Cronache birmane

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Guy Delisle

Sempre al seguito della moglie Nadège, amministrativa di Medici Senza Frontiere, Guy Delisle si trasferisce per un anno in Myanmar, un tempo chiamata Birmania: è il 2007, Aung San Suu Kyi è ancora prigioniera in casa sua e il  Paese, oppresso da una povertà diffusa e feroce, è sotto una dittatura militare.

Ed è con la scollamento dalla realtà conosciuta che Delisle, adesso con un neonato al seguito, si scontra nella realtà quotidiana: i divieti surreali, la censura opprimente e spesso demenziale, la difficoltà a reperire beni comunissimi in occidente (pannolini e inchiostro di china) danno vita a un quaderno di tavole brevi, quasi appunti, che con acutezza e ironia dipinge la quotidianità di un Paese lontanissimo.

Forse meno incisivo delle successive Cronache di Gerusalemme, ma in ogni caso più che meritevole di lettura.

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Monet

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Salva Rubio

Ninfee e papaveri: anche chi non sa niente di arte (o chi non ama gli Impressionisti, come il Maritozzo) ha davanti agli occhi Il campo di papaveri o lo stagno ricoperto di ninfee, dall’acqua sempre cangiante, che ha occupato gli ultimi anni della lunga, travagliata, produttiva esistenza di Monet.

E proprio partendo dalla sua vecchiaia l’autore ripercorre questa esistenza: la passione folle per la pittura, la vita familiare complicata, la povertà, la brama di riformare un modo di dipingere ormai stantio, di creare una nuova via: la via della luce.

E gli amici, i nemici, i colleghi, che si avvicendano sullo sfondo di una Parigi, di una Francia ricca di talenti quanto la Firenze del ‘400, la Roma del ‘500, l’Atene di Pericle, attizzando il fuoco di una fucina di idee che cambierà il mondo dell’arte.

Sostenuto da tavole bellissime, che riprendono con sottigliezza e intelligenza dipinti di Monet e di altri, questa graphic novel porta alla scoperta dell’uomo oltre il pittore: un uomo che non si è sempre comportato al meglio (sopratutto con quella santa donna della prima moglie), ma che ha creduto profondamente nella sua arte, e non si è lasciato distogliere dal suo sogno.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

This savage song

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Victoria Schwab

Kate vive in un mondo infestato da mostri.

Ombre che prendono forma e vita dai peccati degli uomini.

Affamate di carne e sangue. E, in un caso, di peccati.

Augustus è un mostro che non vuole esserlo, intrappolato fra il disgusto per il suo bisogno di nutrirsi dell’anima di chi ha peccato e la paura di perdere il controllo se non lo fa.

Ma quando il mondo inizia a mostrare  crepe, crepe vere, e la pace con i mostri scricchiola, saranno due ragazzi – il mostro che vuole essere umano e la ragazza che non teme i mostri – a dar vita a un’improbabile, fragile alleanza. Forse la sola speranza di sopravvivenza per la città in cui vivono.

Brillantissima scrittura e credile costruzione del mondo sono solo due dei meriti di un romanzo che, dopo un primo venti per cento in cui mi lasciava freddina, mi sono trovata a sfogliare alla velocità della luce.

Complessi i protagonisti, credibile il loro (non facile (rapporto); e l’idea di un mostro che può nutrirsi solo di anime che abbiano peccato di omicidio, e che ha la musica come arma e insieme toccante e inquietante.

Aspetto con impazienza il secondo e ultimo volume della serie. ^^

Dodici

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Zerocalcare

Un uomo si risveglia in ospedale.

Non c’è nessuno in giro, non ricorda cosa è successo, non sa quanto è rimasto privo di sensi.

E quando esce per strada, scopre che il mondo che conosceva non è più: zombi vagano per le vie della sua amata città, terrorizzando coloro che non sono stati contagiati.

Solo un gruppo di coraggiosi si arma per combatterli – e sopravvivere.

..

.

No, non è la trama di The walking dead. XD

O, meglio, non è solo la trama di The walking dead, ma anche quella di Dodici di Zerocalcare, che da fan sfegatato della serie la riprende, rendendole omaggio nel trasportare la fine del mondo a Rebibbia, e mettendo in scena uno scalcagnato gruppo di combattenti composto da lui stesso (accompagnato dal fedele Armadillo) e dai suoi amici di sempre, Secco e Cinghiale – senza che l’Apocalisse scalfisca la corazza di nevrosi, piccole follie e abitudini che tutti loro si portano dietro  nel quotidiano, e che costituiscono la vera trama dei fumetti dell’autore.

Purtroppo, nonostante le tavole sempre curatissime e i sorrisi che riesce a strappare, Dodici risulta la sua opera più debole: non c’è elaborazione dei personaggi né della vicenda, e non basta lo straniante espediente di trasportare tutto a Rebibbia per salvare la narrazione.

Comunque piacevole da leggere, non è certo la graphic novel che consiglierei per iniziare a conoscere Zerocalcare; non rende la profondità di riflessione, analisi e sentimento di cui si è dimostrato capace in altre occasioni.

Killer fashion

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Jennifer Wright

Brevi quadri che, in maniera vivace e con l’aiuto di illustrazioni ironiche e originali, illustrano alcuni dei terrificanti pericoli (e più che pericoli, spesso: veri e propri danni) della moda attraverso i secoli.

Letale a volte per chi la produceva, a volte per chi la indossava, a volte per chi, innocente, passava accanto a damigelle e signori alla moda.

Purtroppo per chi come me ha letto il dettagliatissimo (e inquietantissimo!) Fashion victims di Alison Matthews Davies questo volumetto, superficiale e poco approfondito, ha ben poco interesse, se non per le originali illustrazioni.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Skunked!

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Jacqueline Kelly

Le giornate sono sempre piene per Callie Vee: sopravvivere a sei fratelli e alla scuola, schivare le lezioni di economia domestica di Mamma, procedere regolarmente alle sue Osservazioni Naturalistiche con Nonno e osservare con attenzione il veterinario, dottor Spitzer, non le lasciano molto tempo.

Ma Travis, lo svagato dal cuore tenero, non ha altri a cui rivolgersi, sopratutto quando incontra degli animali in difficoltà.

Anche se questi animali sono cuccioli di temutissime puzzole…

Inizia così un’altra rutilante e tenerissima avventura di Travis e Calpurnia, alle prese con animali selvatici dalle abitudini ignote o anche troppo conosciute (e odorose…), arricchita in questo volumetto da illustrazioni che, a uno stile delicatamente datato, uniscono un’ironia che le rende perfette per i nostri eroi.

Non vedo l’ora di leggere il prossimo. ^^

Nota: io ho letto la versione in inglese, ma la NordSud Edizioni ha pubblicato questo delizioso volumetto con il titolo Puzzole che puzzano!, e a breve porterà in libreria il secondo, Pecore che contano!

Dogs of war

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Adrian Tchaikovsky

Rex è un Bravo Cane. Rex ama gli umani. Vuole solo far felice il Padrone. E uccidere i nemici, certo. Perché è quello che fa un Bravo Cane.

Ma cosa succede quando una creatura geneticamente modificata per essere una macchina da guerra, e utilizzata per crimini di guerra, acquista una coscienza?

Un viaggio nel libero arbitrio e nelle infinite forme che l’intelligenza – e la vita stessa – possono prendere.

Sorprendente e sorprendentemente profondo.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione, e spero davvero che Rex, Honey, Bee e tutti i loro fratelli arrivino presto in Italia.

In pace, naturalmente. 😉

The wild storm vol. 1

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Warren Ellis

Questo il parere del Maritozzo sull’ultima fatica di Warren Ellis. ^^

Sono un lettore appassionato di Warren Ellis, su cui però negli anni mi sono formato questa opinione: aldilà dell’indubbia professionalità, è uno scrittore che ha moltissimo da dire su alcune tematiche (in primis il futurismo nelle sue più varie declinazioni), ma che risulta poco flessibile quando non gioca sul suo terreno.

In questo caso, è l’operazione in sé a essere inevitabilmente rischiosa: affrontare in maniera aggiornata e credibile un universo narrativo che porta addosso l’odore incancellabile degli anni ’90. E questo, per i lettori di comics della mia generazione, è tutto meno che positivo: gli anni ’90 sono stati sì l’epoca della liberazione degli autori verso le clausole vessatorie delle case editrici maggiori, ma anche quelle in cui si è barattata la credibilità delle storie e lo sviluppo dei personaggi con tanta violenza ipercinetica, fucili mitragliatori più grossi di Terminator, capigliature improbabili e, non scordiamocelo, tasche-tasche-tasche-tantissime-inutili-tasche! (Ogni riferimento a Liefeld è naturalmente casuale…).

Ma torniamo a noi. Warren Ellis sa scrivere? Cacchio, sì, molto bene. Ha le idee chiare su cosa vuole raccontare? Check anche su questa casella, e anzi le appendici mettono bene in chiaro che la sceneggiatura è stata preceduta da un buon lavoro di riflessione sugli elementi-chiavi dell’universo narrativo da ri-raccontare. E allora cos’è che francamente non mi ha convinto? Mah, forse il fatto che da un lato si basi su presupposti inesorabilmente fragili, dall’altro che la trama si caratterizzi fin dall’inizio come un preludio a The Authority. E non perché Warren Ellis voglia essere auto-celebrativo, ma proprio perché The Authority era in un certo senso l’unico modo di redimere quel genere di personaggi e situazioni.

L’aspetto grafico è invece di primissima qualità ed è evidente la sintonia sceneggiatore/disegnatore, soprattutto nell’ottica del tecnofoticismo.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Nick the Knight, Dragon Slayer

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Aron Dijkstra

Nick ha deciso: è ora di sconfiggere un drago! E chi meglio del terribile, invitto Breakhorn, che da anni infesta la montagna?

Peccato che la faccenda si faccia sempre più faticosa, e che il drago non sembri molto interessato allo scontro…

Deliziosa storia di cavalieri, draghi, armature e partite a scacchi – perché ci sono molti modo per sconfiggere un nemico (o è un amico?).

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ❤

Cici’s journal

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Joris Chamberlain & Aurelie Neyret

Cici vuole diventare una scrittrice, e sa bene che per realizzare il suo sogno è necessario moltissimo lavoro – scrivere, scrivere, scrivere e studiare le persone, scoprire le loro storie e imparare chi si cela sotto il viso di ogni giorno.

E così le sue giornate sono piene di corse in bicicletta, chiacchiere con le sue amiche, appunti nel suo diario e… un mistero da risolvere: dove va lo strano vecchio che ogni fine settimana esce dal bosco con secchi di vernice vuoti?

Nonostante la sua fervente immaginazione Cici non riesce a capire – quindi, non resta che lanciarsi in un’investigazione con tutti i crismi, che porterà alla scoperta di un luogo veramente magico.

Deliziosa graphic novel intermezzata dalle pagine fitte di foto, macchie, appunti e disegni del diario di Cici, ha testi accessibili ma brillanti, personaggi a cui ci si affeziona senza neanche accorgersene e tavole assolutamente meravigliose.

Un gioiellino!

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^