La bambina col falcone

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Bianca Pitzorno

Due sorelle, due caratteri completamente di versi si socntrano e si sostengono in un’epoca turbolenta.

La bionda Costanza sogna di partire per le Crociate: il Santo Sepolcro va liberato e Gerusalemme restituita alla Cristianità, costi quel che costi.

Poco tollera la politica che rimanda di continuo la partenza del pur amato imperatore Federico II, Stupor Mundi, di cui suo padre è onorato falconiere.

La rossa Melisenda vuole allevare falconi, e imparare tutti i segreti di quest’arte: non sogna altro, nell’infanzia turbolenta che vive. prima di diventare grande, e dimostrare di avere cuore e senno per tutti, in famiglia.

I destini delle due ragazze, delle loro sorelle e di infiniti personaggi di ogni ceto ed età, cristiani e non, miserabili e nobili, vili e cavalieri si intrecciano sullo sfondo complesso di un’Italia multiculturale, in cui le alleanze cambiano di continuo, e il confine tra buoni e cattivi (e le ragioni che adducono) è be poco evidente.

Ed è questo, negli anni, a portare a maturazione le protagoniste, che da giovani donne vedranno che il loro destino – e la strada che hanno percorso – non è quello che potevano immaginarsi.

Non il mio preferito fra i romanzi di Bianca Pitzorno; pecca, a mio parere, di un’eccessiva ansia di informare, che se è giustificabile per la complessità di temi e ambientazioni appesantisce comunque la narrazione.

Rimane comunque uno stile brillante, personaggi ben caratterizzati e la rappresentazione di un mondo che sembra sempre più vicino a quello di oggi.

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Georgia O’Keeffe

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Isabel Sanchez Vegara

Sono un grillo fortunato*, perché mi sono cascate fra le mani ben due nuove uscite di una delle mie serie preferite (potrei far finta di avere delle remore in merito, ma tanto non mi crederebbe nessuno).

E se una mi ha fatto scoprire l’inarrestabile Harriet Tubman, questa mi trascina nel mondo meraviglioso di una delle mie artiste preferite, già esplorato (ma mai abbastanza) nell’altrettanto delizioso Kid artists.

Non dico niente, se non leggetelo.

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E, sopratutto, guardate: era quello che faceva Georgia, scoprendo e riscoprendo di continuo il mondo, e mostrandolo agli altri attraverso i suoi occhi incantati.

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*Sì, amo Mulan. E chi non ha colto la citazione venga compito da disonore su di lui/lei, sui suoi antenati, e sulla sua mucca!

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Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Harriet Tubman

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Isabel Sanchez Vegara

Vite gigantesche contenute in poche pagine: è questo il nocciolo di questa adorabile collana, che a ogni uscita mi incanta di più.

In questo volume ho scoperto una donna coraggiosa, vera combattente per la libertà: nata in schiavitù negli Stati del sud prima della Guerra Civile, Minty fugge, cambia nome, trova la libertà.

E torna indietro per aiutare altri schiavi – centinaia di altri schiavi – a raggiungere la salvezza.

Una vita di lotta raccontata con semplicità ma senza semplicismi.

Più che consigliato, come tutti i volumetti di questa collana.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Macaroni the Great and the sea beast

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Whitney Childers

Macaroni è un gatto di mare: senza di lui il suo umano non riuscirebbe a guadagnarsi da vivere con la pesca, e forse nemmeno a ritornare sano e salvo quando esce in barca!

Per fortuna c’è lui, il Grande Macaroni, a badare a tutto, e a difenderlo dai molti inquietanti mostri che spuntano dalle onde: pesci e aragoste davvero aggressivi, che solo un gatto coraggioso come lui può affrontare.

E così passano le giornate di un gatto e del suo umano.

Un libricino grazioso, con illustrazioni semplici che possono piacere ai più piccoli.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

Una casetta troppo stretta

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Julia Donaldson & Axel Scheffler

“Com’è piccola la mia casetta!”, sospira una vecchina.

E il vecchio saggio le suggerisce di ospitare qualcun altro: si aggiungono così una gallina, una capretta, un maiale e una vacca. Tutti stretti stretti nella casetta!

Che consiglio strano che ha dato il vecchio saggio – ma forse, come scopre la vecchina, tanto strano non è…

Con rime e illustrazioni Julia Donaldson rinfresca una deliziosa piccola fiaba Yiddish, che insegna a godere di quel che si ha perché… lo spazio può sempre diminuire!

Incantevole, e incantevolmente divertente. ^^

Il pinguino che voleva diventare grande

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Jill Tomlinson

Otto è un pinguino. Ed è un pulcino, ancora affidato alle cure del suo saggio papà: un papà che sa tutto, e risponde alle domande più difficili del suo cucciolo.

E così Otto si trova a proteggere e fare da fratello maggiore agli altri pulcini: perché sa più cose, perché è più grande, perché è quello che fa un pinguino imperiale. Far gruppo, e occuparsi l’uno degli altri.

Otto vuole diventare grande: ogni giorno gli si schiude un mondo più vasto e ricco di esperienze, ogni giorno vuole diventare un pinguino adulto: il mare, il pesce, le scivolate su ghiaccio lo aspettano, e con lui i suoi amici.

Libretto graziose e ben scritto, arricchito da bellissime illustrazioni, introduce  con un sorriso alle abitudini dei pinguini imperatore, facendo scoprire un frammento di mondo gelato poco conosciuto ai bambini, e insieme il valore di stare insieme, aiutandosi.

The enchanted chest

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Jean-Francois Chabas & David Sala

Un bel giorno, un povero pescatore estrae dalle profondità del mare un bellissimo baule.

Raffinato ed elegante, è anche robusto. Molto robusto. Così robusto che è impossibile aprirlo.

Non solo per il pescatore, che se lo gode ben poco – ma anche per i servitori del Re, noto per la sua avarizia, che vuole assolutamente sapere che tesori custodisca il baule.

Stregoni, alchimisti, fabbri, forzuti si susseguono, fallendo.

Finché…

Illustrata con eccezionale raffinatezza, questa meravigliosa fiaba è una gemma di ironia e saggezza insieme.

Da tenere custodita con cura – ma in una bella libreria aperta a tutti, non in un baule chiuso a chiave. 😉

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

A little history of archaeology

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Brian Fagan

Io sono un’appassionata collezionista di storie, vicende, fatti curiosi, incidenti; e proprio perché di archeologia so poco, un libricino come questo arriva più che gradito.

Capitoli brevi – forse troppo – illustrano lo sviluppo di una disciplina molto più complessa di quello che si aspettano i profani, a partire dal ritrovamento di Pompei nel 1700 per arrivare ai giorni nostri.

E sfilano città perdute e ritrovate, manufatti, popoli ricchi di mistero – e studiosi che erano veri e propri avventurieri.
Indiana Jones sarebbe stato orgoglioso di loro. ❤

Mi sento però in dovere di aggiungere una nota: proprio perché sono una profana, non so valutare se ci siano stati errori, imprecisioni, trascuratezze.

Di solito non pratico (troppo) l’arte del dubbio, ma la pessima esperienza fatta con A little history of literature mi obbliga a mettere le manine avanti.

Quindo, per quello che posso valutare, una lettura interessante divertente e ricca di curiosità. ^^

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

Counting sheep (Calpurnia Tate, girl vet 2)

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Jacqueline Kelly

Sempre più sfide si presentano a Callie Vee, naturalista in erba e aspirante veterinaria nel Texas del 1900: coadiuvata dall’impassibile Nonno e dall’emotivo, affettuoso, tendente allo svenimento fratellino Travis si trova qui ad allevare farfalle – e ad operare l’ala di una, danneggiata nel primo tentativo di volo.

E, come se non bastasse, ad assistere la pecora preferita della madre in un parto difficile: gemellare, addirittura!

Un altro volumetto, splendidamente illustrato, che approfitta delle avventure di Calpurnia e della sua curiosità nei confronti di tutte le forme di vita per illustrare ai ragazzini animali di ogni tipo, e far scoprire con delicatezza e intelligenza la natura e i suoi cicli, senza sentimentalismi.

Il giorno degli eroi

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Guido Sgardoli

Silvio ha quindici anni quando scoppia la guerra.

Troppo pochi per lasciare i campi che coltiva con la famiglia nella pianura veneta e arruolarsi volontario per la Patria, come vorrebbe, seguendo i fratelli maggiori e ignorando gli avvertimenti del padre e le preghiere della madre.

Solo due anni dopo, nel fango della trincea, capisce che non c’è onore, che non c’è eroismo nel combattere una guerra che non si comprende, contro nemici che sono più vicini – nella fame, nel freddo, nella paura – dei generali che mandano a morire i soldati dell’una e dell’altra parte.

Un romanzo che alterna il presente in trincea di Silvio e il ricordo dei giorni più innocenti che l’hanno inesorabilmente portato al fronte, che con poesia ma senza sconti illustra tutto il dolore della guerra, e di una generazione che andò perduta al fronte.

Da leggere e far leggere.