Queen Street

Standard

36586202

Emmanuelle Chateauneuf

Aimee e Melodie: la prima una giovane madre, immigrata in Canada dalle Filippine, coraggiosa e impulsiva. La seconda sua figlia, sette anni e un’immaginazione scatenata, che le permette di trasformare una realtà di emarginazione e solitudine in un mondo incantato di supereroi. E supereroine, ovviamente.

Una storia piccola, di coraggio e amore, difficoltà e successi di ogni giorno, all’interno di una comunità che protegge e aiuta, costituendo una famiglia allargata ricca di calore.

Piacevole, anche se non eccessivamente originale, sguardo sulla comunità orientale in Canada e sulle difficoltà quotidiane degli immigrati nel freddo, lontano Paese del nord.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

Annunci

The great race

Standard

35099852

Christopher Corr

Un tempo lontano, i giorni e i mesi e gli anni scorrevano in Cina senza essere contati.

Finché l’Imperatore decise di segnare il tempo, e indisse una grande corsa per decidere quali dei nobili animali che popolavano il suo Paese avrebbero avuto un anno intitolato.

Il gatto voleva partecipare, ma…

Gli anni ebbero un nome, e tra il gatto e il topo iniziò un’inimicizia che dura fino a oggi.

Una leggenda antica resa con illustrazioni coloratissime e brio nella narrazione, ideale per celebrare il nuovo anno cinese e introdurre i bambini a una tradizione così differente dalla nostra..

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

In real life

Standard

20575446

Cory Doctorow & Jen Wang

Qual è la “vita vera” di Anda? quella in cui è una solitaria ragazzina sovrappeso, brillante nella programmazione ma altrimenti del tutto normale, o quella in cui è una delle migliori giocatrici di Coarsgold Online, il popolarissimo multiplayer in cui tutti la conoscono e la ammirano?

E qual è quella di Raymond poverissimo ragazzino cinese, che lavora su Coarsegold predandone le risorse su commissione di un’azienda, mantenendosi così in una situazione di sopravvivenza – ma, appunto, riuscendo a vivere?

E cosa succede quando le due realtà collidono, e Anda si rende conto, grazie a Raymond, che quello che succede online può influenzare la realtà e viceversa, e che i soli pericoli non sono le creature fantastiche che popolano i vari livelli del gioco?

Gradevole riflessione sulla realtà virtuale e i rapporti che si creano fra i giocatori, Real life è anche una riflessione sull’economia dietro la rete, e sulla vita in Paesi privi delle tutele ottenute in Occidente in decenni di lotte.

Gradevole graficamente, la graphic novel soffre forse di un’eccessiva semplificazione delle problematiche, ma può comunque essere un buon punto di partenza per approfondimenti e discussioni sul corretto utilizzo della Rete e su realtà distanti dalla nostra.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

The wren hunt

Standard

35216519

Mary Watson

The Wren hunt si è rivelato uno strano miscuglio; da una parte elementi tipici di uno YA (un amore improvviso e contrastato, un accenno di triangolo), dall’altra un’ambientazione particolare: forme ancestrali di magia si mantengono nell’Irlanda dei nostri giorni, nutrite e nascoste ai più da clan rivali, gli Auguri e i Giudici, in lotta da secoli.

Complesso, affascinante, coerente il sistema di mitologia che fornisce carne e sangue alla vicenda, mentre proprio la protagonista, Wren , e il suo interesse amoroso risultano desolatamente stereotipati.

Senza infamia, ma senza particolare lode anche lo stile, che tenta un qualche lirismo ma senza troppo successo.

Una lettura che fa passare il tempo, ma poco di più.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria a scrivere questa recensione.

The Toymakers

Standard

 

34846969

Robert Dinsdale

Premessa: per decidere se The Toy Makers mi fosse piaciuto (e decidere che sì, mi era piaciuto, e parecchio pure) ho dovuto riflettere un paio di giorni.
Cosa inusuale, per una che di solito stabilisce se un romanzo è nelle sue corde alle prime trenta pagine ( e difficilmente sbaglia – è rarissimo che qualcosa che non mi è piaciuto alla prima si risollevi).
In buona parte credo che sia dovuto allo scarto tra le aspettative iniziali e il prodotto effettivo.
Insomma: mi capita fra le mani un romanzo ambientato fra il 1907 e il 1953, in un negozio di giocattoli a Londra.
Giocattoli meravigliosi, con più di un tocco di magia, e un negozio altrettanto magico: apre con la prima brina e chiude allo spuntare dei bucaneve.
Ogni anno, da vent’anni, generazioni di bambini affollano i suoi labirintici interni, scoprendo castelli di nubi, animali di pezza che volano davvero, scatole più grandi all’interno che all’esterno, soldatini che combattono battaglie complesse e sempre nuove.
E in questo negozio arriva Cathy, quindici anni e incinta, in fuga da una famiglia che vorrebbe farla rinunciare al bambino che porta in grembo; per decoro, decenza, vergogna.
Cosa ci può essere di più coccoloso di un romanzo ambientato in un negozio magico di giocattoli magici?
Ben poco, pensa una, ricordando con piacere The night circus.
E legge, incauta e impreparata.
Perché arrivano violenze sugli ebrei, e i campi di lavoro in Russia, e i traumi della prima guerra mondiale; i difficili rapporti fra fratelli; invidia e gelosia che infiltrano come veleno le generazioni; dolore e lontananza e tradimento; la degradante perdita della magia; e una sorprendente riflessione sul libero arbitrio.
Il tutto sullo sfondo di un mondo a parte, toccato solo dai maggiori eventi di due decenni, fino alla sua disgregazione, quando la realtà diventa troppo per la magia.
Ecco, questo è quello che mi sono trovata, stranita, per le mani: un’opera complessa e intelligente, che ribalta le aspettative del lettore, scavando a fondo e offrendo una molteplicità di piani di lettura.
Notevole, davvero.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Cantoparlante

Standard

36563184

Bruno Tognolini

E in giorno ci si sveglia per andare a scuola… ed è di nuovo lunedì.

Ma non era lunedì ieri? si chiedono Anna e Zeno, amici per la pelle. E com’è che, a parte l’indecifrabile nonna Nenia, nessuno degli adulti sembra essersi accorto che è sparito un giorno della settimana?

E le altalene del parco… perché volteggiano senza spinta? E soprattutto: dove vanno quando scompaiono a metà arco?

Ai due bambini non resta che saltare su e, armati solo del loro amore per le parole, di tre improbabili amici, e degli incomprensibili ma musicali consigli di nonna Nenia esplorare il mondo di Cantoparlante alla ricerca delle parole rapite – fra cui, ovviamente, il preziosissimo Martedì.

Un’avventura per bambini che è una dichiarazione d’amore per le parole e gli infiniti modi di plasmarle, giocandoci, e (ri)scoprendone di continuo.

Perché cosa ci può essere di più bello del salvare una parola persa all’uso comune, dimenticata nel tempo?

Come tutti i libri di Tognolini, consigliato a grandi e piccini. ❤

Starlings

Standard

                                                                                                                                                                          n35909363

Jo Walton

Venti racconti (o frammenti, o giochi, o esercizi, come li chiama l’autrice) brevi o brevissimi, un testo teatrale e una manciata di brevi poesie.

Gli ingredienti per un piccolo capolavoro, bocconcini di meraviglia da gustare uno per uno, con calma, all’occasione: e in poche pagine di scrittura limpida e magnifica si dischiudono mondi alternativi perfettamente resi, che siano fantasy o fantascienza; declinazioni inaspettate ai luoghi comuni più triti del fantastico; delicate riflessioni sulla malattia, il dolore, la vecchiaia; e due raccontini natalizi di meravigliosa ironia e incredibile tenerezza insieme.

Non avevo mai letto prima Jo Walton, nonostante la sua fama davvero la preceda; ma se questi frammenti, che considera quasi la palestra della sua scrittura, sono una sorta di piccola collezione di scarti, per quanto amati, non tarderò molto ad affrontarla in volumi più corposi, anche solo per ritrovare la magia delle sue parole.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Nuvole di ketchup

Standard

25594330

Annabel Pitcher

Si firma Zoe, ma non è il suo nome.

Ha quindici anni, scrive di notte nella pace di un casotto degli attrezzi che la sua famiglia ha in giardino.

E scrive a un condannato a morte, perché da un anno muore dentro anche lei: la colpa la distrugge, il silenzio la annichilisce. Ha bisogno di parlare, ha bisogno di liberarsi. Ha bisogno di assolversi.

Anche se in realtà, man mano che si procede nella lettura del romanzo, si scopre che c’è ben poco di cui sentirsi in colpa: un tradimento, sì. Un errore, nel rendersi conto che il ragazzo con cui si sta non è quello che si ama. La confusione di un’adolescente che scopre il sesso e il proprio corpo, abbandonata nella mareggiata del desiderio.

Ma, alla fine, all’occhio del lettore si risolve tutto in un triangolo adolescenziale; e per quanto sia gradevole la scrittura dell’autrice, e credibili le dinamiche familiari di Zoe (una madre oppressiva, una sorellina disabile, un’altra sorella che ha bisogno di attenzioni ma non sa come ottenerle) non si può fare a meno di provare irritazione per la sua stupidità, e noia per l’intera vicenda.

Forse, semplicemente, non ho più l’età per i contemporary per ragazzi.

 

The girl in the tower

Standard

35004343

Katherine Arden

Un cavallo veloce corre per le innevate campagne di Russia: lo monta un giovane dagli occhi verdi, senza paura, con un demone di gelo che veglia su di lui. O meglio, su di lei.

Un altro cavallo torna a Mosca: lo monta un giovane monaco, che porta notizie grandi e terribili al suo principe,  e vola sulla neve sperando di prevenire la guerra e mettere fine al fuoco.

Una banda di banditi brucia villaggi e rapisce bambine. E chiama vendetta.

Un ragazzo che ragazzo non è, un monaco, un principe: e, dall’altro lato della barricata, forze che vogliono la distruzione della Russia, e domare ogni forza contraria: sopratutto se è il coraggio e il desiderio di libertà di una giovane donna insofferente alle costrizioni del ruolo stabilito per lei dalla società.

Dopo The Bear and the Nightingale Katherine Arden ritorna nella Russia medievale, in bilico fra antiche tradizioni e nuova religione, e lo fa in grande, proponendo ancora una volta una vicenda che, sfruttando tutti gli elementi della fiaba e del mito, è in realtà una commovente, appassionante riflessione sul coraggio di ribellarsi e di sacrificarsi insieme, sull’amore nelle sue sfumature, sulla necessità di preservare il passato guardando al futuro.

E prepara un finale che si preannuncia di grande impatto, per una delle trilogie più belle mai lette.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Per questo mi chiamo Giovanni

Standard

25591652

Luigi Garlando

Se non fosse stato per Chagall non avei mai preso in mano questo piccolo romanzo.

E sarebbe stato un vero peccato, perché la vita di Giovanni Falcone merita di essere ricordata e celebrata, nel coraggio eccezionale di un uomo normale: un uomo che voleva servire lo Stato, liberando i suoi concittadini dall’oppressione di una piovra che, quando ha iniziato a combatterci contro, non veniva nemmeno riconosciuta.

E Luigi Garlando lo fa benissimo: senza prediche, ma con esempi vivi dalla vita quotidiana, e con un brio che travolge  di pagina in pagina.

Un solo neo, per me: manca un indice con brevi biografie di coloro che vengono citati nel testo. Giovanni, certo, ma anche i suoi alleati e i suoi nemici, e le vittime lasciate sul campo dal Mostro.

Anche loro meritano di essere conosciuti e ricordati dai nostri ragazzi, perché sono stati sì parte viva della storia di Giovanni Falcone, ma anche della loro.

Un romanzo da leggere, leggere a voce alta, regalare: perché il coraggio, quello vero, vive in eterno.