Sweet bean paste

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Durian Sukegawa

 

Sentaro si sente un fallito.

Ha rinunciato al suo sogno di diventare uno scrittore, e dopo un periodo in carcere lavora di malavoglia in un baracchino di doriyaki, dolci giapponesi farciti di crema di fagioli rossi. Preferirebbe decisamente lavorare in un bar, data la sua passione per gli alcolici, ma ha un debito da pagare – e la dignità di volerlo saldare.

l’incontro con Tokue, anziana sorridente dalle dita contorte e dal meraviglioso talento per la pasticceria, cambia le carte in tavola per lui e per Wakana, adolescente in cerca di conforto che frequenta il baracchino.

Perché attraverso la scoperta del passato di Tokue i più giovani scoprono anche il coraggio di cambiare, e cercare la propria via, senza lasciarsi influenzare da ciò che è stato.

delicato romanzo sulle seconde possibilità, mette in scena tre generazioni apparentemente sconfitte dalla vita, che nel succedersi delle stagioni prendono in mano il loro destino, riconoscendo il valore di ogni vita, ogni esperienza, ogni attimo.

Da questo bel romanzo è stato tratto un film altrettanto suggestivo, Le ricette della signora Toku: non consiglio l’uno o l’altro, ma solo di goderseli entrambi. 🙂

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

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Shadow warrior

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Tanya Lloyd Kyi

Mochizuki Chiyome vive in un mondo duro: il Giappone del XVI secolo è frammentato in staterelli costantemente in guerra, e nessun signore, per quanto fiero e feroce, sembra in grado di porre fine alla situazione.

Chiyome vive anche in un mondo in cui le donne hanno poca scelta: un matrimonio combinato la fa sì entrare nella famiglia di un potente damyo, ma insieme soffoca il sogno per cui si è addestrata con tenacia: diventare un ninja, una guerriera capace di raccogliere informazioni e confondere i nemici, sparire nella nebbia  e comparire nella notte.

O forse no.

La morte del marito la induce a fare al suo signore una proposta che non può rifiutare: Chiyome fonda quindi una scuola, e tesse la più efficiente e ampia rete di spie che il Giappone abbia mai conosciuto: una rete di ninja donne.

Verità o leggenda?

Non conoscevo la storia di Chiyome, e che nasca da una verità storica o sia un’invenzione della fantasia popolare per me ha poca importanza: l’idea che sia esistita (o sia stata creata) un’eroina che con astuzia e coraggio si è ricavata un posto di potere in un mondo interamente maschile, trasmettendo le sue conoscenze e di fatto liberando altre centinaia di giovani donne mi ha incantata.

Magnifica anche la resa grafica, che fonde stampe giapponesi d’epoca con illustrazioni originali in stile, riportando alla luce un mondo passato, ricco di orrore e splendore.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

How to make friends with a ghost

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Rebecca Green

Tutti hanno paura dei fantasmi, ma solo perché ben pochi sanno che possono essere compagni affettuosi e giocherelloni, e amici fedeli – per la vita e oltre.

Per fortuna questo piccolo, ma completo manuale sfata molti miti, e dà ogni indicazione necessaria a costruire e mantenere nel tempo una meravigliosa amicizia: perché i veri amici si prendono cura l’uno dell’altro. Sempre, e per sempre.

Un’idea originale viene sostenuta da testi divertenti e illustrazioni semplici e piacevoli, per un messaggio di amicizia che tocca il cuore. Bellissimo.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Marco Polo

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Marco Tabilio

Nel 1271 Marco ha diciassette anni, e vive al crocevia fra Oriente e Occidente: il porto di Venezia risuona di lingue e profumi esotici, e ogni giorno merci raffinate e strane arrivano da tutto il mondo, riempendogli occhi e cuore di desiderio.

Non desiderio di ricchezze, ma di orizzonti sconosciuti.

E quando il padre Niccolò riparte per la corte di Kublai Khan, signore dello sterminato impero mongolo, per Marco inizia l’avventura di tutta la vita: percorsa la via della seta, diventa uomo di fiducia del Khan, e per decenni ne è gli occhi e le orecchie nel suo impero, ambasciatore e consigliere.

Anni dopo, in prigione a Genova, racconta le sue avventure: nasce così Il Milione.

E così nasce anche questa bellissima biografia di Marco Polo, lussureggiante di sogni e immagini, precisa e insieme evocativa di un mondo lontano, barbaro e splendido.

Un autore da tenere d’occhio, Marco Tabilio: a una solida sceneggiatura unisce infatti un tratto personale e variato, adattabile e suggestivo insieme.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

Do not take your dragon to dinner!

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Julie Gassman & Andy Elkerton

Sappiamo già che NON si deve portare il proprio drago in biblioteca – ma un’idea anche peggiore è portarlo a cena fuori!

Certo, i draghi sono magnifici, ma diciamocelo: fra fiato ardente, code ingombranti, artigli affilati e un notevole entusiasmo per il cibo non sono proprio i commensali ideali…

Un libricino meraviglioso, che con ironia insegna il valore delle buone maniere a tavola – e la necessità di pensare bene a chi invitare a cena fuori. XD

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ❤

Stinker

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David Zeltser & Julia Patton

Stinker (“Puzzone”) è un cagnolotto adorabile: vivace, affettuoso, intelligente… e afflitto da una flatulenza che lo condanna al canile.

Per fortuna un astuto micio è dalla sua parte, e da quella di una persona che si rivela essere il perfetto compagno per un cagnotto un po’ fetiduccio ma con tanto amore da dare.

Testo e immagini, brillanti e intelligenti, addolciscono una storia di abbandono e amicizia trovata, a dimostrare che c’è amore per tutti, oltre le apparenze – anche olfattive.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Red Team vol. 2: Double tap, centre mass

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Garth Ennis & Craig Cermak

L’amato Maritozzo, da decenni esploratore della migliore produzione fumettistica americana, legge e recensisce il secondo volume di Red team. ^^

Take a few, selected, highly-trained, well-intentioned people. Assign the responsibility to protect the sheep and to hunt down the wolves. We are talking about super-heroes, don’t we? Or, since we story involves cops and drug dealers, we are talking about heroes, don’t we?

No. We are talking about men and women. And men and women sometimes fail.

Once there was Red Team: for people put in charge with dealing with the worst-of-the-worst among criminals. They did their job. And they gave themselves a mission, and went over the edge. Because justice requires rules, like it or not.

Now only two of Red Team members remain, a man and a women, now workings as ordinary cops. But let Fate drop into their hands the lead to another big drug operation and another villain who must be stopped to make the world a better place… what then? I won’t spoil you any surprise, but let me say this: the greatness of Ennis is to let his characters make their own minds, and their own mistakes, in the light of past lessons and in the shadows of their own weaknesses. And since we are talking about people and not guys flying around in spandex, our cops have families and relationships and sometimes they develop feelings which can jeopardize what little peace they can find at home.

Another central theme is death in the line of duty. The event is not played out as Shakesperian drama, neither with the callousness of certain procedurals in which bodies are just the fuel to drag on the show. Ennis’s characters fear for their own life just as any ordinary human being would. Their job – a demanding, never-ending one – has gifted them with the ability to immediately and precisely weight the danger level of any situation: and more than a few times, they know that nothing can save them. There are those gifted with the braveness to go on their way despite of this, and those who have traced the line never to be stepped over. What they all have in common is the knowledge that death is not glorious, it just sucks and it is ultimately inevitable.

I have been following Ennis’s work through the years since his run on Hellblazer. I am familial both with his <<as crazy as I can be>> stories and with his <<as grim as I can be>> stories. Through the years he managed to write about a Preacher on a quest to literally meet God and he showed he could re-invent the Punisher after decades of stale continuity.

I noticed an evolution in his writing and how he depicts his characters. It looks to me that Mr Ennis is more and more bored by the exceptional and the uncanny and attracted to what all human beings – as unique as we would like to be – share in common.

Is it grim? Is it funny? One way or the other, Ennis we will find a way to make it into a good story.

Ringrazio l’editore per avermi/gli/ci concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 😉

Grayling’s song

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Karen Cushman

Quando Hanna Strong; fattucchiera e guaritrice, inizia a trasformarsi in un albero dopo che la sua casa è stata bruciata da un incendio magico e il suo grimorio rubato, solo la figlia Grayling può salvarla.

Ma per salvarla deve raccogliere il suo coraggio e lasciare la vita tranquilla e sicura nella valle, incamminandosi per il mondo alla ricerca di streghe e stregoni che ancora non abbiano subito la stessa sorte di Hanna, armata solo di qualche pozione, la sua conoscenza delle erbe e le canzoni che le vengono dal cuore.

Presto si uniscono a lei un topo mutaforma, una strega del tempo, un’incantatrice, un’apprendista lamentosa e un mago che legge il formaggio: scalcinata combriccola che nasconde molto più di quello che dà a vedere.

Un tocco di magia differenzia questo nuovo delizioso romanzo di Karen Cushman dai purissimi romanzi storici precedenti. Ma non cambia l’attenta ricostruzione di una realtà contadina, né la delicata attenzione a una storia di crescita e maturazione.

Un altro piccolo gioiello.

Calvin

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Martine Leavitt

Calvin ha diciassette anni, e ha sempre sentito una connessione con il personaggio di Calvin and Hobbes.

Il giorno in cui è nato Bill Watterson ha pubblicato l’ultima striscia; suo nonno gli ha messo nella culla una tigre di pezza chiamata Hobbes, amata follemente fino a che non è stata uccisa dalla lavatrice; la sua migliore amica/nemica/vicina di casa si chiama Susie.

Ma quando Hobbes la tigre comincia a comparirgli davanti e gli viene diagnosticata una schizofrenia, il bisogno di incontrare Bill Watterson per chiedergli un’ultima striscia in cui si veda Calvin cresciuto – e sano – diventa impellente.

Inizia così un pellegrinaggio attraverso la distesa ghiacciata del lago Eyre, accompagnato solo da Hobbes e da Susie – che possono essere o non essere reali -, mentre i confini tra realtà e allucinazione sfumano sempre di più, fra la neve.

Delicato e ironico proprio come il fumetto a cui si ispira, Calvin è un romanzo intelligente che tratta senza pietismi un tema importante come la malattia mentale.

Vincent il matto

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Luiz Antonio Aguiar

Camille Roulin è solo un ragazzino quando nella sonnolenta cittadina provenzale di Arles arriva da Parigi un pittore dai capelli rossi e i modi strani, alla ricerca dei colori del Sud: il suo nome è Vincent van Gogh, e mentre i suoi modi stravaganti gli guadagnano subito l’antipatia e la derisione degli arretrati abitanti del paese, la sua sincerità, la sua dedizione a un nuovo modo di dipingere e la sua ingenuità conquistano immediatamente il padre di Camille, che ne diventa amico e lo coinvolge sempre di più nella vita della propria famiglia.

Inizia così l’ultimo anno di van Gogh, e la scoperta della grande arte moderna da parte di una famiglia umile ma piena di cuore, che impara a vedere il mondo attraverso gli occhi pieni di colori del timido uomo con i capelli rossi.

Bellissima, sentita biografia dell’artista visto da un ragazzino, è un modo meraviglioso e semplice di introdurre i bambini ai drammi dell’animo e alla spettacolare produzione di un uomo che ha aiutato a gettare le basi della pittura contemporanea.