The most magnificent thing

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Ashley Spires

Una bambina e il suo assistente canino si mettono al lavoro per costruire “la cosa più magnifica” mai vista.

Ma non tutto va secondo i piani…

Un libricino divertente e intelligente, dedicato significativamente “a tutti i piccoli perfezionisti”: una storia di amicizia, adattabilità, e del valore della tenacia, illustrata per giunta con immagini adorabili.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di  questa recensione. ^^

100 bullets: Brother Lono

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Brian Azzarello&Eduardo Risso

100 Bullets è una magnifica, complessa, violentissima serie noir chiusa ormai qualche anno fa – che mi son ben guardata dal recensire o consigliare in questi lidi perché, decisamente, non per ragazzi, nonostante la qualità di trama, dialoghi e personaggi.

E ammetto di aver pensato diversi giorni all’opportunità o meno di recensire in questi lidi la graphic novel incentrata su Lono, uno dei personaggi di maggior spicco della serie, proprio a causa della violenza rappresentata.

Ma.

Ma è un volume bellissimo, e perfettamente (forse anche di più per un certo verso, se non si sa esattamente chi era Lono e cosa ha fatto in passato) godibile anche senza aver letto la serie regolare; e al di sotto della violenza e dell’atmosfera noir tratta di temi importanti: il cambiamento, il perdono, l’auto perdono, il senso di colpa, la necessità o meno di venire a patti con sé stessi.

Una trama compiuta e solida, testi splendidi e le sempre adattissime tavole di Risso (con una menzione d’onore alle spettacolari copertine) rafforzano solo la mia decisione, ossia di consigliarlo caldamente – anche se non ai puri di cuore, o ai deboli di stomaco.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

Fairest: Wide awake

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 Ho già detto quanto adori Fables, la splendida serie  a fumetti creta da Bill Willingham, che trasporta i personaggi delle fiabe nel mondo moderno rendendoli umani e credibili, e dando loro una verve tutta nuova pur mantenendosi fedele alle storie originali; e quando ho adocchiato lo spin-off Fairest, concepito come una serie di episodi incentrati sulle più belle del reame (ossia i personaggi femminili della serie) ero deliziata.

Un po’ meno quando ho scoperto che Willingham avrebbe sceneggiato solamente il primo volume della serie, dedicato a Briar Rose a alla Regina delle Nevi; ma dato che comunque, insomma, la curiosità era tanta e questo volume serviva a chiudere un filo narrativo nella serie principale l’ho preso in mano.

E’ stato una delizia: brillante, interessante, avventuroso, coinvolgente, e con alcune delle tavole  più belle viste nell’intera serie: ricche di dettagli, raffinate nei colori, elegantissime nella composizione; e una rivisitazione delle vicende che hanno portato alla maledizione della Bella Addormentata davvero fantastica. ^^

Adesso tremo e spero: Rapunzel sarà all’altezza?

Perché il problema (e lo sapevo!) è questo, per me: una volta assaggiato, devo portare a termine il fiero pasto. Speriamo che non mi vada di traverso. >.<

Even monsters…

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AJ Smith

Anche i mostri…
…devono lavarsi i denti.
…vanno a scuola.
…giocano in cortile.
…hanno bisogno di un bacio per affrontare le loro paure.
Incantevole piccolo volume che presenta con intelligenza le sfide che ogni bambino piccolo affronta, chiunque sia – e che sia umano o… no. :) Un piccolo inno alle differenze, e alle cose che uniscono al di là di esse.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

Love letters to the dead

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Ava Dellaira

Sono stata attratta da due cose, ne richiedere questo romanzo: la forma epistolare (credo si sia capito che mi piace moltissimo) e la favolosa copertina (lo so, dovrei essere più saggia, ma ogni tanto ci sta). L’originalità di un diario in forma di lettere dirette a morti famosi, con cui interloquire e dalla cui vita prendere esempio nel dipanare un lutto profondo come quello per una sorella magnifica e una famiglia ormai disgregata dalla disgrazia che le è accaduta, un gruppo di confidenti famosi a cui descrivere il passaggio alle superiori. le nuove amicizie, la prima cotta mi piaceva molto; ma alla fine non ha funzionato più di tanto per me. La scrittura è piacevole (non straordinaria, ma corretta e scorrevole), Laurel e i familiari personaggi credibili, ma nel complesso mi annoiavo. Sarà il periodo sbagliato, sarà che non ne posso più di adolescenti alle prese con lutti e famiglie sfasciate e sorelle meravigliose e coraggiose che non ci sono più. Ma davvero, sono satura. E mi spiace. Conto di provare a prenderlo in mano in un momento più favorevole, ma la sensazione di noia diffusa, purtroppo, non mi perette di consigliarlo di cuore come avrei voluto; un peccato, perché il margine di crescita ed esplorazione del personaggio c’è tutto, come una piacevolezza stilistica indubbia, e la possibilità di far esplorare ai ragazzi personaggi che hanno lasciato un segno nella storia, che sia musicale, artistica o altro.

Love letters to the dead è uscito ieri in America; ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. :)

The grudge keeper

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Mara Rockliff &Eliza Wheeler

Nel villaggio di Bonnyripple nessuno nutre rancori: non appena qualcosa di male accade ci si precipita a casa del vecchio Cornelius, il Custode dei rancori, e si compila un documenti. Galline spaventate, scarpe rovinate, torte rubate, piedi pestati si accumulano nel cottage di Cornelius, finché una tempesta di vento…

Volumetto assolutamente incantevole sia nel testo che nelle illustrazioni, ricche di ironia e precisissimi dettagli. Un tesoro.

The grudge keeper uscirà dopodomani in America; ringrazio l’editore per averi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.