono una profana, non so valutare se ci siano stati errori, imprecisioni, trascuratezze.

Di solito non pratico (troppo) l’arte del dubbio, ma la pessima esperienza fatta con A little history of literature mi obbliga a mettere le manine avanti.

Quindo, per quello che posso valutare, una lettura interessante divertente e ricca di curiosità. ^^

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

SHOCK Anthology

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AA.VV.

Quindici storie brevissime, tra le quattro e le quindici tavole.

Una miriade di autori, coloristi, illustratori, fra cui alcuni dei miei preferiti: Charles Vess (con un bellissimo, bellissimo pezzo su Istambul), Michael Zulli, Neil Gaiman, Brian Azzarello.

E completa libertà di temi e ambientazioni.

 

Sono questi gli ingredienti di una raccolta che paga, come tutte le antologie multiautore, la differenza di talento fra i vari artisti, con pezzi meno interessanti che vanno a scontrarsi con alcuni di qualità media e con altri di eccezionale bellezza.

E questi ultimi non mancano, e spaziano in ogni genere: dal fantasy allo storico-biografico, dalla fantascienza alla fiaba più sognante al noir.

Fatevi un favore, e andate a caccia di queste perle: non le indico apposta, per lasciare il piacere della scoperta. 😉

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

Herding cats

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Sarah Andersen

L’ansia, le scadenze, la creatività, l’amore, i gatti, l’inverno: condensata in poche, geniali vignette c’è tutta la vita, sopratutto interiore, di quella che ho scoperto essere un’artista sincera e sensibile.

Saggia, con il sorriso, e un oceano di forza interiore che usa per sopravvivere al mondo e a sé stessa ogni giorno.

Perfetto per farsi due risate, perfetto per trovare di che pensare, perfetto per sentirsi vicino qualcuno.

Perfetto.

Lydie

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Jordi Lafebre & Zidrou

In una città francese esiste una stradina, un vicolo cieco: è un universo a parte, un microcosmo in cui tutti si conoscono e sia aiutano, formando una comunità così stratta da distinguere fra i Mustachios (i Baffuti, dal poster di un neonato con i baffi che caratterizza la strada) e… bè, tutti gli altri.

E in questa stradina arriva un giorno una nuova abitante: Lydie, figlia della dolce Camille, ragazza madre un po’ lenta ma benvoluta da tutti. Lydie che è morta alla nascita, ma è tornata dopo due mesi a consolare sua madre – e che solo lei vede.

Inizia così una gara di cuore per sostenere l’inganno negli anni, e evitare a Camille ogni sofferenza.

Ma… se non fosse solo una fantasia?

Lydie è una graphic novel di delicatezza estrema: attraverso una vicenda di dolore costruisce un vero e proprio mondo di affetto e solidarietà, creato da una bambina che non esiste (o sì?) e dal buon cuore di chi vuole proteggere un’innocente.

Bellissime anche le tavole, dallo stile piacevolmente datato, che riportano nella ricchezza dei dettagli un mondo che non è più.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura  di questa recensione. ❤

Queen Street

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Emmanuelle Chateauneuf

Aimee e Melodie: la prima una giovane madre, immigrata in Canada dalle Filippine, coraggiosa e impulsiva. La seconda sua figlia, sette anni e un’immaginazione scatenata, che le permette di trasformare una realtà di emarginazione e solitudine in un mondo incantato di supereroi. E supereroine, ovviamente.

Una storia piccola, di coraggio e amore, difficoltà e successi di ogni giorno, all’interno di una comunità che protegge e aiuta, costituendo una famiglia allargata ricca di calore.

Piacevole, anche se non eccessivamente originale, sguardo sulla comunità orientale in Canada e sulle difficoltà quotidiane degli immigrati nel freddo, lontano Paese del nord.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.