Archivi categoria: YA friendly

The phantom twin

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Lisa Brown

Isabel e Jane: sorelle diverse nel carattere, ma che condividono molto più della parentela: un braccio e una gamba le uniscono.
Sono infatti gemelle siamesi, vendute dai genitori a un circo viaggiante che si muove nell'America della Depressione.
Il circo è la loro casa, hanno una famiglia fatta di freak, veri o finti: la donna barbuta, la donna serpente, la sirena.
Un mondo a parte, che le protegge, ma che le induce anche a temere gli altri.
Jane però, volitiva e intraprendente, vuole di più: una vita vera, separata dalla sorella.
E la convince, per quanto malvolentieri, a tentare l'operazione.

Un racconto malinconico di diversità e accettazione di se, ben prima che dell'altro.
Dell'aprirsi al mondo, del trovare fiducia nel prossimo senza ingenuità.
Del cercare la propria strada, per quanto tortuosa possa essere da percorrere.
Commovente, intenso, sincero.

Children’s picturebooks – Second edition

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Martin Salisbury & Morag Styles

Non è un libro per bambini, ma un libro sui libri per bambini:un viaggio nella difficile arte di rappresentare per immagini storie e sentimenti spesso complessi, aiutando con testi adatti (semplici, non semplicistici – una distinzione fondamentale) a scoprire oggetti, vicende, relazioni, sentimenti.

A riconoscerli. A dargli un nome, in modo che non restino intrappolati in un cuoricino o una mente non in grado di elaborarli ed esorcizzarli.

Uno sguardo dietro le quinte della produzione di strumenti potenti e spesso svalutati come, appunto “cose da bambini”.

Interessantissimo, anche nelle analisi di autori e opere particolarmente esemplificativi.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.:)

In the shadow of Spindrift House

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Mira Grant

Il problema di essere degli detective dell’occulto adolescenti è che l’adolescenza è un periodo limitato, e che si deve trovare un altro sbocco di carriera.

Ma per Harlowe – orfana, isolata, salvata dall’amicizia – questo significherebbe rinunciare a qualcosa che sa fare bene, e sopratutto a qualcosa che fa insieme alle persone che ama.

Rinunciare alle persone che ama, gli amici proiettati verso un futuro diverso, in cui teme che non ci sarà spazio per lei.

E allora, un ultimo grande progetto: svelare il mistero di una delle case più infestate d’America, incassare la sostanziosa ricompensa, e continuare la loro carriera di indagatori dell’occulto, sempre insieme. Sempre.

Ma ci sono misteri che non voglio no essere svelati, misteri antichi quanto il mare…

Un omaggio sorridente e ben riuscito a H.P. Lovecraft, che trasmette un opprimente senso di inquietudine sopratutto nella prima parte.

Perché Sprindrift House è antica, e malevola, e poco disposta ad accogliere chiunque. A meno che non sia per sempre.

Il giocoliere di Nostra Signora

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R. O. Blechman

Cantalberto sogna di cambiare il mondo con la sua arte: è un giocoliere, e pensa che se ci fossero più sorrisi e buonumore diminuirebbero le armi, e le guerre, e le cattiverie della gente.

Ma per quanto si sforzi, nessuno gli bada.

E Cantalberto decide di entrare in monastero, dove la pace la troverà lui, e almeno potrà pregare per questo mondo, per questa gente che non vuole cambiare.

Ma in monastero non trova il suo posto: imbranato in tutto, irrita i confratelli, e trova sollievo solamente nella Madonna.

Finché, per Natale, ognuno prepara per la Vergine qualcosa di meraviglioso, un dono creato con la propria arte. Ma Cantalberto cosa potrà offrire, a parte il suo cuore gentile?

Una leggenda medievale di grande delicatezza, riproposta con tavole minimaliste e, proprio per questo, ancora più geniali nel rendere il racconto nella sua apparente semplicità.

Non c’è bisogno di essere presenti per apprezzare questo gioiellino: i valori che trasmette, e la leggerezza con cui lo fa, sono un dono per tutti.

Buona Natale a tutti. 🙂

 

 

 

The blue castle

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Lucy Maud Montgomery

Valancy ha venticinque anni, una famiglia influente e intrigante, e la sensazione di non aver mai vissuto.

Ignorata e sminuita per tutta la vita, condannata alla rispettabilità nel paesino canadese dove vive, raggelata da una madre manipolatrice e anaffettiva, vede stendersi davanti a sé lunghi anni di miseria materiale e spirituale, lontani dalla passione per la vita che le scintilla dentro.

E che esplode quando un medico le annuncia che ha un solo anno di vita.

Valancy trova così il coraggio di vivere nel senso più pieno della parola: ignorando l’opinione altrui, facendo quello che davvero vuole – sempre con cuore generoso e gentile, non più congelato dalle convenzioni.

Inizia così un anno ricco di natura, lettura, amicizia, amore – di libertà nel senso più ato, quello dello spirito.


Uno dei romanzi per adulti di Lucy Maud Montgomery, The blue castle è una lettura rigenerante per lo spirito: lo stile sempre fresco e ironico, marchio di fabbrica dell’autrice, attenua la sdolcinatezza forse un po’ eccessiva della storia d’amore – anche se mi ha lasciato l’amaro in bocca il pensiero che L.M. abbia descritto così bene la famiglia di Valancy, insieme così invadente e gelida, e il deserto affettivo in cui è vissuta riflettendo le proprie esperienze giovanili.

A lungo inedito,è inoltre ora disponibile in italiano grazie all’attenta Jo March, una casa editrice da tenere sempre d’occhio.

The collected Toppi vol. 2: North America

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Sergio Toppi

Leggere Sergio Toppi è entrare in un altro mondo: un mondo in cui matita e inchiostro riescono a farti sentire odori e suoni, trasportandoti al di là della pagina.

Ogni vignetta è un capolavoro, ogni tavola un’unione di capolavori; e, per una volta, il testo risulta all’altezza dello splendore grafico.

Questo volume raccoglie le storie di Toppi ambientate in Nord America, un compendio di una grossa tranche del suo lavoro.

La scoperta di un continente, il fascino remoto della frontiera, una popolazione mutevole e composita vengono riassunti e presentati, in tutta la loro gloriosa complessità, da un maestro.

Imperdibile, come tutte le opere di questo maestro della narrazione a fumetti.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

His Majesty’s dragon

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Naomi Novik

Una nave francese sconfitta e catturata al largo delle coste brasiliane, e un carico imprevisto e prezioso che arriva dritto nelle mani del capitano Will Laurence, della Marina Britannica: un uovo di drago, di razza sconosciuta, e sul punto di schiudersi.

Ma perché questo si riveli di piena utilità all’Inghilterra nella guerra contro Napoleone Bonaparte il draghetto deve immediatamente legarsi a un ufficiale, entrando di diritto a far parte dei Corpi Aerei.

Laurence, uomo di mare, soldato d’onore, si trova così a dover abbandonare la carriera che ha scelto da sempre per venir lanciato in una nuova vita: aviatore, certo, ma sopratutto compagno per la vita del curioso e brillante Temeraire, drago di sorprendente intelligenza e curiosità, in cui trovo quello che non si sarebbe mai aspettato: l’amico più fidato e prezioso.

Inizia così un percorso di addestramento che entrambi affrontano per dovere e per affetto, sfatando moltissimi miti e scoprendo che non solo il mondo, ma anche loro stessi sono pieni di sorprese.

La serie di Temeraire ha fatto molto scalpore qualche anno fa: l’idea di integrare le guerre napoleoniche si è rivelata  vincente, sostenuto da una buona costruzione dei personaggi e da una ricostruzione dell’Europa del primo Ottocento credibile e dettagliata.

Ma per me è stata in parte una delusione: dopo aver frequentato i draghi di Daniel Abraham, George R.R. Martin, e sopratutto Robin Hobb, Temeraire e compagni squamati mi sono sembrati adolescenziali. Troppo poco alieni, troppo piacioni, troppo cani e troppo poco gatti nelle relazioni con gli umani che li circondano.

Il romanzo rimane una lettura gradevole che fa passare volentieri il tempo, e sebbene Naomi Novik fosse allora all’esordio costruisce la storia con coerenza, ma lo consiglierei sopratutto a chi non ha letto troppo fantasy: una volta abituati a quelli che sono i “veri” draghi è difficile tornare indietro.

Ovviamente, questo è un parere ancora più personale di tutti i pareri personali che profondo di settimana in settimana. 😉

Love: A discovery in comics

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Margreet de Heer

All’avvicinarsi del settimo anno di matrimonio, Margreet inizia a paventare la classica crisi con il marito – un uomo perfetto per lei, incontrato quando entrambi disperavano di trovare l’anima gemella.

E inizia a riflettere sull’amore, in tutte le sue sfumature.

Parte diario intimo di una vita amorosa, parte esplorazione dei significati dell’amore in ogni sfaccettatura, Love è un viaggio ironico e sincero nel sentimento più citato di tutti, e in quello che ognuno (e il mondo intero) si aspettano che sia – o che debba essere.

Divertente, sincero e, nel suo piccolo, appassionante.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura d i questa recensione. 🙂

The Dreaming vol. 1: Pathways and Emanations

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The Sandman, la serie anni ’90 creata da Neil Gaiman, è una delle mie preferite di sempre.

Sono venticinque anni che la leggo e la rileggo, scoprendo sempre nuove sfumature, nuovi significati, nuovi incantevoli dettagli nelle tavole.

Il problema è che, nella stragrande maggioranza dei casi, ho trovato tutti i derivati scadenti – problema relativo, si dirà: basta evitarli. Eppure ne sento il richiamo, che mi ha portato a infrangere la mia regola aurea (niente derivati, appunto) e a richiedere il primo volume di questa nuova serie, ambientata nello stesso universo con personaggi sia vecchi che nuovi, che si muovono sotto l’egida del nuovo Sogno.

Metto le mani avanti: non sono scappata via urlando dopo le prime tavole, ma nemmeno ho trovato niente che stuzzicasse il mio interesse; un fumetto blando, di vago interesse per i lettori per la presenza di personaggi secondari molto amati (a partire da Lucien passando per Caino e Abele arrivando a Eva), ma che davvero mi ha dato poco.

Potrei dire: “Un’occasione sprecata”, se in un certo senso non me lo fossi aspettato.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

The garden of the gods

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Gerald Durrell

Continua l’infanzia assolata di Gerry nell’incantato mondo che era Corfù prima della guerra: e se dopo i precedenti capitoli della trilogia si avvertono un po’ la fatica e ripetitività degli aneddoti, le descrizioni dell’isola e della sua spettacolare natura ipnotizzano, e le surreali abitudini della Famiglia non mancano di strappare un sorriso.

Lettura ideale per staccare un po’, ma con un avvertimento: intervallate altri romanzi e saggi e fumetti fra i tre volumi.

Faranno da cuscinetto, permettendovi di evitare la noia e di godervi al meglio quelli che sono, comunque, piccoli gioielli. ❤