The many reflections of Miss Jane Deming

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J. Anderson Coats

Jane Deming ha undici anni, un fratellino di due a cui bada dalla nascita, una matrigna dalle molte pretese, e un’unica guida: il pamphlet che illustra le meraviglie di Seattle, Territorio di Washington, verso cui tutta la famiglia si dirige nella speranza di un futuro migliore – che per la giovanissima matrigna rappresenta un marito ricco, che possa sollevarli dalla miseria in cui sono cadute dopo la morte in battaglia del padre di Jane.

Testarda, intelligente, piena di risorse, Jane non è tipo da farsi abbattere, né compatire – e coglie ogni occasione per imparare, anche e sopratutto quando le promesse disattese e le speranze deluse sembrano metter fine alla vita che sognavano, separatamente, lei e la signora D.

Per scoprire che quello che si vuole, forse, non è quello di cui si ha bisogno,e  che la felicità, prende forme strane: un papà inatteso, una capra, una canoa.

Una protagonista credibile e con cui si può empatizzare, una scrittura pulita e brillante, una ricostruzione della vita di frontiera nell’America dell’Ottocento che brilla per precisione e accuratezza: un romanzo da leggere, che sperò verrà tradotto in Italia – sebbene stia ancora aspettando il bellissimo The wicked and the just della stessa autrice. 😦

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Jane Goodall

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Isabel Sanchez Vegara

Una delle (molte) cose che amo in questa serie è la varietà di persone che presenta: scrittrici, politiche, avventuriere, artiste, scienziate.

Scienziate come Jane Goodall, fin da bambina innamorata degli animali, che in quarant’anni di vita nella foresta ha studiato gli scimpanzé per portarli più vicini a noi, e che adesso lotta senza tregua per custodirne l’habitat.

Un altro gioiellino illustrato alla perfezione, con testi precisi e suggestivi.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

Kid scientists

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David Stabler

Anche gli scienziati sono stati bambini.

Bambini speciali? Forse; di sicuro bambini curiosi, che hanno trovato nella natura e nel mondo una fonte continua di domande – e la tenacia di cercare le risposte, mantenendo curiosità e tenacia anche da adulti.

Dopo Kid authors e Kid artists, un’altra favolosa raccolta di piccoli eventi che hanno formato grandi persone.

Stupendo, come i precedenti. ❤

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura  di questa recensione. 🙂

La casa degli orchi

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Sara Agostini

Puzzolente e terribile un’intera famiglia di orchi – papà, mamma e otto e orchetti – si prepara a traslocare.

Grande e magnificamente cadente è la nuova casa, piena di spazio – ma se ogni orchettino la riempie solo di quel che piace a lui, chissà che cosa può succedere?

Una premessa graziosa, e un buon messaggio sulla necessità di venire a patti con i bisogni di tutti, collaborando per la riuscita di quello a cui teniamo; ma il testo è privo di verve e le illustrazioni, sebbene all’inizio gradevoli nel riprendere lo stile elementare di un bambino, alla lunga mancano di incisività.

Edison

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Torben Kuhlmann

Hanno sorvolato l’Atlantico.

Sono state le prime creature viventi a metter zampa sulla Luna (che, purtroppo e contrariamente alle credenze comuni, non è di formaggio).

Ora i topi sono pronti a esplorare le profondità dell’oceano, alla ricerca di un misterioso tesoro affondato decenni fa sulla via dell’America.

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Inizia così l’avventura di un anziano ma brillante topo inventore e del suo avventuroso assistente, alla ricerca prima del perfetto mezzo per inoltrarsi sott’acqua senza timore (se non delle creature meravigliose e terribili che popolano gli abissi!)  e poi del tesoro stesso: un tesoro che ha fatto la Storia.

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Un altro capolavoro regalatoci dai pennelli e dalla fantasia dell’eccezionale Tobern Kuhlmann, l’uomo dei cui libri non mi stancherei mai. ❤

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Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

Macerie prime. Sei mesi dopo

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Zerocalcare

Sei mesi.

Sei mesi in cui il gruppo si è fratturato: relazioni di anni sono andate in fumo, rancori sono emersi, preoccupazioni e ansie hanno preso il sopravvento.

Ma senza una rete di sicurezza, l’unica possibile: quella degli amici di sempre, impegnati in una lotta tra la stasi e la crescita, il cambiamento e l’immobilità.

Cosa emergerà dalle macerie di persone e relazioni? Nuovi equilibri, o niente – solo una Pompei, a memoria di quello che è stato?

Zerocalcare non fa sconti in questa seconda parte: non ci sono soluzioni facili né finali edulcorati, come non sono facili le vicende della vita, i rapporti tra persone, i dolori che ognuno si porta dentro, talvolta irrisolvibili, per quanto sia doloroso ammetterlo.

Ma c’è una certezza: che i mostri si possono colpire, e che è meglio, sempre meglio, combattere insieme.

Bello, profondo, sincero: i due volumi che compongono Macerie prime sono una lettura importante, da meditare con calma.

Lo sbarco di Tips

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Michael Morpurgo

Lily ha dieci anni quando la guerra travolge l’Europa, portando al fronte suo padre e lasciando lei, la mamma e il nonno a badare alla fattoria sulle coste del Devon.

Ne ha qualcuno di più quando arrivano gli Americani: truppe su truppe, che sorridono e distribuiscono cioccolata, e portano novità e scompiglio.

Scompiglio, sopratutto, quando chiedono che la popolazione sgombri case, villaggi e fattorie per qualche settimana: si avvicina il momento di attaccare i nazisti in Europa, con uno sbarco quale non si è mai visto prima.

E, proprio perché non si è mai fatto prima, si devono fare delle prove.

Ma quando Lily arriva alla fattoria dello zio scopre che manca Tips: gattona bianca e nera, testarda e affettuosa, che ha preso la sua strada.

La ricerca di Tips diventala via per stringere nuove amicizie, rapporti intensi, che attraversano la guerra, maturando al sole della pace.

Un romanzo breve ma piacevole, che porta alla luce un episodio poco noto della storia della Seconda Guerra Mondiale e insieme ritrae con sentimento la vita nella campagna inglese in quegli anni.

Il cacciatore di draghi

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J.R.R. Tolkien

Prendete un agricoltore pigro, un po’ vigliacco ma fortunato; un drago codardo ma ricchissimo; un re avido; una corte di cavalieri interessati alla moda; una spada magica; un cane timoroso; una giumenta di buon senso.

Aggiungete incantevoli illustrazioni in stile medievale, condite con lo stile meraviglioso di J.R.R. Tolkien, e infilate in forno: il risultato sarà una fiaba irriverente e senza tempo, da leggere e rileggere – preferibilmente a voce alta. 😉

A Hell of an innocent

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Zidrou

Ventisette anni, sessantasette coltellate: sono i numeri che separano Greg dall’afosa, opprimente cittadina dell’outback australiano in cui è cresciuto, e in cui è stata uccisa Lee, sua moglie.

Nascosto nelle vaste praterie, dedito all’allevamento di pecore, con l’unica compagnia del suo fedele cane e dell’immagine provocante di Lee, Greg viene riportato al mondo dei vivi dalla confessione di suo fratello Ike: morente, giura di aver ucciso lui la cognata, facendo ritrovare insieme l’arma del delitto.

Ma il senso di colpa, la gelosia, e ventisette anni di lontananza permetteranno a Greg di riappropriarsi di una vita che non è più la sua? E, sopratutto: la verità, è davvero, finalmente, esposta alla luce del sole?

Un discreto noir, apprezzabile sopratutto per l’ambientazione inusuale, che però scava poco nella psicologia dei personaggi, limitandosi solo a suggerire  motivazioni e retroscena.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

The beast of Kukuyo

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Kevin Jared Hosein

Rune Mathura ha quindici anni e vive in un villaggio a Trinidad con il fratello maggiore, perso all’alcool, e il nonno Sam, che si prende cura di loro con pazienza e saggezza da quando la madre è stata brutalmente assassinata.

Rune è un’outsider: scura, bruttina, appassionata di telefilm gialli, preferisce stare sola che frequentare chi non le piace, o uscire con Tiki, il suo migliore amico (e solo quello!).

Finché l’omicidio di Dumpling, una compagna di scuola che le aveva mostrato gentilezza e simpatia, non la induce a prendere la bicicletta e avviare una sua indagine, certa che la ragazza verrà ben presto dimenticata, come tutti coloro che scompaiono nell’isola. Come sua madre.

Ma non è preparata alla ragnatela di interessi, minacce, torbide relazioni che avvolge l’apparentemente tranquilla cittadina, e che la porta a capire che niente è davvero bianco o nero, e che tutti hanno mille facce, come una divinità hindu.

Un romanzo appassionante, dall’ambientazione insolita e precisa, con una profondità che parte da un’indagine per omicidio per esplorare i recessi molto più oscuri dell’animo umano.

Rune stessa è credibile: un’adolescente confusa, spesso arrabbiata, testarda, tanto, tanto umana, circondata da un coro di altri personaggi a tutto tondo.

Una scoperta magnifica, che mi è restata nel cuore.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂